Treviso. In arrivo il PS della Casa di Cura Giovanni XXIII a Monastier. Ma l’Anaao è critica

Treviso. In arrivo il PS della Casa di Cura Giovanni XXIII a Monastier. Ma l’Anaao è critica

Treviso. In arrivo il PS della Casa di Cura Giovanni XXIII a Monastier. Ma l’Anaao è critica
Salgono a 7 i Pronto Soccorso gestiti da privati a livello regionale. Il Dg Benazzi: “Contiamo di dare un po’ di sollievo ai medici che lavorano nelle strutture dell’emergenza, lasciando loro più concentrazione per i casi più gravi”. Ma per Adriano Benazzato, segretario Anaao, si tratta di un altro atto a favore dei privati:“Aprire un Ps in una struttura convenzionata non è un buon esempio di sanità pubblica”

Dal prossimo gennaio la Casa di Cura Giovanni XXIII a Monastier di Treviso aprirà le porte al nuovo Pronto Soccorso (Ps). Un reparto d’urgenza cosiddetto ibrido perché presente in una struttura privata che offre però un servizio pubblico; e così, in Veneto, salgono a sette le strutture di Ps gestite da privati ed a livello regionale, la provincia di Treviso è quella con più Ps con questa veste. “Questo nuovo Ps nasce dalle nuove schede regionali, che hanno affidato alla Casa di cura Giovanni XXIII la gestione del nuovo Ps, con la precisazione che questo reparto non è esclusivo ai codici bianchi e verdi, ma risponderà anche ai codici gialli per la traumatologia e l’ortopedia, ovvero per quelle patologie che già sono curate nel suo interno della Casa di cura”, spiega il Dg della Ulss trevigiana Francesco Benazzi.

Questa nuovo servizio punta a dare un ampio respiro ai Ps della Ulss trevigiana, in particolare al Ps dell’ospedale Cà Forcello, che secondo le stime dello stesso Dg della Ulss trevigiana, non hanno numeri trascurabili: “Dai nostri calcoli, con l’apertura del Ps a Monastier crediamo che vi possono essere al Ps di Treviso dai 15.000 ai 20.000 accessi in meno all’anno. Contiamo di dare un po’ di più “sollievo” ai nostri medici che lavorano nelle strutture dell’emergenza sia per la carenza di personale medico che conta un deficit rispetto ai reali bisogni, di circa 10 unità, sia da un punto di vista operativo lasciando loro più concentrazione per i casi più gravi”.

I calcoli sui minori accessi sono stati fatti in modo preciso in funzione delle caratteristiche della popolazione nei comuni limitrofi al nuovo Ps di Monastier: infatti il nuovo servizio conterà un bacino di utenza potenziale di circa 30.000 abitanti, oltre alla presenza di quattro case di riposo. “La posizione del nuovo servizio, che gestirà le emergenze – continua Benazzi – è posto in un punto strategico, considerato che il 25% di tutti gli accessi al Ps del Cà Forcello è rappresentato dagli over 75”.

Il nuovo reparto di emergenza – urgenza sarà aperto dal prossimo gennaio, 24 ore su 24, e disporrà da un’ambulanza attrezzata sia per il primo soccorso, sia per eventuali spostamenti dei pazienti come ad esempio nell’Hub di Treviso. “Un nuovo servizio ad alte aspettative, presso una struttura convenzionata con il servizio sanitario, che volutamente dalla Regione vuole portare un servizio più vicino al territorio ed a beneficio dei cittadini”, conclude Benazzi.

Sul fronte sindacale, il Sindacato dei medici Anaao Assomed fa sapere attraverso il proprio Segretario Adriano Benazzato che c’è in atto un disegno regionale ben preciso, volto a favorire le strutture private a scapito di quelle pubbliche. “Aprire un Ps in una struttura convenzionata non è un buon esempio di sanità pubblica”. D’altro canto, i costi restano sempre a carico della Regione, così come il controllo degli standard sanitari.  

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

11 Novembre 2019

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