Tumori. A Messina i pazienti dipingono e recitano. “Con l’arte possiamo sconfiggere la malattia”

Tumori. A Messina i pazienti dipingono e recitano. “Con l’arte possiamo sconfiggere la malattia”

Tumori. A Messina i pazienti dipingono e recitano. “Con l’arte possiamo sconfiggere la malattia”
E' quanto accade al Policlinico "G. Martino" di Catania. Il direttore dell'Oncologia Medica, Giuseppe Altavilla: "Abbiamo avviato due laboratori di pittura e di teatro, presto sarà attivo anche un centro di scrittura. È la prima esperienza di questo tipo nell’isola. Migliorano l’adesione alle terapie e le possibilità di guarigione”.

Pittura, teatro e scrittura per sconfiggere il cancro. La lotta alla malattia passa anche attraverso l’arte e nel reparto di Oncologia Medica del Policlinico “G. Martino” di Messina sono attivi laboratori creativi per aiutare i pazienti nel difficile percorso di cura. È la prima esperienza di questo tipo in Sicilia, presentata al convegno “Umanizzazione delle cure in oncologia” che si svolgerà domani all’Università degli Studi di Messina.

“I malati di cancro – spiega Giuseppe Altavilla, direttore dell’Oncologia Medica dell’ospedale siciliano e membro del Direttivo nazionale Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica) – sono spesso colpiti da un disagio psichico grave. Uno su tre infatti soffre di ansia e depressione. Queste iniziative rispondono alle esigenze dei pazienti e contribuiscono non solo all’accettazione della patologia, ma anche a migliorare l’adesione alle terapie e le possibilità di guarigione. L’impatto sullo stato d’animo dei malati è straordinario, così come sul contesto in cui i familiari devono assisterli”.

"Ogni anno nell’isola si registrano circa 22.000 casi di tumore e 12.100 decessi. “Un corretto approccio terapeutico – continua Altavilla – esige attenzione anche al disagio psicologico. Un anno fa abbiamo iniziato il percorso di totale rinnovamento del nostro reparto, che oggi rappresenta una casa in cui si produce salute. I cambiamenti hanno riguardato gli arredamenti, l’estetica e l’organizzazione, che si allontanano dai canoni tradizionali dell’ambiente ospedaliero. Ogni stanza ospita uno o due letti, televisione e un bagno. Abbiamo previsto anche una sala ricreativa arredata con divani, in cui è possibile connettersi a Internet, ascoltare musica e leggere. La libreria infatti contiene volumi donati dalla casa editrice ‘Sellerio’. Inoltre in questa stanza e nei corridoi del reparto abbiamo allestito una vera e propria pinacoteca con tele molto colorate donate da artisti messinesi. Abbiamo voluto migliorare in questo modo non solo il comfort ma anche il rapporto medico-paziente”.

Nella struttura sono presenti uno psico-oncologo e due psicologi a cui vengono indirizzati i malati colpiti da ansia e depressione, diagnosticate con uno screening specifico. “Il nostro progetto sull’umanizzazione delle cure – afferma ancora Altavilla – si è sviluppato con due nuovi laboratori. Uno di pittura coordinato da tre maestri. L’altro di teatro, che ha prodotto diverse recite con la partecipazione dei nostri pazienti. È la prima volta che nell’isola prendono forma due attività di questo tipo all’interno di un reparto di oncologia medica. Abbiamo poi organizzato un centro estetico, dove ogni lunedì estetiste e parrucchieri mettono a disposizione dei malati il loro tempo e la loro professionalità. Abbiamo anche un servizio assistenziale e sociale per supportare i pazienti in tutti gli aspetti pratici legati alla malattia”.

Il convegno, aperto alla partecipazione della società civile e delle Associazioni di volontariato, prevede, fra gli altri, gli interventi di Antonio Presti, mecenate d’arte siciliano, di Paolo Marchetti, ordinario di oncologia a Roma, e di Rodolfo Passalacqua, responsabile scientifico del progetto nazionale Hucare. Il meeting si chiude con “Spunti di vista”, un monologo sulla speranza di Luca Fiorino, l’attore responsabile del laboratorio teatrale. “La nostra prossima iniziativa – conclude Altavilla – sarà un laboratorio di scrittura creativa, da avviare quest’anno. Così i pazienti potranno dedicarsi alle principali forme d’arte in grado di esercitare un impatto sulla gestione della malattia”. 

05 Marzo 2015

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