Università rumena a Enna. Il Prefetto avvia accertamenti. Miur: “Riportare situazione nell’alveo della legalità”. Ma intanto sono partiti corsi 

Università rumena a Enna. Il Prefetto avvia accertamenti. Miur: “Riportare situazione nell’alveo della legalità”. Ma intanto sono partiti corsi 

Università rumena a Enna. Il Prefetto avvia accertamenti. Miur: “Riportare situazione nell’alveo della legalità”. Ma intanto sono partiti corsi 
I corsi di laurea di area sanitaria, a gestione rumena, dovrebbero iniziare il 14 dicembre. Il sottosegretario del Miur, Davide Faraone, a gamba tesa: “Non devono partire, si tratta di offerta universitaria non lecita”. Sigm e Cnas: “Intervenga la Regione e revochi concessione della fruizione dei reparti e delle strutture”. Ma Crisafulli, coordinatore del Pd di Enna e promotore dell'iniziativa: “Per noi è tutto in regola”. 

Nelle scorse settimane sono iniziati due corsi in lingua rumena, da 20 studenti ciascuno, preparatori ai test di accesso per selezionare gli iscritti ai corsi di Medicina e Chirurgia che l’Università ‘Dunerea des Jos di Galati’ sta avviando presso l’Ospedale di Enna grazie a un accordo tra l’Asp e la Fondazione Proserpina di Vladimiro Crisafulli, coordinatore provinciale del Partito Democratico. L’obiettivo è inaugurare le lezioni il 14 dicembre.
Un atto che non ha lasciato indifferente il Ministero dell’Istruzione. Il capo dipartimento, Marco Mancini, ha inviato una nota al Prefetto di Enna, Fernando Guida, per chiedere di “ricondurre la spiacevole situazione nell’alveo della legalità”. Anche perché l’iniziativa sarebbe “in evidente contrasto con il vigente ordinamento universitario”. Crisafulli sembra però non volersi fermare: “Noi andiamo avanti, vedremo nel dettaglio la norma”.

La vicenda è giunta sino ai piani alti dell’esecutivo nazionale con l’intervento a gamba tesa del sottosegretario del Miur, Davide Faraone, che ha affidato a un post pubblicato su Facebook le sue valutazioni. “Sapete di cosa ha veramente bisogno la Sicilia in questo momento per creare condizioni di sviluppo e crescita? Di un corso universitario in Medicina organizzato da una fondazione privata in collaborazione con un ateneo rumeno senza accreditamenti e certificazioni. O almeno così pochi gattopardi continuano a credere. Benvenuti in Europa. Nonostante le diffide si continua ad andare avanti, in modo che definire 'poco accorto' è un eufemismo. Per questo abbiamo chiesto come Miur l'intervento del prefetto di Enna e dell'Autorita' garante per la concorrenza e il mercato per bloccare le attività".

“La Sicilia – ha aggiunto – non ha certo bisogno di vie d'accesso facilitate, ma di medici ben formati e preparati. Sulla salute dei cittadini non si scherza, e soprattutto non lo si fa per tornaconto personale o per strategie consensuali. Quei corsi non devono né possono partire. Lo hanno dichiarato chiaramente anche due pareri, rispettivamente della Presidenza del consiglio, Dipartimento per le politiche europee e dell'Avvocatura dello Stato. Non siamo qui a fare la guerra a un sistema universitario giusto per spirito di contraddizione. Stiamo agendo contro una proposta di offerta universitaria non lecita. Vogliamo che i ragazzi – conclude Faraone – si formino in atenei qualificati. Da questo dipende il futuro del Paese".

La nota del Miur e l’intervento di Faraone hanno raccolto l’apprezzamento del Coordinamento delle Associazioni e dei Rappresentanti di medicina siciliani, l’Associazione Italiana Giovani Medici (Sigm) e del Comitato Nazionale Aspiranti Specializzandi (Cnas). “Auspichiamo che, dopo il parere dell’Avvocatura dello Stato e del Dipartimento delle Politiche UE di Palazzo Chigi, nonché dopo la richiesta di intervento del Prefetto e della Procura della Repubblica di Enna, si metta punto a questa vicenda spiacevole che potrebbe avere serie ripercussioni sulla qualità della formazione dei futuri medici e quindi sulla salute dei cittadini. Chiediamo che la Regione Sicilia, intanto, provveda a revocare immediatamente alla Fondazione Proserpina la concessione della fruizione dei reparti e delle strutture del Presidio Ospedaliero di Enna, e quindi di strutture afferenti al Servizio Sanitario Nazionale”.

Ma la vicenda si è arricchita di un nuovo capitolo che la rende ancora più ingarbugliata. Il Prefetto ha effettuato alcuni accertamenti da cui risulta che “tutt'oggi i legali rappresentanti della cosiddetta Fondazione Proserpina non hanno provveduto a richiedere l'iscrizione nell'apposito registro istituito in Prefettura". Le verifiche hanno evidenziato che si tratta di una associazione, denominata ‘Fondazione Proserpina’, che dal 6 ottobre scorso è una Srl della quale è socio fondatore e amministratore Crisafulli. E' stata, quindi l'associazione a firmare lo scorso 28 agosto la convenzione con l'assessorato regionale alla Salute per la concessione dei locali all'ospedale Umberto I di Enna, da adibire ad aule e laboratori.
"Fa piacere che il prefetto abbia avviato le dovute e opportune verifiche. Per noi – ha commentato Crisafulli – è tutto in regola. Non c'è la richiesta di iscrizione al registro della prefettura perché abbiamo richiesto quella al Registro regionale. La richiesta è stata presentata alcuni giorni prima che il governo della Romania autorizzasse i corsi".
 
Gennaro Barbieri
 

Gennaro Barbieri

29 Ottobre 2015

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