ULSS 4 Veneto Orientale. Intervista al Dg Bramezza: “Piccoli ospedali destinati a sparire per fare spazio all’alta specializzazione”

ULSS 4 Veneto Orientale. Intervista al Dg Bramezza: “Piccoli ospedali destinati a sparire per fare spazio all’alta specializzazione”

ULSS 4 Veneto Orientale. Intervista al Dg Bramezza: “Piccoli ospedali destinati a sparire per fare spazio all’alta specializzazione”
Bramezza guida un’azienda che si articola su 1107 chilometri quadrati a nord-est di Venezia, costituita da comuni agricoli da una parte e dall’altra mete turistiche marittime che, nel 2017, hanno contato circa 23 milioni di presenze. I suoi obiettivi futuri: rafforzare l'organizzazione ospedaliera e quella territoriale per garantire la continuità delle cure ai pazienti, ma anche intervenire sulla mobilità sanitaria verso il vicino Friuli Venezia Giulia

ULSS 4 Veneto Orientale. Parla il Direttore Generale Carlo Bramezza, classe 1967, Laurea in Giurisprudenza con 100/110. Una Ulss, che nei mesi estivi diventa la prima azienda d’Italia come volume di lavoro, con turnover elevato di personale nello stesso periodo. Il dg è più che sicuro: “I ‘vecchi’ e piccoli ospedali ‘sotto casa’ sono destinati a scomparire per lasciar spazio a presidi di alta specializzazione, riservati alle acuzie”.

Potrebbe farmi una fotografia della Ulss4 e della Mission di questa Azienda?
L’Azienda Ulss4 si articola su un territorio di 1107 chilometri quadrati a nord-est di Venezia, costituito da 21 comuni e da una popolazione stanziale di circa 230 mila persone. Questo è un ambito territoriale variegato in quanto caratterizzato, nell’entroterra, da un’economia agricola costituita da piccole e medie imprese; mentre il litorale, meta turistica internazionale, costituisce il motore trainante dell’economia del Veneto orientale. Da una popolazione residente di circa 60 mila abitanti, il litorale afferente a questa azienda accoglie nei mesi estivi punte giornaliere di 600.000 persone.

Le località ad essa riguardanti (Bibione, Caorle, Eraclea, Caorle, Jesolo, Cavallino Treporti) nel 2017 hanno ospitato circa 23 milioni di presenze turistiche che connotano l’Ulss4 come prima Azienda sanitaria in Italia, sia per presenza di turisti e sia per volume di attività sanitarie rivolte ad essi.

Pertanto questa Azienda, e mi riferisco alla mission, offre alla popolazione residente un servizio sanitario efficiente ad elevati livelli di qualità secondo la programmazione regionale, riducendo per quanto possibile i costi e, contemporaneamente, soddisfacendo i bisogni di cura di ingenti flussi turistici per 5 mesi l’anno: mentre altre aziende sanitarie riducono le attività nel periodo estivo qui si ampliano, assumiamo oltre 100 stagionali e moltiplichiamo l’impiego di mezzi ed apparecchiature.
 
Le progettualità future che avete in campo: me ne vuole parlare?
Gli obiettivi che mi sono posto sono strettamente collegati da un lato al rafforzamento dell'organizzazione ospedaliera basata su un presidio ospedaliero su due sedi (Portogruaro e San Donà d Piave) unitamente all'integrazione con il nodo monospecialistico riabilitativo di Jesolo, dall'altro alla riorganizzazione dell'assistenza territoriale per garantire maggior efficienza, efficacia ed economicità sulla base della riforma introdotta con la legge regionale 19 del 2016, tenendo in debita considerazione l'altro aspetto peculiare dal punto di vista logistico del territorio aziendale, ovvero la contiguità con la regione Friuli e Venezia Giulia e le conseguenti connessioni con le dinamiche di fuga/attrazione della mobilità sanitaria.

Ciò comporta una nuova dimensione dei servizi e delle attività, in attuazione della programmazione regionale che individua compiti e responsabilità in una dimensione integrata dei livelli di assistenza da erogare. D'altro canto, l'introduzione dell'Azienda Zero, comporta la revisione dell'assetto tecnico amministrativo che, peraltro, si contraddistingue per una progressiva implementazione del nuovo ente, con correlata alla flessibilità organizzativa aziendale.

Se potesse, cosa vorrebbe cambiare nell’Ulss4?
Se avessi una bacchetta magica creerei maggiore integrazione tra i cittadini di questo territorio, superando ataviche rivalità, in particolare tra le aree del sandonatese e del portogruarese.

Come ipotizza possa essere la sanità nei prossimi anni?
A mio modo di vedere nell’immediato futuro la sanità passerà per una riduzione del numero degli ospedali. I “vecchi” e piccoli ospedali “sotto casa” sono destinati a scomparire per lasciar spazio a presidi di alta specializzazione, riservati alle acuzie. Questo comporta una profonda riorganizzazione dei servizi territoriali allo scopo di garantire la continuità delle cure ai pazienti, con la realizzazione di ospedali di comunità, ambulatori infermieristici, l’integrazione di nuove attività nei centri servizi per anziani che diventeranno sempre più polivalenti, e molto altro. Questa rivoluzione in Veneto è già in atto e sono convinto che diventerà un modello nazionale.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

23 Novembre 2018

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