Toscana. Barni e Saccardi sollecitano attuazione Piano straordinario protezione vittime violenza sessuale

Toscana. Barni e Saccardi sollecitano attuazione Piano straordinario protezione vittime violenza sessuale

Toscana. Barni e Saccardi sollecitano attuazione Piano straordinario protezione vittime violenza sessuale
L'appello lanciato nel corso di un'iniziativa organizzata da Donne in Rete. E' stato inoltre evidenziato che anche quest'anno, come il precedente, sono stati stanziati dalla Regione 250.000 euro sulla legge finanziaria per non interrompere il lavoro di sensibilizzazione dei giovani generazioni sulle differenze di genere. 

Una riflessione e un dibattito allargato tra magistrati, avvocati, operatrici dei centri antiviolenza, assistenti sociali, psicologi, medici, sociologi e politici per fare il punto, vent'anni dopo, sulla legge contro la violenza sessuale, la 66 del 1996, che inserì, dopo un iter parlamentare ventennale, il reato di violenza sessuale tra i delitti contro la persona e non più contro la morale e il "buon costume", come previsto fino ad allora dal codice penale Rocco.

All'iniziativa organizzata oggi in Sant'Apollonia da Donne in Rete contro la violenza (D.i.Re, Associazione nazionale dei Centri Antiviolenza) e Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento all'Infanzia(Cismai) insieme all'associazione Artemisia, sono intervenute anche la vicepresidente Monica Barni che ha la delega alle pari opportunità e l'assessore Stefania Saccardi (diritto alla salute, sociale e sport).

"Una legge che ha segnato una fondamentale svolta anche culturale – affermano Barni e Saccardi – Il vero bene leso non era più genericamente la morale, ma la singola persona". Nel corso di questi vent'anni le norme a tutela delle vittime di reati sessuali e maltrattamenti familiari hanno conosciuto una sensibile e positiva evoluzione, con le "Misure contro la violenza nelle relazioni familiari" del 2001, la legge sullo stalking del 2009 e quella del 2013 sul femminicidio.

"Ma, sul piano culturale ed ideologico, c'è ancora molto da lavorare. Fortunatamente per la prima volta – afferma Barni – oltre ad interventi nel campo penalistico nella legge è stata inserita la previsione di un Piano d'azione straordinario di protezione delle vittime di violenza sessuale e di genere all'interno del quale sono previste azioni di intervento multidisciplinari di prevenzione del fenomeno, di potenziamento dei centri antiviolenza e dei servizi di assistenza, di formazione degli operatori. Attendiamo e auspichiamo che il piano diventi pienamente esecutivo e vengano così stanziate le risorse previste per la sua attuazione, così come vengano stanziati, dopo quelli relativi alle annualità 2013-2014, i successivi finanziamenti a valere sul Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità. Fondi che la Regione ha destinato per il 40% ai centri antiviolenza, e per il restante ai territori, dove si snodano i percorsi educativi ed assistenziali alle vittime di violenza".

Vista l'importanza dell'aspetto culturale degli stereotipi rispetto al fenomeno della violenza di genere e considerando l'aspetto educativo uno dei campi più importanti su cui combattere per prevenirla, si sta lavorando da anni sul fronte della sensibilizzazione/formazione delle nuove generazioni, un impegno che, anche grazie alla legge sulla cittadinanza di genere, la Regione cercherà di portare avanti, nonostante il ritardo nell'erogazione delle risorse nazionali. Anche quest'anno, come il precedente, sono stati stanziati dalla Regione 250.000 euro sulla legge finanziaria per non interrompere il lavoro di sensibilizzazione dei giovani generazioni sulle differenze di genere. Una sensibilizzazione peraltro riconosciuta come necessaria anche dalla legge sulla Buona Scuola, che introduce l'educazione alle differenze tra le tematiche educative di particolare importanza.

"A novembre scorso – interviene Saccardi – in occasione della presentazione del VII Rapporto sulla violenza di genere, abbiamo presentato dei dati che ancora dimostrano quanto lavoro c'è da fare e quanto sia necessario il contributo di tutti, in particolare dei centri antiviolenza e dei servizi territoriali, per cercare di prevenire e proteggere le vittime di violenza. Donne e anche minori che peraltro, oltre che vittime dirette di abusi e maltrattamenti, sono assai spesso anche vittime di violenza assistita, con quel che ne consegue in termini di vulnerabilità e difficoltà relazionali".

"Il numero di segnalazioni di violenza è purtroppo in continuo aumento – conclude l'assessore al sociale – Ma c'è anche una maggiore consapevolezza delle vittime, e una sempre più diffusa presenza degli sportelli antiviolenza e dei servizi sul territorio. Peraltro il Codice Rosa nei Pronto soccorso è nato proprio in Toscana, un modello ora esportato anche in altre Regioni. Ma il punto è che cosa succede quando una donna oggetto di violenza sessuale viene dimessa. E' qui che dobbiamo impegnarci di più per costruirle intorno una rete di protezione, per non lasciarla sola. A partire da una buona pratica dell'Asl di Empoli abbiamo esteso a tutta l'area centro una sperimentazione per garantire una assistenza a 360 gradi in una fase di grande difficoltà. Una rete tra diversi soggetti con diverse competenze, che grazie al coordinamento delle istituzioni che si stanno sempre più integrando tra loro, vogliamo portare a sistema. Ecco che allora diventa sempre più importante l'avvio delle azioni previste dal Piano straordinario nazionale e lo stanziamento dei relativi fondi".
 

15 Febbraio 2016

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