Toscana. Lazzeri (Più Toscana): “Non chiudiamo i piccoli ospedali, ma accorpiamo le Asl”

Toscana. Lazzeri (Più Toscana): “Non chiudiamo i piccoli ospedali, ma accorpiamo le Asl”

Toscana. Lazzeri (Più Toscana): “Non chiudiamo i piccoli ospedali, ma accorpiamo le Asl”
Il consigliere regionale sferra un duro attacco contro la strategia dell'assessore Marroni, accusandolo di "frazionare la ristrutturazione in distretti ed Asl per evitare di far emergere un fronte unitario contro un progetto che porterà soltanto all’apertura formale dei piccoli ospedali, lasciandoli scatole vuote".

"La Giunta smetta di trincerarsi dietro un oligarchia di manager che ha anestetizzato la funzione politica del Consiglio in nome del risparmio: sui piccoli ospedali serve un confronto unitario con i sindaci e il Consiglio e il licenziamento del Piano socio sanitario integrato. Invece dei piccoli ospedali chiudiamo i direttori generali". È l’attacco del consigliere regionale di Più Toscana e membro della IV commissione Sanità, Gian Luca Lazzeri, a margine del Consiglio Regionale di Palazzo Panciatichi presidiato all’esterno dal Crest (Comitato regionale emergenza sanitaria toscana) per protestare contro la riorganizzazione dei piccoli ospedali toscani.

"Dalla pubblicazione della delibera sulla riorganizzazione del sistema sanitario toscano – sottolinea – la strategia dell’assessore Marroni è stata sempre quella del dividi et impera: frazionare la ristrutturazione in distretti ed Asl per evitare di far emergere un fronte unitario contro un progetto che porterà soltanto all’apertura formale dei piccoli ospedali, lasciandoli scatole vuote". Secondo Lazzeri il rapporto di fiducia fra cittadini e Regione è arrivato a un punto di non ritorno e si è definitivamente rotto. "Tutti avvertiamo mancanza di trasparenza nella comunicazione delle decisioni assunte e la figura peggiore la fanno i sindaci".

E per meglio definire la sua posizione, Lazzeri cita come esempio "i fatti dell’ospedale Serristori di Figline dove la chirurgia è stata trasformata in diurna e ridotta a 5 giorni la settimana senza informare il Comune e città se non, dopo lo sciopero, con una lettera del direttore generale dell’Asl 10. Di fronte a un affronto del genere cosa può fare un sindaco? Incassare in silenzio oppure prendere consapevolezza dello schiaffo politico ricevuto e sfiduciare il direttore generale della propria Asl nella conferenza dei sindaci come – conclude – previsto dall’articolo 12 della legge regionale 40".

12 Settembre 2013

© Riproduzione riservata

Veneto. Medicina generale, altri 4,5 milioni per la formazione dei giovani medici
Veneto. Medicina generale, altri 4,5 milioni per la formazione dei giovani medici

Nuova iniziativa della Regione Veneto per rendere più attrattiva la professione di Medico di Medicina Generale. Su proposta dell’Assessore alla Sanità, Gino Gerosa, la Giunta regionale, riunitasi oggi sotto la...

Lazio. Regione: “Conti della sanità in utile per il terzo anno consecutivo, condizioni per avviare l’uscita dal Piano di rientro”
Lazio. Regione: “Conti della sanità in utile per il terzo anno consecutivo, condizioni per avviare l’uscita dal Piano di rientro”

Per il terzo anno consecutivo il bilancio della sanità del Lazio chiude in utile. Anche per il 2025, infatti, l’esercizio delle aziende del Servizio Sanitario della Regione Lazio è in...

Rsa. Circa 1 residente su 40 ha un’infezione correlata all’assistenza. Dal progetto Ccm una ‘cassetta degli attrezzi’ per prevenirle
Rsa. Circa 1 residente su 40 ha un’infezione correlata all’assistenza. Dal progetto Ccm una ‘cassetta degli attrezzi’ per prevenirle

Nelle Rsa italiane le infezioni correlate all’assistenza restano un nemico silenzioso. Colpiscono migliaia di residenti, sono spesso sostenute da microrganismi resistenti agli antibiotici e, in molti casi, potrebbero essere evitate...

Edilizia sanitaria. Revocati oltre 115 milioni di fondi per interventi non avviati o non aggiudicati. La fetta più grande riguarda la Campania
Edilizia sanitaria. Revocati oltre 115 milioni di fondi per interventi non avviati o non aggiudicati. La fetta più grande riguarda la Campania

Oltre 115 milioni di euro di finanziamenti statali destinati all’edilizia sanitaria tornano disponibili perché legati a interventi non portati avanti nei tempi previsti o non aggiudicati. È quanto stabilisce il...