Ulss 6 Euganea. Dimesso il primo paziente trattato con il plasma iperimmune

Ulss 6 Euganea. Dimesso il primo paziente trattato con il plasma iperimmune

Ulss 6 Euganea. Dimesso il primo paziente trattato con il plasma iperimmune
Tre settimane a Schiavonia, una a Camposampiero: dopo 31 giorni di ricovero, il paziente di 50 anni da giovedì scorso è a casa. Scibetta: “Chi è guarito diventi ‘buon samaritano’ e doni questo prezioso emocomponente, utile alla costituzione della Banca del Plasma, voluta con lungimiranza dalla Regione del Veneto”

Si chiama Andrea, 50 anni, residente nella Provincia di Padova,  il primo paziente dimesso dall’Ulss 6 Euganea, trattato con il plasma iperimmune, il cosiddetto “plasma dei guariti”.

Era lunedì 20 aprile quando l’uomo, con febbre alta e difficoltà respiratorie, si era rivolto al Pronto soccorso dell’Ospedale Madre Teresa di Calcutta di Schiavonia dove era stato subito sottoposto a tampone, risultato positivo al Covid-19. Il suo quadro clinico era rapidamente peggiorato, tanto che nel giro di 48 ore era entrato in Terapia intensiva, finendo intubato. Stante la gravità della situazione, i medici avevano deciso di sottoporlo alla nuova terapia sperimentale, tre infusioni consecutive di plasma, una al giorno, plasma donato da anonimi ex pazienti guariti, plasma conservato e infuso secondo il protocollo messo a punto dal Dipartimento Immunotrasfusionale Interaziendale diretto da Giustina De Silvestro.

Anche grazie a questo trattamento, le condizioni di Andrea sono andate migliorando con una certa velocità: il primo maggio il cinquantenne ha lasciato la Terapia intensiva, passando in reparto Covid ordinario. Quindi ha trascorso una settimana di riabilitazione all’Ospedale Pietro Cosma di Camposampiero. Da giovedì scorso è a casa.


 


“L’aria di casa è sempre la migliore – ha detto Andrea  – credo che l’impiego del plasma abbia favorito la mia guarigione in tempi abbastanza rapidi. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito, con il loro lavoro, a rimettermi in piedi restituendomi la salute: un grazie veramente di cuore a tutti, dai medici agli addetti delle pulizie. Chi ha conosciuto questo inferno non può che lanciare un invito alla donazione: che è nelle condizioni di farlo, doni. Con me il plasma iperimmune ha funzionato”.


 


“La cura col plasma dei guariti è promettente, almeno come ‘trattamento bridge’, ponte fino all’avvento del vaccino – ha spiegato  il direttore della Terapia intensiva dell’Ospedale di Schiavonia, Fabio Baratto – le dinamiche sono allo studio, ma nella maggior parte dei pazienti da noi trattati sta dando risultati incoraggianti”.

“Il Veneto si conferma all’avanguardia nel cercare nuove strade per il contrasto al Covid-19. Anche noi stiamo dando il nostro contributo – commenta il direttore generale dell’Ulss 6 Euganea, Domenico Scibetta – alla sperimentazione della trasfusione, in pazienti con forma grave di Coronavirus, del plasma raccolto dai guariti dalla stessa malattia che hanno prodotto nel loro organismo anticorpi in grado di neutralizzare il virus. I primi risultati sono confortanti, perciò non posso che unirmi al signor Andrea, sollecitando le persone che hanno vinto il Covid-19 a diventare ‘buoni samaritani’ donando un po' del loro plasma, prezioso emocomponente con il quale la Regione del Veneto sta, in modo molto lungimirante, organizzando la Banca del Plasma”.

25 Maggio 2020

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