Tar Umbria boccia il superticket del 20% su intramoenia

Tar Umbria boccia il superticket del 20% su intramoenia

Tar Umbria boccia il superticket del 20% su intramoenia
I giudici amministrativi bocciano la misura della Regione. “Cittadini si trovano a dover sostenere una duplicazione dei relativi costi già integralmente sopportati”. La soddisfazione della Cgil: “Un provvedimento da sempre iniquo e dannoso”. LA SENTENZA

“L’introduzione di un “ticket” su ogni singola prestazione resa in libera professione intramoenia, pari al 20% rispetto al valore tariffario, assume carattere direttamente lesivo per la generalità degli utenti del S.S.N., i quali, indistintamente, si trovano a dover sostenere una duplicazione dei relativi costi già integralmente sopportati”. Così, in un passaggio della sentenza del Tar dell’Umbria che ha accolto un ricorso dell’Adiconsum e che ha di fatto bocciato la normativa regionale che aveva introdotto un ticket del 20% sulle visite in intramoenia.
 
La vicenda dura da tre anni. “La Cgil si è assunta per prima nel gennaio 2012 – si legge in una nota Nicola Preiti, Segretario Regionale FP CGIL Medici e Wanda Scarpelli, Segretario Generale FP CGIL Umbria – la responsabilità di denunciare l’illegittimità ed iniquità del provvedimento che introduceva la Tassa/Superticket del 29%. Non hanno voluto sentir ragione (e abbiamo raccolto pure qualche sberleffo, per dire poco). Così ci hanno costretti, con altri sindacati e professionisti, a ricorrere al TAR dell'Umbria”.
 
Il TAR dell'Umbria, con le sentenze 18-19-20 del 18 Gennaio 2013, ha stabilito l'illegittimità del provvedimento e ha obbligato la Regione al ritiro dello stesso. La Regione ha poi presentato appello al Consiglio di Stato che con la sentenza 474  del 3 febbraio 2014 ha annullato le sentenze del TAR  perché i ricorrenti (sindacati e medici) non sono direttamente danneggiati dal provvedimento e quindi non legittimati a fare ricorso. Tale legittimazione a ricorrere apparteneva, per il Consiglio di Stato, ai cittadini costretti a pagare un sovrapprezzo per la prestazione.
 
“Invece di valorizzare la “via di scampo” – specificano i sindacalisti -, la Regione ha sbandierato la sentenza del Consiglio di Stato come una schiacciante vittoria. Ma era del tutto evidente che una nuova reintroduzione del Superticket/Tassa avrebbe portato i cittadini a cogliere l'indicazione del Consiglio di Stato e a presentare direttamente ricorso al TAR.  Niente da fare! La Regione nell'aprile 2014 ha reintrodotto il balzello, anche se ridotto al 20%. E naturalmente è andata come previsto: alcuni cittadini (con associazione dei consumatori) hanno presentato ricorso al TAR. E ieri il TAR ha gli ha dato ragione obbligando la Regione ad annullare il provvedimento e  anche a pagare le spese processuali”. 
 
“Oltre ad essere una tassa illegittima – conclude la nota – lo abbiamo sempre giudicato un provvedimento iniquo e dannoso, un errore sotto vari profili. Per la CGIL i ticket vanno rimossi non aumentati. La Regione Umbria deve sospendere immediatamente il superticket/tassa del 20% sull'intramoenia, come stabilito dal TAR dell'Umbria. E non se ne parli più. Come hanno fatto altre regioni, si comprimano gli sprechi e si aboliscano anche in Umbria  tutti  ticket sulla specialistica istituzionale, visto che si ostentano conti in ordine”. 
                                                 

16 Gennaio 2015

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