Siracusa. La denuncia de ‘Le Iene’: Pedagogista molestava le madri dei pazienti. La Asp: professionista sospeso dal servizio

Siracusa. La denuncia de ‘Le Iene’: Pedagogista molestava le madri dei pazienti. La Asp: professionista sospeso dal servizio

Siracusa. La denuncia de ‘Le Iene’: Pedagogista molestava le madri dei pazienti. La Asp: professionista sospeso dal servizio
Per curare il figlio affetto da una lieve dislessia, il pedagogista offriva massaggi erotici a domicilio alla mamma. Avviata indagine interna per verificare l’eventuale esistenza di altri casi simili di cui non si è a conoscenza

Visite a domicilio con massaggi erotici e lavande intime. È l’inusuale trattamento che si è vista proporre una donna di Siracusa dopo essersi rivolta a un pedagogista per un lieve disturbo dell’attenzione di suo figlio.

A svelare la vicenda la trasmissione televisiva ‘le Iene’ in un servizio mandato in onda nella puntata del 20 maggio.

Qualche tempo la donna scopre che il bambino di 9 anni soffre di una lieve forma di dislessia. Su invito degli insegnanti si rivolge al locale ospedale ed lì che incontra per la prima volta il pedagogista. “Nel piano terapeutico ho previsto sia gli incontri con il bambino e poi per lei che è la mamma ho inserito una serie di massaggi così può distendersi ed essere di supporto alla problematica di suo figlio”, racconta al programma di Italia 1. 

“Lui mi fa spogliare, mi massaggia con tecniche di manipolazione non proprio fisioterapeutiche che sono maggiormente concentrate nella parte pubica, nei glutei, nelle gambe”, continua. Seguono lavande che avrebbero dovuto offrire un “beneficio interiore”.
 
Uno degli incontri è stato anche ripreso dalle telecamere nascoste piazzate dalla trasmissione televisiva.

Sulla vicenda si è espressa la Asp che in una nota ha espresso ”forte indignazione per i fatti segnalati” e ha annunciato “di avere avviato tutti gli accertamenti e provvedimenti esemplari del caso” oltre che “di avere già sospeso cautelativamente dal servizio l’interessato”. Dichiara inoltre di aver avviato “un’indagine interna per verificare l’eventuale esistenza di altri casi simili di cui non si è a conoscenza”.

“La direzione aziendale – si legge nella nota – esprime solidarietà alla vittima di questo episodio che offende anche i tanti dipendenti che giornalmente lavorano con professionalità e dedizione a favore delle fasce deboli della collettività. 

21 Maggio 2018

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