Toscana. Intersindacale medica contro ipotesi accorpamento Asl

Toscana. Intersindacale medica contro ipotesi accorpamento Asl

Toscana. Intersindacale medica contro ipotesi accorpamento Asl
“No agli esuberi di personale e all’ipotesi di centralizzazione delle emergenze/urgenze”. I camici bianchi e veterinari toscani criticano le ipotesi di riforma del Ssr. “No a un sistema pubblico surrogato del privato”.

L’Intersindacale medica, veterinaria e sanitaria della Toscana dice no all’accorpamento delle Asl a tre uniche aziende sanitarie territoriali-ospedaliero-universitarie avanzato dalla Giunta regionale mentre c’è “disponibilità a discutere in merito all’ipotesi di tre aziende sanitarie locali coincidenti con i territori delle attuali aree vaste e quattro aziende ospedaliero-universitarie (Firenze-Careggi, Pisa-Cisanello, Siena-Le Scotte, Meyer)”.
 
“La previsione di tre sole aziende – si legge in una nota – territoriali-ospedaliero-universitarie richiederebbe una sostanziale modifica della attuale normativa in materia (D.lgs 502/92 e 517/99) che appare difficile da ottenere in tempi brevi ed in ogni caso consegnerebbe il controllo del sistema a soggetti esterni che rispondono al MIUR e perseguono mission di ricerca e didattica, per altro con scarso successo considerando le classifiche mondiali delle università. Con queste prospettive, l’ipotesi di commissariare tutte le sedici aziende sanitarie toscane porterebbe ad un blocco delle attività di programmazione e gestione”.
 
Altro tema i possibili esuberi di personale. “Questo tema – prosegue il comunicato – rappresenta una particolare criticità in quanto, a nostro avviso, è uno degli obiettivi principali del processo di riorganizzazione proposto e potrebbe portare al collasso del sistema nella sua attuale strutturazione, aprendo la strada ad un sistema sanitario pubblico povero per i poveri ed uno privato e ricco in mano all’intermediazione finanziaria. Laddove venisse dichiarato un esubero di circa 800 professionisti, il 10% della dotazione dei medici e dirigenti sanitari attualmente in servizio, il sistema sanitario regionale toscano andrebbe a perdere, nel volgere di pochi mesi, una massa critica di dipendenti che sono all’apice delle potenzialità in termini di esperienza professionale”.
 
Infine “netta critica” anche all’ipotesi di centralizzazione delle emergenze/urgenze. “L’urgenza in quanto tale, deve rispondere a criteri di prossimità e di immediatezza dell’intervento da parte dei presidi territoriali competenti con una integrazione in rete dei livelli di complessità messa in campo nei vari settori specialistici secondo protocolli e coordinamenti provinciali, di area vasta e regionali, condivisi dai professionisti. Esprimiamo assoluta contrarietà ad ipotesi che dovessero prevedere un reflusso dai modelli di continuità assistenziale h24 verso modalità di assistenza basata sulle reperibilità, un modo per risparmiare qualche turno di guardia sulle spalle della sicurezza dei pazienti e del lavoro dei professionisti”.
 
“In fondo a questa strada – conclude il comunicato – si intravede un sistema sanitario pubblico con capacità gestionali rallentate e complicate, povero di capitale umano e di competenze professionali, surrogato da un privato destinato ad imporsi come vero sistema sanitario accanto al primo, residuale e destinato ai poveri, alle urgenze ed ai settori a basso interesse economico. Per quanto ci riguarda il destino di involuzione recessiva cui si vuole condannare la sanità pubblica non ci troverà complici”. 

09 Dicembre 2014

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