Trichinella. Il bilancio della Regione Sardegna: tre quarti dei maiali abbattuti positivi all’infezione

Trichinella. Il bilancio della Regione Sardegna: tre quarti dei maiali abbattuti positivi all’infezione

Trichinella. Il bilancio della Regione Sardegna: tre quarti dei maiali abbattuti positivi all’infezione
Arru: “Non vogliamo creare allarmismo, ma continuare con il pascolo brado in questo momento significa continuare ad alimentare la Trichinella, la Peste suina africana e tante altre malattie”.

Tre dei quattro gruppi di campioni prelevati dai suini bradi illegali abbattuti a Orgosolo nelle ultime settimane sono risultati positivi ai controlli sulla Trichinella,effettuati nei laboratori dell’Istituto zooprofilattico sperimentale (IZS).

Lo ha fatto sapere l’assessore alla Sanità della Regione Sardegna Luigi Arru in una conferenza stampa convocata per fare il bilancio degli ultimi interventi di sanità veterinaria nella Regione.

“Non vogliamo alimentare alcun allarmismo – ha precisato Arru – ma lanciare un appello forte affinché tutti collaborino: dai consumatori a chi detiene maiali irregolari e privi di controlli sanitari. Continuare con il pascolo brado in questo momento significa continuare ad alimentare la Trichinella, la Peste suina africana e tante altre malattie. Interrompere questa pratica è quindi passaggio fondamentale per evitare dei danni alla salute dei cittadini”. Per questo, ha aggiunto Arru: “Coloro che hanno suini non registrati li consegnino o li mettano a disposizione dell’autorità pubblica e veterinaria, troveremo le modalità giuste per favorire quest’operazione. Questa non è una battaglia contro una cultura o contro le comunità delle zone interne”.

Preoccupato si è detto anche il direttore generale dell’IZS, Alberto Laddomada. Soprattutto perché “a seguito degli abbattimenti di maiali allo stato brado illegale, iniziati ai primi di dicembre, è molto probabile che siano state fatte macellazioni clandestine di suini irregolari e che queste carni siano state trasformate in salumi o congelate”.

Quindi la carne di animali infetti è stata o sta per essere consumata.
“Su carni non controllate dal punto di vista sanitario non c’è modo di evitare possibili infezioni da trichinellosi. Non sono infatti sufficienti salatura o cottura”, ha chiarito la direttrice del Servizio sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare Daniela Mulas. “Noi tuteliamo la salute dei cittadini, ma per farlo abbiamo bisogno della loro collaborazione. Per questo è fondamentale che si vada ad acquistare carni e salumi nelle strutture che sono registrate e che sottopongono i loro prodotti a tutti i controlli igienico sanitari. I maiali colpiti dalla malattia, visti dall’esterno, non mostrano alcun sintomo che possa far dubitare sulle reali condizioni di salute”.
 
 

08 Febbraio 2018

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