Tariffe diagnostiche specialistiche. Aiop e Anisap contro la delibera dell’Emilia-Romagna

Tariffe diagnostiche specialistiche. Aiop e Anisap contro la delibera dell’Emilia-Romagna

Tariffe diagnostiche specialistiche. Aiop e Anisap contro la delibera dell’Emilia-Romagna
Le due associazioni denunciano tariffe “al di sotto del valore di costo” delle prestazioni e che in generale porterebbero a una “insostenibilità per il sistema sanitario”. Per Aiop e Anisap si tratta, “al di là dell’equilibrio economico” di ospedali e poliambulatori, di “non allontanare i medici” di fronte a un calo rilevante dei compensi loro riconosciuti. A breve un incontro con la Regione. LA DELIBERA

Le associazioni regionali Aiop (Associazione Italiana dell’Ospedalità Privata) e Anisap (Associazione Nazionale Istituzioni Sanitarie Ambulatoriali Private) valutano con “grande preoccupazione” la delibera adottata dalla Regione Emilia-Romagna che prevede la riduzione delle tariffe sulle prestazioni diagnostiche specialistiche. La delibera decorrerà a partire dal 1° gennaio 2024.

“Il tariffario in questione – spiegano in una nota – prevede per le visite specialistiche l’erogazione di un importo che va dai 23 ai 18 euro lordi e un calo delle attuali tariffe per le Risonanze Tac e diagnostica per immagini fino al 30 % portando queste prestazioni al di sotto del valore di costo ed in generale ad una insostenibilità per il sistema sanitario”.

Aiop e Anisap hanno già chiesto unitariamente un incontro alla Regione per trovare insieme soluzioni congrue sulle tariffe praticabili su tutte le prestazioni specialistiche. Nel frattempo le stesse associazioni regionali hanno incaricato Nomisma, “quale soggetto specializzato per indagare sui costi che gravano su queste attività diagnostiche attraverso”, una analisi scientifica, approfondita e trasparente sui valori di riferimento a cui sottostare.

“Al di là dell’equilibrio economico a cui ospedali e poliambulatori devono comunque tendere, per il Sistema Sanitario e per i cittadini utenti”, per Aiop e Anisap “quello che più conta, ai fini di garantire prestazioni di qualità e tali da ridurre le liste d’attesa allungate dopo l’emergenza pandemica del Covid, è il principio di non allontanare i medici. Gli stessi professionisti sanitari che spesso ricavano i loro compensi come percentuale delle tariffe riconosciute, di fronte alla notizia di un calo così rilevante, dichiarano di non potere continuare a svolgere la loro attività. I compensi a loro riconosciuti per le visite, con queste decisioni tariffarie, rasentano il ridicolo: 8 o 9 euro netti; il calo della prestazione diagnostica del 20-30 % si riflette sui loro compensi in modo esponenziale. Con questi numeri rischiamo di perdere i nostri medici a favore di altre regioni limitrofe, che pare stiano affrontando questa vicenda in modo diverso e con criteri anche economici più favorevoli alla categoria”, avvertono le due associazioni.

Aiop e Anisap si dicono anche “molto amareggiate” e “preoccupate” perché “non era mai accaduto prima che su temi di questa portata non si fossero ricercate soluzioni possibili. Soprattutto rispetto all’erogazione di sempre più numerose e fondamentali prestazioni come TAC e risonanze magnetiche, peraltro particolarmente interessate, com’è noto, da lunghe liste d’attesa”.

Per la prossima settimana, fanno sapere, “è previsto un nuovo incontro nella sede della Regione in cui entrambe le associazioni confidano di trovare attenzione, rispetto al lavoro prodotto da Nomisma sull’analisi dei costi atti a garantire a tutti i cittadini gli esami oggetto di queste nuove tariffe”.

“Chiediamo a tutti un grande impegno, per consolidare e favorire l’efficienza del Sistema Sanitario Regionale in direzione delle visite specialistiche, della diagnostica per immagini e di tutte le altre prestazioni in sofferenza, per recuperare le lunghe liste d’attesa oggi appesantite dalle emergenze subite in questi anni dopo l’epidemia del Covid” – si conclude la nota stampa congiunta di AIOP e ANISAP Emilia-Romagna.

10 Novembre 2023

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