Veneto. Allarmi su chiusure ospedali e reparti. La Regione chiarisce: “Nessuno resta senza cure”

Veneto. Allarmi su chiusure ospedali e reparti. La Regione chiarisce: “Nessuno resta senza cure”

Veneto. Allarmi su chiusure ospedali e reparti. La Regione chiarisce: “Nessuno resta senza cure”
In una serie di comunicati stampa la Giunta fa il punto sul programma di riorganizzazione della rete ospedaliera approvato negli scorsi giorni. Tra le novità: no all’ospedale unico nel Veneto Orientale, “si investe su Portogruaro e San Donà”. Sarà chiusa la cardiochirurgia di Mirano. Coletto: “Nessuno resta senza cure. Sarà rete equilibrata sui bisogni dei cittadini”.

Sta facendo discutere il provvedimento approvato recentemente dalla Giunta del Veneto, ma non ancora pubblicata, sulla riorganizzazione della rete ospedaliera, tanto che la Regione Veneto è dovuta intervenire con una serie di comunicati per smentire o mitigare gli allarmi. Il provvedimento, ha peraltro precisato la Giunta, “richiederà un passaggio formale in Consiglio regionale, trattandosi di una modifica alle schede ospedaliere discese dall’approvazione del nuovo Piano Sociosanitario” e dunque si vedrà se anche in Consiglio si solleverà qualche critica alle scelte della squadra di Zaia.

Intanto, in una prima nota il presidente della Giunta, Luca Zaia, ha annunciato che “l’organizzazione strutturale della sanità dell’Ulss 10 del Veneto Orientale si incentrerà sul potenziamento e la specializzazione degli attuali ospedali di Portogruaro e San Donà e non più sulla prospettiva di realizzazione di un Ospedale unico.  “Nel 2012 – ha ricordato Zaia – abbiamo affidato al territorio, com’è giusto che sia, il dibattito e l’approfondimento sulle scelte da fare, a cominciare dalla collocazione della struttura. La discussione è stata approfondita e anche a tratti accesa, ma tali scelte non sono ancora arrivate. Ciò significa il che territorio ritiene indispensabile il mantenimento di due presìdi, e quindi ci muoveremo in questo senso”.

“Quello che avremmo investito sul nuovo ospedale – ha detto ancora Zaia – lo spenderemo per rafforzare e specializzare Portogruaro e San Donà, che saranno ammodernati e perfettamente integrati tra loro. Miglioreremo così l’offerta di assistenza ai cittadini, elevandola ulteriormente, ma con la qualità potremo anche attivare attrattività extraregionale dal vicino Friuli Venezia Giulia”.

Quanto agli allarmi del Consigliere regionale e sfidante di Zaia alle ultime elezioni regionali, Flavio Tosi, sulla chiusura delle cardiochirurgie, l’Ufficio Stampa della Giunta ha rilasciato il testo della sbobinatura della frase pronunciata dal Presidente – “La chiusura di cardiochirurgia a Mirano è legata a direttive nazionali e né Mestre né Mirano da sole raggiungono i numeri stabiliti nei parametri. Anche perché siamo particolarmente bravi e chi abita vicino a Mestre o Mirano, senza spostarsi troppo, può andare a farsi curare anche a Treviso, Padova o Vicenza” – evidenziando che “non si tratta infatti di un elenco di cardiochirurgie, ma semplicemente di esempi cardiochirurgie vicine all’area di cui si stava trattando (Venezia-Mestre-Mirano): esemplificazioni utilizzate per esplicitare concetti riguardanti la riorganizzazione della cardiochirurgia in un territorio ben preciso, sulla quale erano intervenuti alcuni dei giornalisti presenti”. Dunque, sottolinea ancora l’ufficio stampa della Giunta, “il riferimento a Verona e alla sua cardiochirurgia, la cui valenza è peraltro ben nota al Presidente e alla Giunta regionale, sarebbe perciò stato in questo caso assolutamente decontestualizzato rispetto al tema trattato”.

Sul destino della cardiochirurgia di Mirano è intervenuto anche l’assessore alla Sanità, Luca Coletto, spiegando che “chiuderà in maniera progressiva, secondo tempi tali da permettere la piena operatività di quella di Mestre e senza togliere nulla all’assistenza ai malati. Nessuno invece toccherà l’emodinamica interventistica, che è un’eccellenza e che resta a Mirano. Non capisco sinceramente l’allarme destato da una previsione presente nelle schede ospedaliere sin dal giorno della loro approvazione a seguito del nuovo Piano Sociosanitario”.

“Non c’è assolutamente nulla da temere – ha ribadito Coletto – per molti motivi. Da Mirano a Mestre ci sono pochi chilometri, la cardiochirurgia di Mestre sarà in grado di assorbire tutta la richiesta territoriale e anche di fare attrazione extraregionale, a Mirano l’emodinamica è confermatissima, mentre la cardiochirurgia sarà progressivamente assorbita a Mestre, anche perchè non raggiunge la soglia specifica per numero di interventi prevista dalla legge ‘Balduzzi’ a livello nazionale”.

“L’organizzazione complessiva che abbiamo dato e stiamo affinando per la cardiochirurgia in tutto il Veneto – ha assicurato Coletto – è efficiente e di altissima qualità scientifica e tecnologica per rispondere a tutte le necessità, anche le più complesse. Con 4.232 interventi effettuati in un anno alle Aziende Ospedaliere di Padova e Verona, e negli ospedali di Treviso, Vicenza e Mestre-Venezia nessuno rimane senza cure o attende l’intervento oltre i limiti. E’ una rete ben equilibrata sulla base delle esigenze dei nostri cittadini– ha concluso Coletto – siamo a circa una cardiochirurgia per milione di abitanti, quando i parametri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità arrivano a indicare come bacino ideale anche un milione e 200 mila persone”.
 

21 Agosto 2015

© Riproduzione riservata

Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente
Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente

Novant'anni dalla fondazione e trent'anni dal riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS): nel 2026 lo Spallanzani celebra due ricorrenze che rappresentano l'occasione per riflettere sul...

Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”
Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”

Regione Lombardia chiede al Ministero della Salute di rivedere il sistema con cui vengono misurate le performance del Servizio sanitario nazionale. Lo fa con una lettera firmata dall'assessore al Welfare...

Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni
Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni

Con 1.224 Case di comunità attive al 30 giugno 2026, 186 in più rispetto al target minimo di 1.038 fissato dal Pnrr, la nuova assistenza territoriale entra nella fase decisiva:...

San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia
San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia

L’ Ats Città Metropolitana di Milano ha disposto la sospensione dell'attività del Laboratorio di Embriologia dell'Irccs Ospedale San Raffaele, afferente alla macroattività di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di III livello,...