Umbria. Firmato protocollo d’intesa per la somministrazione di farmaci salvavita a scuola

Umbria. Firmato protocollo d’intesa per la somministrazione di farmaci salvavita a scuola

Umbria. Firmato protocollo d’intesa per la somministrazione di farmaci salvavita a scuola
Obiettivo del protocollo è garantire una risposta ai bisogni di salute di bambini e ragazzi che soffrono di particolari patologie croniche, come diabete, epilessia, asma e allergie. L’assessore Barberini: “Gli insegnanti che si prestano lo fanno in modo volontario e a seguito di una formazione adeguata”.

La somministrazione dei farmaci a scuola, tema dibattuto da tempo, è tornato sotto i riflettori in questi giorni, dopo l’episodio di un bambino di due anni e mezzo che sembra sia stato rifiutato da una scuola dell'infanzia statale del reggiano perché diabetico. Evento dal quale è scaturita un'interrogazione parlamentare delle capogruppo Pd in commissione Istruzione e Sanità a Palazzo Madama, Iori e Boldrini. Nel frattempo, la Regione Umbria prende provvedimenti proprio in questo senso.
 
“Con il protocollo d’intesa che firmiamo stamani diamo continuità ad un’attività avviata nel 2013 nella nostra Regione con l’ufficio scolastico regionale e che, grazie alla collaborazione degli insegnanti opportunamente formati, ci permette di garantire la somministrazione dei farmaci nelle scuole e quindi ai minori”. Lo ha affermato l’assessore regionale alla Salute, Coesione sociale e Welfare, Luca Barberini, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta in occasione della firma del protocollo d’intesa tra Regione Umbria e Ufficio scolastico regionale per l’Umbria relativo alla somministrazione di farmaci salvavita a scuola. Il protocollo per l’ufficio scolastico regionale è stato firmato dalla dottoressa Sabrina Boarelli.
 
Sono intervenuti il direttore regionale alla Salute, Welfare e Organizzazione risorse umane, Walter Orlandi, i rappresentanti di associazioni di famiglie di minori affette dalle patologie croniche per cui è richiesta la somministrazione di farmaci salvavita a scuola, con le quali è stato condiviso il protocollo d’intesa.
 
“Il protocollo – ha spiegato l’assessore Barberini – stabilisce le modalità d’intervento utili a garantire la continuità terapeutica. Gli insegnanti che si prestano lo fanno in modo volontario dietro una formazione adeguata e questo non fa altro che rafforzare la rete di protezione attivata dalla Regione verso i minori nelle nostre scuole. Tutto ciò è possibile grazie alla rete di collaborazione tra le famiglie, il Servizio sanitario regionale con i propri operatori e l’ufficio scolastico regionale e tutto il mondo della scuola a cui va un plauso per questo tipo di intervento”.
 
Barberini ha reso noto che i “bambini e i ragazzi coinvolti sono tanti e i numeri sono in continua evoluzione, solo nel caso del diabete ad esempio, si contano all’incirca 250 bambini sul territorio regionale”.
 
“Sapere che nella nostra regione esiste questa rete di collaborazione di questa portata – ha concluso l’assessore dopo aver ringraziato tutti i soggetti a vario titolo coinvolti nell’iniziativa – è motivo di soddisfazione perché una società che risponde alle difficoltà, funziona”.
 
"La somministrazione dei farmaci salvavita agli alunni nelle scuole – è stato detto durante l’incontro – è un problema abbastanza diffuso nel territorio nazionale e ancora oggi è carente di una specifica normativa di riferimento, tant’ è vero che, ad oggi, solo poche Regioni (circa 6) prevedono percorsi condivisi.
 
Nello specifico il protocollo, che si rinnova tacitamente, con ulteriori aggiornamenti e integrazioni conseguenti a modifiche normative o necessità, attiva una forma di collaborazione importante, per garantire la risposta ai bisogni di salute di bambini e ragazzi che soffrono di particolari patologie croniche, come diabete, epilessia, crisi convulsive, asma e allergie. L’obiettivo – prosegue la nota – è assicurare la corretta somministrazione dei farmaci salvavita per la continuità terapeutica ed eventuali misure di prevenzione durante l’orario scolastico alla luce del fatto che la necessità di assumere medicinali durante l'orario scolastico da parte degli alunni non può essere motivo di emarginazione o di ostacolo alla frequenza scolastica e allo stesso tempo deve permettere, sia all’alunno che alla scuola, di vivere un’esperienza scolastica serena in tutta sicurezza grazie a un percorso terapeutico individuale che le famiglie trasmettono al dirigente scolastico dopo che sia definito dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta con tutte le informazioni necessarie alla corretta somministrazione del farmaco per la continuità terapeutica e le eventuali misure di prevenzione".
 
“Questo protocollo parte da un presupposto – ha detto la dottoressa Boarelli -, e cioè che all’interno della scuola non deve essere escluso nessuno e i bambini e i ragazzi devono avere una risposta specifica a tutte le loro esigenze. Rispetto alla somministrazione dei farmaci va precisato che i docenti aderiscono su base volontaria perché questa prestazione non può essere imposta giuridicamente, ma nessun insegnate si è rifiutato”.
 
“In Umbria è stato attivato un modello – ha detto il direttore regionale, Walter Orlandi – che cercheremo di applicare anche in altri contesti”.
 
"A fine incontro – conclude la nota – sono intervenuti Enrico Piano per l’Associazione per l'Aiuto ai Giovani con Diabete dell'Umbria e Sandra Frateiacci, delegata ai rapporti con le Istituzioni Centrali di FederAsma e Allergie che hanno posto l’accento sull’importanza della formazione, informazione e della prevenzione che è un’attività primaria delle associazioni nelle scuole, nonché sulla positività di esperienze attivate come quella umbra".  

22 Febbraio 2019

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