Tumore al seno. Il 40% delle pazienti non viene curato in modo adeguato

Tumore al seno. Il 40% delle pazienti non viene curato in modo adeguato

Tumore al seno. Il 40% delle pazienti non viene curato in modo adeguato
Se ne è parlato a “Non una di meno”, l’evento dell’università Campus Bio-Medico di Roma a favore delle pazienti oncologiche. Continua la raccolta fondi per i servizi per combattere il tumore e per il benessere psico-fisico della donna. Durante la serata hanno sfilato copricapi artistici realizzati con materiale ospedaliero e vestiti della Maison Luigi Borbone. Al centro dell’evento anche il test all’avanguardia per evitare la chemioterapia.

“Secondo recenti studi, circa il 30-40% delle pazienti con carcinoma mammario oggi non riceve un trattamento adeguato”. Nel corso dell’evento ”Non una di meno”, promosso dall’Università Campus Bio-Medico di Roma e dall’Associazione Amici dell’Università Campus Bio-Medico di Roma Onlus presso il complesso monumentale del Pio Sodalizio dei Piceni, martedì 19 giugno, è stato il prof. Giuseppe Perrone, responsabile dell’Unità di ricerca di Anatomia patologica, a fornire i dati con cui la ricerca e l’assistenza sanitaria sul tumore al seno si confrontano attualmente.

“Le tipologie di carcinoma mammario attualmente conosciute sono quattro e ciascuna di esse richiede un trattamento specifico”, ha spiegato Perrone. “Per questo è fondamentale mettere a disposizione delle pazienti test specialistici che indichino ai medici quali siano le cure più appropriate per ciascun caso. Il test PAM 50 ad esempio, presso il nostro Policlinico Universitario permette di capire se è possibile evitare la chemioterapia, con i suoi conseguenti effetti collaterali”.

Proprio il test PAM 50, gratuito in Spagna e in Inghilterra, ma non ancora riconosciuto dal Ssn in Italia, è uno dei servizi sostenuti dalla serata, pensata come un inno alla bellezza femminile nonostante tutto e promossa con l’obiettivo di finanziare la Banca della Parrucca e l’assistenza estetica alle pazienti oncologiche in modo trasversale alle Unità di Chirurgia plastica e ricostruttiva del prof. Paolo Persichetti, di Oncologia del prof. Giuseppe Tonini e di Senologia del prof. Vittorio Altomare.

Durante l’evento, presentato dalla giornalista Rai Carla Lombardi, arricchita dalla light dinner preparata dallo chef Fabio Campoli e allietata dalle note del soprano Chiara Taigi e di Claudia Galletti, è stata anche lanciata la campagna di crowdfunding (https://www.gofundme.com/banca-della-parrucca) promossa da Noemi Pazzaglia, giovane donna che ha deciso di donare i propri capelli alla Banca della parrucca e di chiedere ora a tante altre persone di contribuire al progetto con un semplice click.

Dopo la sfilata di alta moda realizzata dalla maison Luigi Borbone, stilista sensibile a queste tematiche, speciali copricapo artistici realizzati con materiale ospedaliero dall’esperta tricologa Giusy Giambertone sono stati i protagonisti di una performance che ha coinvolto le pazienti oncologiche e gli abiti di Alessandra Ferrari della collezione “Brutta Spose”. “Spesso – ha spiegato Giambertone – il primo suggerimento dato dal medico a una paziente oncologica è di tagliarsi i capelli. Perché? La bellezza deve essere valorizzata anche durante i trattamenti”.

Proprio per formare truccatori specializzati nel valorizzare la bellezza delle pazienti oncologiche è attivo all’Università Campus Bio-Medico di Roma il corso di alta formazione in Beauty Recovery Specialist, presentato durante la serata. L’evento è stato patrocinato dalla Regione Lazio e da Europa Donna Italia e reso possibile dalla collaborazione dei partner tecnici Ripar Cosmetici e Tricostarc e di numerosi altri sponsor.

22 Giugno 2018

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