Toscana. Pesticidi. Remaschi: “In corso monitoraggio rigoroso, ma anche azioni concrete per migliorare la situazione”

Toscana. Pesticidi. Remaschi: “In corso monitoraggio rigoroso, ma anche azioni concrete per migliorare la situazione”

Toscana. Pesticidi. Remaschi: “In corso monitoraggio rigoroso, ma anche azioni concrete per migliorare la situazione”
Così l'assessore all'Agricoltura dopo la pubblicazione del rapporto nazionale pesticidi nelle acque di ISPRA edizione 2016, riferito ai risultati del biennio di monitoraggio 2013-2014, in base al quale la Toscana occuperebbe una posizione fra le peggiori nella classifica della contaminazione delle acque. “Lavoriamo a grossi incentivi messi a disposizione con il Piano di Sviluppo Rurale per incrementare l'agricoltura biologica”. 

Anche l'assessore all'agricoltura Marco Remaschi interviene nella discussione scaturita dopo la pubblicazione del rapporto nazionale pesticidi nelle acque di ISPRA edizione 2016, riferito ai risultati del biennio di monitoraggio 2013-2014, in base al quale la Toscana occuperebbe una posizione fra le peggiori nella classifica della contaminazione delle acque da pesticidi in Italia.


 


"L'assessore all'ambiente Federica Fratoni – spiega Remaschi – ha precisato che se la Toscana si trova in fondo alla classifica di ISPRA è proprio perché è stata tra quelle che ha adottato i controlli più rigorosi. A questo vorrei aggiungere che non ci accontentiamo di questo nostro rigore e che, in campo agricolo, ormai da tempo stiamo attuando buone pratiche per far migliorare la situazione. Penso ad esempio ai grossi incentivi messi a disposizione con il Piano di Sviluppo Rurale per incrementare l'agricoltura biologica, con gli oltre 135 milioni di euro stanziati in favore delle aziende. Perché crediamo che questo tipo di agricoltura, oltre a ridurre l'impatto sull'ambiente, permette di ridurre in maniera sensibile l'inquinamento delle risorse idriche poiché viene minimizzato il ricorso all'uso di prodotti fitosanitari".

Attualmente in Toscana sono circa 4500 le aziende biologiche con una superficie cresciuta dai 115mila ettari del 2013 ai 152mila nel 2015 (più del 25%). "Da segnalare poi – prosegue l'assessore – che l'applicazione del Dlgs 150/2012 introduce l'obbligo del controllo funzionale di tutte le irroratrici in uso ad uso professionale oltre la difesa integrata obbligatoria, con conseguente riduzione dei quantitativi di prodotto fitosanitario utilizzato e quindi dei rischi per salute e l'ambiente. Inoltre dallo scorso 25 novembre chiunque compra, utilizza e vende prodotti fitosanitari deve essere in possesso di un certificato di abilitazione (ex patentino fitofarmaci) che viene rilasciato solo dopo la partecipazione ad un corso di 20 ore e dopo aver sostenuto l'esame scritto. Altro adempimento col quale puntiamo ad aumentare, sensibilizzare e sviluppare la conoscenza verso un utilizzo più razionale ed efficace di questi prodotti".

Infine, un accenno ad un altro intervento a favore e a tutela dell'ambiente acquatico e dell'acqua potabile, ancora in via di predisposizione. "E' il Piano di utilizzazione per l'impiego di prodotti fitosanitari e fertilizzanti (PUFF) – conclude Remaschi – che disciplinerà l'uso di fitofarmaci da parte di chiunque nelle zone di protezione delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee prelevate e destinate al consumo umano, erogate a terzi mediante impianto di acquedotto ricompreso nell'ambito del servizio idrico integrato (almeno un raggio di 200 metri, 13 ettari circa, dal punto di captazione)".
 

11 Maggio 2016

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