Veneto. Ogni anno 360mila soccorsi. Zaia: “Attivo gigantesco meccanismo salvavita”

Veneto. Ogni anno 360mila soccorsi. Zaia: “Attivo gigantesco meccanismo salvavita”

Veneto. Ogni anno 360mila soccorsi. Zaia: “Attivo gigantesco meccanismo salvavita”
Sul territorio regionale presenti anche 219 ambulanze e 36 automediche. I numeri emergono dal rapporto sull’operatività del servizi di urgenza-emergenza Suem 118. "Vantiamo anche importante sistema di reti cliniche per gestione delle principali patologie acute". 

Mille interventi di soccorso al giorno, 365 giorni l’anno pari a un totale di oltre 360.000, con 219 ambulanze, 36 automediche, i mezzi del volontariato, 4 elicotteri, 4 basi di elisoccorso e 37 elisuperfici al servizio di altrettanti ospedali e zone isolate attive . A queste cifre si aggiungono 800 soccorsi l’anno in montagna, di cui 350 con elicottero e 450 con squadre del soccorso alpino a terra, che salvano o recuperano 1000 persone l’anno. Sono i numeri del rapporto sull’operatività del servizi di urgenza-emergenza Suem 118 in Veneto.

“Leggendo questi numeri – dice il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia – vengono i brividi: i veneti sono praticamente seguiti da un gigantesco e virtuoso grande fratello salvavita, senza lesinare sui mezzi nonostante i tagli che si sono abbattuti da Roma e mettendo in campo migliaia di operatori professionali e volontari: uno squadrone di angeli che vigila h24 su ognuno di noi. Li ringrazio tutti uno per uno, a cominciare dai volontari che donano il loro tempo libero agli altri e mentre lo faccio penso ai tanti disservizi che spesso vengono denunciati in Italia rispetto agli interventi d’emergenza. Il primo pensiero è per il malato vittima del disservizio, ma il secondo è un sentimento di grande orgoglio per quello che riusciamo a dare ai nostri cittadini”.

Sul territorio sono presenti 126 basi operative e l’organizzazione prevede la presenza di una rete di ambulanze di soccorso avanzato con a bordo un sanitario esperto. Sono 50 le associazioni di volontariato, onlus e soggetti economici che garantiscono servizi di appoggio e collaborazione in stretto contatto con le Ullss.

“E non basta – aggiunge Zaia – perché il tutto è appoggiato a una rete ospedaliera per l’emergenza organizzata secondo il più moderno modello Hub & Spoke che comprende anche 11 punti di primo intervento, di cui 2 dedicati alle spiagge, 38 servizi di pronto soccorso negli ospedali Stroke e 7 dipartimenti di emergenza negli ospedali Hub, quelli capoluogo. Organizzazione, professionalità e dedizione degli operatori: è così che si salvano le vite in Veneto”.

Un’altra caratteristica del Veneto è l’istituzione di reti cliniche per la gestione delle principali patologie acute. Quella per l’infarto, formata da 14 laboratori di emodinamica operativi H24, in grado di sottoporre tutti i pazienti ad angioplastica primaria entro massimo 90 minuti dalla diagnosi; quella per l’emergenza-urgenza pediatrica e neonatale con la presenza di consulenza specifica nei pronto soccorso e ambulatori di pronto soccorso dedicati ai bambini, con attività di terapia intensiva neonatale in 5 dei 7 ospedali Hub (quelli capoluogo); quella per l’ictus, strutturata su 3 livelli: il primo è dato dall’ospedale Stroke; in altri 15 ospedali è attiva una stroke unit con possibilità di eseguire la trombo lisi immediata. C’è poi un terzo livello, previsto in 6 centri, dove si esegue anche la trombolisi loco-regionale.

E’ presente anche la rete per la neurolesione grave con una forte integrazione tra i centri dotati di neurochirurgia, le terapie intensive, la rete dei Pronto Soccorso e il Suem 118, che consente di inviare immediatamente il paziente nella sede più vicina e adatta alla sua patologia.
 

04 Novembre 2013

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