Specializzandi. Veneto finanzia 90 borse di studio aggiuntive

Specializzandi. Veneto finanzia 90 borse di studio aggiuntive

Specializzandi. Veneto finanzia 90 borse di studio aggiuntive
Approvata la delibera che prevede lo stanziamento di 2.250.000 euro per le borse di specializzazione in Medicina aggiuntive a quelle fidanzate dal Governo. Nella delibera anche 7.195.000 euro per il pagamento dei contratti di specializzazione già in essere e 300.00 euro a copertura delle obbligazioni derivanti dalle gravidanze e dalle malattie degli specializzandi.

“Anche per l’anno accademico in corso, le Università di Padova e Verona potranno contare su 90 borse di studio di specializzazione per i giovani medici, aggiuntive a quelle messe a disposizione a livello nazionale, e finanziate dalla Regione Veneto”. Lo annuncia una nota della Regione Veneto che comunica il via libera della Giunta alla delibera proposta dell’Assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin, che prevede uno stanziamento complessivo di 9.745.000 euro, dei quali 2.250.000 euro per le borse di quest’anno, 7.195.000 euro per il pagamento dei contratti già in essere relativi agli anni di corso successivi al primo, 300.00 euro da destinare alle obbligazioni derivanti dalle gravidanze e dalle malattie eventualmente effettuate dagli specializzandi.

“L’emergenza Covid-19 – commenta nella nota Lanzarin – ha dimostrato come non mai quanta necessità abbia il sistema sanitario di formare nuovi medici specializzati, dopo anni di sottostima nazionale del fabbisogno di borse di studio che ha creato i problemi a tutti noti. Con questo provvedimento, e con quelli degli anni precedenti, il Veneto ha colto il problema e fatto la sua parte. Vorremmo poter fare anche di più, ma ciò sarà possibile da quando avremo la maggiore autonomia i cui contenuti, tra incomprensibili frenate e ostruzionismi nazionali di vario genere, si stanno definendo”.

“Nel frattempo – aggiunge l’Assessore – utilizziamo per un nobile scopo una parte dei finanziamenti della Gestione Accentrata regionale nell’ambito del Fondo Sanitario Nazionale, sempre più convinti che l’alta formazione sia uno dei cardini di un futuro migliore per il sistema sanitario pubblico nazionale”. “E bene ricordare – conclude Lanzarin – che, per farlo, abbiamo dovuto vincere un ricorso in Corte Costituzionale alla quale il Governo, nel 2014, si era rivolto per impedircelo”.

10 Giugno 2020

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