Sicillia. Presentate a Siracusa le iniziative dell’Aisc in occasione delle Giornate europee dello scompenso cardiaco

Sicillia. Presentate a Siracusa le iniziative dell’Aisc in occasione delle Giornate europee dello scompenso cardiaco

Sicillia. Presentate a Siracusa le iniziative dell’Aisc in occasione delle Giornate europee dello scompenso cardiaco
Per le Giornate, che si svolgono dal 5 al 9 maggio, l’Associazione italiana scompensati ha promosso punti di informazione itineranti, nelle piazze, conferenze e ambulatori aperti al pubblico. Salvatore Brugaletta, presidente Asp di Siracusa, ha commentato: "La crescita della popolazione anziana sta determinando un progressivo aumento di nuovi casi di scompenso ed oltre 15 mila ricoveri l’anno in Sicilia".

Diffondere la conoscenza dello scompenso cardiaco sensibilizzando la popolazione all’attenzione ai sintomi, ad affrontare l’emergenza della malattia, ad adottare ogni misura di prevenzione partendo da un corretto di stile di vita, a seguire rigorose cure mediche. E’ per tale ragione che stamane nella sala riunioni dell’ospedale Umberto I di Siracusa, in occasione delle Giornate europee dello Scompenso Cardiaco dal 5 al 9 maggio, l’Associazione italiana scompensati cardiaci ha presentato le iniziative che si stanno svolgendo in tutta Italia con punti di informazione itineranti, nelle piazze, conferenze e ambulatori aperti al pubblico.

“E’ fondamentale mettere in campo tutte quelle azioni – ha detto il direttore generale dell’Asp di Siracusa Salvatore Brugaletta – che servano ad evitare le patologie che risultano poi essere responsabili dello scompenso cardiaco. E’ evidente che se oggi parliamo di scompenso, lo facciamo in maniera differente rispetto al passato, a causa della crescita della popolazione anziana con un progressivo aumento di nuovi casi di scompenso ed oltre 15 mila ricoveri l’anno in Sicilia. Stile di vita, alimentazione, prevenzione dell’ipertensione arteriosa, del diabete, della gestione degli infarti in maniera ottimale, sono tutte azioni che vanno affrontate adeguatamente affinché non si arrivi allo scompenso. Ma quando ciò avviene dobbiamo garantire qualità di vita ai cittadini che affrontano la patologia assicurando tutte le forme più appropriate di trattamento e di cura. In tutto ciò ritengo fondamentale il supporto delle Associazioni dei pazienti cui va il nostro ringraziamento”.

A presentare l’associazione e ad illustrarne le finalità atte a diffondere informazioni adeguate sulla patologia, per accrescere la consapevolezza e garantire la migliore prevenzione e cura, è stata nel corso della conferenza, aperta dal saluto del direttore sanitario dell’Umberto I Giuseppe D’Aquila, la delegata Relazioni esterne dell’Aisc Maria Rosaria Di Somma: “Noi siamo la voce del paziente – ha detto – Il nostro slogan è “saperne di più”, conoscere lo scompenso cardiaco per fare rete, testimonianza, assistenza ma, soprattutto, per fare sentire alle istituzioni quali sono le necessità del paziente. L’associazione è nata lo scorso anno, ma la sua eco è stata così forte che oggi contiamo già 300 iscritti in tutta Italia. Per le giornate dello scompenso europeo siamo partiti con queste iniziative che ci vedono su tutto il territorio nazionale affinché si diffonda la conoscenza, aiutando non soltanto il paziente ma anche coloro che se ne prendono cura”.

Il direttore della Cardiologia e Utic dell’ospedale Umberto I di Siracusa Eugenio Vinci, nel suo ruolo di referente aziendale per lo scompenso cardiaco, ha parlato della Rete regionale per lo scompenso, che rappresenta un percorso, con riferimento al dato problematico della riospedalizzazione, che segue il paziente dal momento della dimissione dell’ospedale in un’ottica di integrazione ospedale-territorio, con il coinvolgimento dei medici di base e degli ambulatori specialistici territoriali, secondo le linee guida regionali. Enrico Valvo, responsabile della Medicina di Emergenza, ha illustrato gli aspetti clinici della patologia, le sue caratteristiche, la diffusione e la possibilità di cura anche grazie a nuovi farmaci in campo con la testimonianza diretta, a conclusione della conferenza, di un pazienti 85enne.
 

06 Maggio 2015

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