Telemedicina. Via libera della Toscana a un nuovo modello organizzativo

Telemedicina. Via libera della Toscana a un nuovo modello organizzativo

Telemedicina. Via libera della Toscana a un nuovo modello organizzativo
L‘obiettivo è assistere nei prossimi tre anni almeno 200mila persone. Bezzini: “Implementeremo le attività di telemonitoraggio e teleassistenza, congiuntamente alla messa a disposizione di attività di supporto, logistiche e formative per gli operatori sanitari e i cittadini”

“Vogliamo migliorare la qualità della presa in carico. Alla prima visita in presenza seguirà un percorso multiprofessionale teleassistito. L’obiettivo è attivare entro quest’anno almeno un progetto di telemedicina in ogni azienda, arrivando ad assistere nei prossimi tre anni almeno 200mila persone, con particolare attenzione ai pazienti cronici. Implementeremo le attività di telemonitoraggio e teleassistenza, congiuntamente alla messa a disposizione di attività di supporto, logistiche e formative per gli operatori sanitari e i cittadini”.

Così l’assessore al diritto alla salute, Simone Bezzini, sul nuovo modello organizzativo dei servizi di telemedicina approvato dalla Giunta regionale.

Un percorso, quello sulla telemedicina con focus sui pazienti cronici, che la Regione Toscana, spiega una nota, aveva già avviato nel 2019 con il progetto “A casa in buona compagnia”, frutto di un accordo con i sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Toscana, le Aziende sanitarie e Anci Toscana, e che ora si rafforza ulteriormente con uno specifico modello organizzativo.

Il programma operativo, infatti, prevede che tutte le strutture coinvolte nell’attuazione dei servizi di telemedicina siano connesse alla rete telematica regionale della sanità e siano dotate degli applicativi software previsti all’interno del sistema informativo territoriale unico regionale.

Sul territorio sarà attivata una Centrale operativa territoriale (Cot) in ogni Distretto che avrà prima di tutto una funzione di coordinamento della presa in carico della persona e di raccordo tra servizi e professionisti coinvolti nei diversi setting assistenziali, anche attraverso interventi di interconnessione aziendale e la dotazione di appositi dispositivi.

La Regione ha previsto l’attivazione di un centro servizi unico regionale (ospitato all’interno dei locali del data-center regionale) con una disponibilità di tecnici disposti sul territorio regionale, in corrispondenza delle tre aree vaste, ed in numero adeguato a coprire la corretta gestione dei dispositivi medici e di garantire la formazione sull’utilizzo degli stessi. Si prevede l’attivazione di tre centri erogatori (uno per ogni azienda sanitaria, per l’area vasta di riferimento, Toscana Centro, Toscana Nord Ovest e Toscana Sud Est).

“Consideriamo la casa – aggiunge l’assessore Bezzini – come primo luogo di cura, anche attraverso la telemedicina. Daremo quindi impulso alle televisite, al teleconsulto e teleconsulenza, al telemonitoraggio e infine alla teleassistenza. L’idea è quella di consentire al paziente di muoversi il meno possibile per raggiungere i luoghi di cura e di garantire una presa in carico più rapida, perché fornita telematicamente, e al tempo stesso assicurata da equipes mediche che possano lavorare in team senza costringere il paziente a sottoporsi a visite diverse e scaglionate nel tempo. Ovviamente la modalità a distanza vale per le visite successive alla prima, che deve obbligatoriamente rimanere in presenza ”.

Le patologie trattabili Le patologie che verranno trattate con la nuova modalità sono quelle respiratorie, cardiologiche, neurologiche, oncologiche e il diabete. Deve sempre essere garantita la possibilità di scambiare anche in tempo reale i dati clinici, i referti medici, le immagini, audio-video, relativi al paziente. L’anamnesi può essere raccolta per mezzo di una videochiamata. La televisita si concluderà sempre con un referto (ad eccezione dei casi in cui sia effettuata dal medico di medicina generale e dal pediatra) che deve essere inviato al Fascicolo sanitario elettronico, ma su richiesta potrà essere anche inviato a casa.

“Spetterà ovviamente ai medici – conclude l’assessore Bezzini – stabilire se le condizioni cliniche del paziente e le sue necessità permetteranno il ricorso alla modalità telematica oppure se dovrà essere proseguita la tradizionale assistenza in presenza. La popolazione di riferimento è costituita da tutti gli assistiti residenti in Toscana con particolare riguardo ai pazienti con multimorbosità complesse”.

Il telemonitoraggio Dopo l’anamnesi, la diagnosi e la somministrazione della terapia, è previsto il ricorso al telemonitoraggio, che permette il rilevamento e la trasmissione a distanza di parametri vitali e clinici in modo continuo ed automatico, per mezzo di sensori che interagiscono con il paziente come i saturimetri, gli elettrocardiografi, le bilance, i termometri, i monitor cardiorespiratori, gli spirometri, i glucometri e altri.

Il set di tecnologie a domicilio può essere personalizzato in base alle indicazioni fornite dal medico. I dati raccolti sono registrati presso il domicilio del paziente e vengono inviati in modo continuativo e automatico alla piattaforma di telemedicina, possono essere messi a disposizione degli operatori su specifica richiesta.

La teleassistenza Si basa sull’interazione a distanza tra il professionista e paziente/caregiver per mezzo di una videochiamata, alla quale si può, all’occorrenza aggiungere la condivisione di dati, referti o immagini. Lo scopo, speiga la nota, è quello di agevolare il corretto svolgimento di attività assistenziali, eseguibili prevalentemente a domicilio. È necessario quindi che il servizio di teleassistenza sia in grado di rendere disponibile anche tutte le funzionalità presenti per la televisita e per il telemonitoraggio. La teleassistenza è prevalentemente programmata e ripetibile

18 Luglio 2023

© Riproduzione riservata

Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente
Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente

Novant'anni dalla fondazione e trent'anni dal riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS): nel 2026 lo Spallanzani celebra due ricorrenze che rappresentano l'occasione per riflettere sul...

Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”
Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”

Regione Lombardia chiede al Ministero della Salute di rivedere il sistema con cui vengono misurate le performance del Servizio sanitario nazionale. Lo fa con una lettera firmata dall'assessore al Welfare...

Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni
Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni

Con 1.224 Case di comunità attive al 30 giugno 2026, 186 in più rispetto al target minimo di 1.038 fissato dal Pnrr, la nuova assistenza territoriale entra nella fase decisiva:...

San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia
San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia

L’ Ats Città Metropolitana di Milano ha disposto la sospensione dell'attività del Laboratorio di Embriologia dell'Irccs Ospedale San Raffaele, afferente alla macroattività di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di III livello,...