Terzo settore. Polo (Uil Fpl Venezia) denuncia carenza di Oss e disparità di salari: “Serve un contratto unico”

Terzo settore. Polo (Uil Fpl Venezia) denuncia carenza di Oss e disparità di salari: “Serve un contratto unico”

Terzo settore. Polo (Uil Fpl Venezia) denuncia carenza di Oss e disparità di salari: “Serve un contratto unico”
Allarme da parte dell'ex segretario provinciale Pietro Polo, che per il sindacato segue ancora il terzo settore. A preoccupare non è solo la tenuta dei servizi, ma anche il futuro dei lavoratori. Per Polo serve un Ccnl unico per tutto il terzo settore, così da evitare, disparità di trattamento non solo fra privato e pubblico, ma anche fra gli stessi privati. Basti pensare che “le residenze per anziani sono gestite per lo più da personale delle cooperative che, per la natura mutualistica del contratto, prevedono che il lavoratore sia anche socio, con un versamento associativo che può arrivare anche a 3.000 euro”.

“Negli ultimi anni ci sono stati due fattori che hanno penalizzato il terzo settore: da una parte l’aumento di nuove strutture, dall'altra una errata programmazione degli organici necessari degli operatori sanitari. Le conseguenze di queste due circostanze stanno mettendo in pericolo i centri per anziani. Manca personale OSS e, se non ci sarà una vera inversione di marcia, la prospettiva non potrà che essere di peggioramento”. A denunciarlo l’ex Segretario Provinciale UIL FPL di Venezia, Pietro Polo ora collaboratore per il terzo settore della segreteria UIL di Venezia.

L’allarme della Uil FPL di Venezia, che denuncia la carenza degli operatori socio sanitari nelle strutture per anziani, è imputabile all'uscita dalle strutture di dipendenti che, appena se ne presenta l'occasione, si licenziano per andare a lavorare negli ospedali pubblici, dove il contratto è migliore, sia dal punto di vista dei diritti che del salario. Oltre a questo, ci sono altre cause che secondo la UIL disincentivano un lavoratore svolgere le proprie mansioni per questo settore, tra cui la tipologia di lavoro, spesso molto più pesante che in altri ambini.

“A determinare all’interno della case di cura per gli anziani il mancato turnover del personale sanitario – afferma Polo entrando nei dettagli – è molto spesso la tipologia di contratto proposto al lavoratore. Com’è innegabile che nel pubblico si lavori con una organizzazione migliore e con uno stipendio più alto, è altrettanto vero che le residenze per anziani sono gestite per lo più da personale delle cooperative che, proprio per la natura mutualistica del contratto, prevedono che all'atto di assunzione il lavoratore diventi anche socio. Questo comporta, per il lavoratore, il versamento di un contribuito associativo che può arrivare anche a tremila euro. Talvolta ai soci lavoratori anche viene chiesto un ulteriore versamento a fondo perduto, che può arrivare fino a mille euro”.

Il lavoratore di una cooperativa, appaltate dalla casa per anziani, conclude in pratica due contratti (L.142/2001): quello associativo e quello di lavoro. Il quantum delle quote associative è determinato dallo statuto che le società cooperative adottano.
 
Una disomogeneità di contratti contro la quale si scaglia Polo. Da anni, infatti, il sindacato chiede l'applicazione di un CCNL unico per tutto il settore in questione, così da evitare disparità di trattamento, non solo fra privato e pubblico, ma anche fra gli stessi privati.

“La situazione attuale ci porta a ribadire – conclude Mario Ragno Segretario Generale UIL FPL di Venezia – che questo settore andrebbe interamente rivisto, portando a compimento da parte della Regione Veneto l’intera riforma delle Ipab ferma al palo da oltre vent’anni, dove a fronte di una trasformazione sempre più evidente della tipologia con utenti (quasi tutti cronici) e di maggior prestazioni mediche obbligatorie, risulta necessario applicare al predetto personale il CCNL sanità pubblica oltre che ad aumentare la quota sanitaria da parte della Regione. E’ inammissibile, inoltre, che nel Terzo Settore ci siano una miriade di CCNL, in realtà 12, applicati dalle stesse COOP, ANASTE, UNEBA, AGIDAE, ANFFASS, ANPASS, ARIS, AIOP……ecc, anche trattandosi della stessa attività”.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

16 Settembre 2020

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