Veneto. Al via progetto sul supporto computerizzato al triage telefonico di continuità assistenziale

Veneto. Al via progetto sul supporto computerizzato al triage telefonico di continuità assistenziale

Veneto. Al via progetto sul supporto computerizzato al triage telefonico di continuità assistenziale
Il programma, denominatao PriHTA, ricorderà al medico che aprirà la scheda del paziente  tutte le domande da porgere per il suo problema clinico e, una volta acquisite le risposte, gli fornirà un suggerimento sul livello d’urgenza del caso.

Un programma per la ricerca, l’innovazione e l’health technology assessment, sul supporto computerizzato al triage telefonico di continuità assistenziale. Il progetto, denominato PriHTA, è stato promosso dalla Regione Veneto e presentato presso la sede dalla Ulss 20 di Verona.
Il programma ha ricevuto la certificazione Nice, il National Institute for Clinical Excellence, un’agenzia del servizio sanitario britannico. Nel comitato scientifico dello studio oltre a Ulss 20 Verona, Beta80 group e i produttori inglesi, sono coinvolti docenti ed esperti di diverse università italiane ed europee, il centro Cochrane italiano, la Società Italiana di Telemedicina e sanità elettronica (Sit), il centro studi Fimmg Verona e le organizzazioni sindacali della medicina generale.

La continuità assistenziale di Verona fornisce circa 50.000 prestazioni all’anno ai quasi 500.000 cittadini residenti nel territorio dell’Ulss 20 durante la notte e i fine settimana: la metà di queste sono consultazioni telefoniche, durante le quali gli utenti espongono casi clinici su cui il medico deve prendere decisioni senza vedere il paziente e senza disporre di dati riguardanti la sua storia clinica, semplicemente ottenendo informazioni da parte di chi chiama. Il rischio è quello che il medico debba prendere decisioni senza disporre di tutte le informazioni necessarie.

Ora, invece, quando il medico aprirà la scheda del paziente, il software gli ricorderà tutte le domande da porgere per il suo problema clinico e, una volta acquisite le risposte, fornirà al medico un suggerimento sul livello d’urgenza del caso. I pazienti che si mettono in contatto con il servizio saranno avvisati dello studio dal risponditore automatico che già ora li indirizza al medico della sede competente e potranno chiedere maggiori informazioni all’URP dell’Ulss 20.

“Si tratta – ha commentato Francesco Gabbrielli, vice segretario generale della Sit – di un'iniziativa molto valida che va nella direzione di una sanità elettronica armonica e sostenibile, a misura di medico e di cittadino come da noi indicato ed alla quale daremo il massimo supporto possibile. Il nostro auspicio, infatti, è che anche le altre Asl italiane seguano l'esempio di Verona”.
 
 

16 Giugno 2014

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