Torino. Lo stomaco al posto dell’esofago: così sono stati salvati due fratellini che avevano ingerito soda caustica

Torino. Lo stomaco al posto dell’esofago: così sono stati salvati due fratellini che avevano ingerito soda caustica

Torino. Lo stomaco al posto dell’esofago: così sono stati salvati due fratellini che avevano ingerito soda caustica
La scorsa estate i due bambini avevano inavvertitamente bevuto un liquido corrosivo. A causa dei processi di cicatrizzazione l’esofago si era chiuso e non erano più in grado di nutrirsi. Tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 l’intervento in cui è stato asportato l’esofago e sostituito con lo stomaco. Il controllo di ieri ha accertato che i bambini sono finalmente in grado di nutrirsi per bocca con cibi solidi.

Alla Città della Salute di Torino, con un intervento innovativo eseguito per la prima volta in bambini così piccoli,  sono stati salvati due fratellini che avevano ingerito soda caustica asportando l'esofago “bruciato” e portando lo stomaco all'altezza del collo al posto dell'esofago stesso.

I due bambini, di 4 e 5 anni, la scorsa estate avevano bevuto per errore una sorsata di liquido corrosivo per uso idraulico incautamente travasato in una bottiglia di una comune bevanda. Dal Pronto Soccorso di Ivrea i due piccoli erano stati trasferiti immediatamente presso l'ospedale Infantile Regina Margherita di Torino per eseguire un’esofago-gastroscopia in urgenza.

Qui, l’équipe dei gastroenterologi pediatri da subito li ha presi in carico ed ha diagnosticato una severa infiammazione dell’esofago (’esofagite da caustici’) in entrambi. Questa infiammazione era immediatamente parsa più grave nella bimba più piccola. I tentativi eseguiti su di lei, nelle settimane successive, per limitarne la progressione erano risultati infruttuosi ed il suo esofago rapidamente si era chiuso completamente su se stesso a circa 3 centimetri al di sotto della gola.

Per nutrirla è stato necessario posizionare chirurgicamente una sonda direttamente nell’intestino.
Il suo fratellino apparentemente sembrava invece aver ricevuto un danno minore, tanto che si era riusciti a posizionare con l’endoscopia una sonda attraverso l’esofago per consentire l’alimentazione. La sonda era poi stata sostituita a due riprese con tubicini più grandi (‘endoprotesi’), nell’intento di ristabilire un calibro esofageo che permettesse al bimbo di alimentarsi per bocca. Tuttavia anche nel suo caso l’infiammazione era progredita inesorabilmente verso una cicatrizzazione anomala e destruente dell’esofago, con impedimento al bambino di mangiare per bocca ed obbligo ad una nutrizione artificiale in vena.

Un calvario durato quasi 1 anno, nell’attesa che si stabilizzassero i fenomeni infiammatori degli organi vitali intorno all'esofago (trachea, bronchi ed aorta toracica) e che entrambi i bambini potessero essere sottoposti ad un pesante e delicato intervento chirurgico, con finalità salvavita, al tempo stesso resettive e ricostruttive.

In sequenza, tra fine 2017 ed inizio 2018, l’équipe di Renato Romagnoli, afferente alla Chirurgia Generale 2 universitaria della Città della Salute di Torino, ha proceduto su entrambi alla rimozione dell’esofago malato (esofagectomia) e al suo rimpiazzo con lo stomaco spostato all'altezza del collo. Una tecnica innovativa (Romagnoli è il Responsabile del Gruppo Interdisciplinare Cure per i Tumori dell’Esofago della Città della Salute) applicata per la prima volta su pazienti così piccoli e debilitati.

L’intervento è stato tutt’altro che semplice: accedendo prima dal torace per separare con sicurezza l’esofago severamente infiammato dalle strutture vitali intorno allo stesso esofago, poi dall’addome per preparare lo stomaco ed infine dal collo per reperire il breve tratto di esofago ancora aperto al di sotto della gola, l’intervento è culminato nella trasposizione dello stomaco rimodellato a tubo (‘tubulo gastrico’) fino al collo di entrambi i bambini. La continuità del tubo digerente è stata così ristabilita con una sutura tra il brevissimo moncone esofageo sotto la gola e l’apice dello stomaco portato al collo.

Il loro decorso immediato in Terapia intensiva ed in Chirurgia ad alta intensità dell’ospedale Infantile Regina Margherita è stato privo di complicazioni.

A distanza di pochi mesi dall’intervento, dopo l'ultimo controllo di ieri, adesso entrambi i bambini stanno bene e sono in grado di nutrirsi per bocca con cibi solidi. La loro aspettativa di vita, oltre che la qualità della loro vita stessa, sono previste essere pari a quelle di individui della loro età.

28 Marzo 2018

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