Vaccinazioni antinfluenzali. Il Lazio chiede che si possano eseguire anche in farmacia 

Vaccinazioni antinfluenzali. Il Lazio chiede che si possano eseguire anche in farmacia 

Vaccinazioni antinfluenzali. Il Lazio chiede che si possano eseguire anche in farmacia 
E a somministrare il vaccino potrebbe anche essere un infermiere, o il farmacista. “In Francia, in Germania, UK e Usa funziona già così. D’altra parte difficile prevedere la presenza di un medico in tutte le farmacie”, osserva l’assessore D’Amato. La richiesta di un parere in merito è stata già inviata al Cts, alla Protezione civile e alla Presidenza del Consiglio.

Vaccinazioni antinfluenzali in farmacia, eventualmente anche per mano dello stesso farmacista. Sarebbe questa una delle ipotesi allo studio della Regione Lazio che ha inviato una specifica richiesta di parere al Cts, alla Protezione civile e alla Presidenza del Consiglio in merito alla possibilità di somministrare la vaccinazione antinfluenzale anche nelle farmacie.
 
Obiettivo: incrementare le possibilità di effettuare le vaccinazioni in vista della campagna campagna antinfluenzale, che dovrà avere, quest’anno, coperture altissime.
 
Sempre a questo scopo, infatti, la Regione ha approvato un’Ordinanza che estende l’obbligatorietà della vaccinazione antinfluenzale e anti pneumococcica per tutti i cittadini over 65 anni e tutto il personale sanitario, prevedendo anche conseguenze per chi non ottempere l'obbligo (la mancata vaccinazione per gli ultra 65 enni, ad esempio, comporterà l’impossibilità di accedere a centri anziani). L’ordinanza prevede anche una forte raccomandazione per effettuare il vaccino antinfluenzale per tutti i bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni attraverso il coinvolgimento dei pediatri di libera scelta.

Massima copertura significa, però, anche molte più persone da vaccinare. Prestazioni da eseguire. Tant’è che la Regione ha già concluso e procedure di gara per l’acquisto di 2,5 milioni di dosi.

La soluzione per una campagna di vaccinazione antinfluenzale capillare, su tutto il territorio, potrebbe, dunque, essere quella di prevedere il massimo coinvolgimento delle farmacie territoriali. O di estendere il modello drive-in usato per i tamponi anche alle vaccinazioni. A questo, almeno, starebbe pensando la Regione Lazio, secondo quanto anticipato da Repubblica.

“In Francia, in Germania, nel Regno Unito e negli Stati Uniti ci pensa direttamente il farmacista”, ha evidenziato l’assessore alla Salute, Alessio D’Amato, a Repubblica. D’altra parte, per la Regione sarebbe “particolarmente difficoltoso prevedere la presenza di un medico presso tutte le farmacie”. A somministrare il vaccino potrebbero anche essere gli infermieri.

“Noi – sono ancora le parole di D’Amato riprese da Repubblica – auspichiamo che si possa avere il nulla osta all’operazione e che si trovi un accordo tra i diversi ordini professionali, che convocheremo nei prossimi giorni”. D’altra parte, ha ricordato l’assessore, “questo è un anno particolare” e “dobbiamo diminuire al massimo la pressione dell’influenza sul Ssr per agevolare la diagnosi del covid”.

16 Settembre 2020

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