Toscana. Approvata delibera per trasfusioni più sicure

Toscana. Approvata delibera per trasfusioni più sicure

Toscana. Approvata delibera per trasfusioni più sicure
Il provvedimento arriva in seguito all'errore di Grosseto che è costato la vita a un uomo. Sulle sacche di sangue, oltre al codice identificativo, dovrà essere scritto anche il nome del paziente. Previsto anche l'utilizzo di un specifica terapia farmacologica in caso di errore. 

Braccialetto identificativo, una casacca rossa che identifichi gli operatori impegnati nelle trasfusioni, il nome del paziente cui il sangue è destinato  scritto in chiaro sulla sacca e, in caso di errata trasfusione, l’utilizzo di una specifica terapia farmacologica. Sono queste le principali misure contenute in una delibera approvata stamane dalla giunta regionale toscana con l'intento di accrescere la sicurezza dei processi trasfusionali dopo l’incidente della settimana scorsa all’ospedale di Grosseto, dove un uomo è morto a causa di una trasfusione destinata ad un altro paziente. Saranno così apportate una serie di modifiche e integrazioni alle Linee guida nazionali per la sicurezza trasfusionale.

La delibera prevede il potenziamento dell'utilizzo del braccialetto identificativo del paziente, dispositivo già in parte in uso nelle aziende sanitarie toscane, che rappresenta un mezzo ulteriore nella procedura di identificazione. Sulla sacca di sangue, oltre al codice identificativo, dovrà essere scritto in chiaro anche il nome del paziente a cui la sacca è destinata. Viene poi introdotto l’uso della 'casacca o corpetto rosso', che sarà indossata dagli operatori incaricati delle trasfusioni, in modo tale che questi possano essere facilmente e immediatamente individuati dai pazienti, e distinti dal resto del personale sanitario: questo permetterà anche di esentare l’operatore dall’eventuale obbligo di effettuare contemporaneamente altre attività e di impedire che venga distolto dalla procedura stessa di trasfusione.

Grazie al provvedimento, il Consiglio Sanitario Regionale potrà stendere, attraverso la condivisione con tutte le professionalità coinvolte in materia, un apposito protocollo clinico che preveda l’utilizzo della terapia farmacologica con Eculizumab, nei casi in cui si commetta comunque un errore trasfusionale e si produca una reazione da errata trasfusione. 

02 Settembre 2013

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