Vaccini Covid. Il Tar a favore del differimento a 35 giorni del richiamo del Pfizer

Vaccini Covid. Il Tar a favore del differimento a 35 giorni del richiamo del Pfizer

Vaccini Covid. Il Tar a favore del differimento a 35 giorni del richiamo del Pfizer
Con due distinte sentenze iI tribunale amministrativo ha respinto il ricorso contro la disposizione della Regione Lazio che, recependo le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico (Cts), differiva da 21 a 35 giorni la somministrazione della seconda dose di Pfizer. Il Tar ricorda che l’indicazione del Cts si basa sulla raccomandazione dell’OMS e, di riflesso, su una serie di accreditati studi scientifici. Mentre “mancano più approfondite analisi e studi di natura scientifica in grado di suffragare la tesi dei ricorrenti”. LE SENTENZE

È legittima la decisione di differire da 21 a 35 giorni la somministrazione della seconda dose del vaccino anti Covid della Pfizer. Lo ha deciso il Tar del Lazio, che con due distinte sentenze ha rigettato due ricorsi proposti contro la nota della Regione Lazio del 10 maggio scorso con cui, recependo le indicazioni del Cts, si comunicava lo slittamento del richiamo del vaccino a 5 settimane.

Nelle sentenze, in via preliminare, fa notare come la motivazione alla base dei provvedimenti impugnati sia stata quella “di ampliare il più possibile lo spettro dei soggetti da sottoporre a prima vaccinazione”. Tra le motivazioni alla base del rigetto del ricorso, poi, evidenzia come la decisione di tale slittamento sia stata presa sulla base della “raccomandazione dell’OMS dell’8 gennaio 2021 (la quale, giova rammentare, consente l’estensione sino a 6 settimane – poi ridotte a 5 dalla Regione Lazio – per la somministrazione della seconda dosa di vaccino PFIZER) e di riflesso su una serie di accreditati studi scientifici”.

La tesi dei ricorrenti si basavano su quanto riportato nel foglietto illustrativo del farmaco stesso ma in esso, evidenzia il Tar, c’è solo “una mera ‘raccomandazione’” e "non piuttosto una ‘controindicazione’” allo slittamento del richiamo, “manifestando a tal fine un ruolo sostanzialmente irrilevante”.

In uno dei due ricorsi si faceva inoltre riferimento una dichiarazione rilasciata alla stampa da parte di un rappresentante della casa farmaceutica nonché un tweet “lanciato” da un noto virologo secondo cui: “Vaccinare con una sola dose … è stata una pessima idea”. “Trattasi tuttavia – evidenzia il Tar – di mere opinioni rilasciate ad organi di stampa o per il tramite di c.d. social network, come tali prive di più specifici approfondimenti scientifici”. Opinioni che, “sebbene provenienti da autorevoli studiosi e professionisti del settore, di certo non potrebbero giammai entrare a far parte del necessario bagaglio tecnico e scientifico da porre alla base di taluni dossier amministrativi, manifestando a tal fine un ruolo sostanzialmente irrilevante”.

04 Giugno 2021

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