Viterbo. La Asl presenta la nuova rete aziendale del nodulo tiroideo 

Viterbo. La Asl presenta la nuova rete aziendale del nodulo tiroideo 

Viterbo. La Asl presenta la nuova rete aziendale del nodulo tiroideo 
Il via ufficiale domani, con un open day di visite gratuite per identificare e determinare il rischio della patologia e un incontro di lavoro con i medici di medicina generale. La Dg Donetti: “Lavoriamo da mesi alla realizzazione di numerosi reti e percorsi di presa in carico di diversi bisogni di salute. L’obiettivo è offrire al paziente il miglior percorso di cura personalizzato e un team multiprofessionale che si confronta costantemente”.

Domani 13 aprile parte ufficialmente la nuora rete del nodulo tiroideo della Asl di Viterbo con due iniziative che si svolgeranno alla Cittadella della salute di via Enrico Fermi. La prima, un open day di visite gratuite di prevenzione per identificare e determinare il rischio della patologia, rivolta alla cittadinanza. La seconda, un incontro di lavoro con i professionisti della Asl di Viterbo, è rivolta invece ai medici di medicina generale, al fine di chiarire tutti gli aspetti procedurali e di facilitare l’accesso ai servizi da parte degli utenti.

La rete è stata presentata questa mattina agli organi di stampa in una conferenza che ha visto la partecipazione del direttore generale della Asl, Daniela Donetti, del direttore sanitario aziendale Antonella Proietti, del direttore dell’unità operativa di Otorinolaringoiatria, Claudio Viti, del direttore dell’unità operativa Medicina generale Polo, Carlo Meschini e del responsabile della rete del nodulo tiroideo, Marcello Alberti.

“La Asl di Viterbo – ha spiegato Daniela Donetti – sta lavorando da mesi alla realizzazione di numerosi reti e percorsi di presa in carico di diversi bisogni di salute, legati a specifiche patologie. Il mese di maggio, in particolare, ci vedrà impegnati, insieme ai cittadini, nella promozione e nella diffusione di queste nuove progettualità. Il percorso rivolto ai pazienti con noduli tiroidei sospetti rientra in questa strategia di sviluppo messa in campo dall’azienda. La rete prevede il coinvolgimento di un team multidisciplinare di professionisti in grado di garantire la migliore risposta di salute in base alle singole esigenze di cura. Inoltre, come per altre tipologie di patologie, la rete del nodulo tiroideo garantirà all’utente un pacchetto di prestazioni ambulatoriali, PAC, al fine di consentire una diagnosi più rapida, ottimizzando il percorso per il cittadino in pochi accessi”.

Nello specifico, illustra la Asl in un nota, il PAC per nodulo tiroideo è finalizzato a prendere in carico il paziente con noduli tiroidei sospetti da parte dello specialista endocrinologo, al fine di attivare un pacchetto di prestazioni che prevede, nella stessa giornata, l’esecuzione di una ecografia tiroidea, dell’agoaspirato con esame citologico e del prelievo ematico. Quando le risposte degli esami sono pronte, il paziente viene richiamato per essere sottoposto a una visita finale da parte dello specialista. L’eventuale attivazione del PAC è preceduta da una visita endocrinologica per nodulo tiroideo sospetto che viene prescritta, se lo ritiene necessario, dal medico di medicina generale.

Nel caso che dagli esami effettuati si evidenzi la presenza di un tumore tiroideo, la rete di presa in carico prevede che il paziente venga inviato direttamente all’ambulatorio chirurgico di Otorinolaringoiatria, presso l’ospedale di Belcolle, dove viene messo in lista operatoria presso la week surgery. L’iter chirurgico, infatti, in assenza di complicazioni, prevede un ricovero programmato massimo di cinque giorni. Il ricovero viene preceduto dalla procedura di preospedalizzazione, attraverso la quale il paziente, in un’unica giornata, effettua gli esami e le visite di preparazione all’intervento e riceve tutte le informazioni necessarie, compresa la data di ricovero.

“Il nostro obiettivo finale, attraverso la rete – ha concluso il direttore generale della Asl di Viterbo – è offrire al paziente il miglior percorso di cura personalizzato e la presenza di un team multiprofessionale di specialisti che parlano tra di loro e si confrontano costantemente, garantendo al cittadino, in ogni momento del suo percorso, la risposta più appropriata in base a ogni specifico bisogno di salute”.

12 Aprile 2019

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