Tumori. Nasce Ispro, struttura a rete per la cura oncologica della Toscana

Tumori. Nasce Ispro, struttura a rete per la cura oncologica della Toscana

Tumori. Nasce Ispro, struttura a rete per la cura oncologica della Toscana
Il nuovo organismo è frutto dell'unione tra Ispo e Istituto toscano tumori. Avrà la funzione di coordinamento operativo della rete oncologica toscana. L’intento è quello di “superare la logica dell’organismo regionale di governo clinico, istituire un’organizzazione più strutturata e dare risposta ad alcune esigenze centrali nell’organizzazione oncologica: omogeneità dell’offerta e prossimità dell’accesso nei percorsi di cura, garantendo scelte coerenti e percorsi omogenei”. IL TESTO

E' stata approvata ieri, all’unanimità, dal Consiglio regionale della Toscana la nuova legge che disciplina la costituzione dell’Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica (Ispro). La nuova struttura a rete nascerà dall’unione dell’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica (Ispo) e dell’Istituto toscano tumori (Itt) e avrà la funzione di coordinamento operativo della rete oncologica toscana, come ha spiegato il consigliere Paolo Bambagioni (Pd), illustrando il provvedimento all’aula.

Si tratta di un accorpamento di funzioni che vedrà il trasferimento delle risorse, dei beni e del personale che attualmente le aziende sanitarie – principalmente l’azienda ospedaliero-universitaria di Careggi – assegnano a Itt. “In questo modo – ha detto Bambagioni – si rafforza ulteriormente quella che è già una punta di diamante della Toscana, perché con l’unificazione si fornisce a Ispro personalità giuridica e si prevede che il direttore generale presieda il coordinamento dei dipartimenti oncologici toscani”.

L’intento, sintetizza una nota del Consiglio, “è quello di superare la logica dell’organismo regionale di governo clinico, istituire un’organizzazione più strutturata e dare risposta ad alcune esigenze centrali nell’organizzazione oncologica: omogeneità dell’offerta e prossimità dell’accesso nei percorsi di cura, garantendo scelte coerenti e percorsi omogenei”.

Nel corso del dibattito in Aula, Stefano Mugnai (capogruppo Forza Italia) ha sottolineato che “noi rimaniamo contrari alla riforma sanitaria toscana, ma questo non ci impedisce di riconoscere che in un sistema così complesso le eccellenze esistono”. Il consigliere ha inoltre insistito sulla necessità di “mandare a regime il registro dei tumori, che è uno strumento fondamentale e che è bene che sia gestito da una struttura organica”.

Andrea Quartini (M5S) ha annunciato voto favorevole solo nel caso di approvazione della proposta di risoluzione presentata, “perché preoccupati per la stabilizzazione del personale”. “Si tratta di una buona legge che va nella direzione giusta”, ha commentato.

Paolo Sarti (Sì-Toscana a Sinistra) ha spiegato di aver presentato una proposta di risoluzione “perché è necessario integrare quest’atto con la tutela dei lavoratori, mantenendo la continuità lavorativa e di competenze”.

Anche Monica Pecori (Gruppo Misto–Tpt) ha posto l’accento sulla necessità di salvaguardare i lavoratori e dunque sull’accoglimento della proposta di risoluzione, e ha ricordato come “il registro dei tumori sia importantissimo e si spera che adesso finalmente parta”. L’importanza del registro dei tumori è stata sottolineata pure da Manuel Vescovi (capogruppo Lega nord), il quale ha annunciato voto favorevole.

Serena Spinelli (Mpd-Art.1) ha dichiarato di apprezzare in particolare la creazione di “una rete oncologica, perché non è accettabile che ci sia una presa in carico diversa del paziente a seconda dei territori” e ha avvertito come “la qualità di formazione del personale stia arretrando, e questo rischia di abbassare la qualità dei servizi”.

07 Dicembre 2017

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