Agenzia sanitaria francese: “I cellulari non fanno male, ma comunque meglio utilizzarli meno”

Agenzia sanitaria francese: “I cellulari non fanno male, ma comunque meglio utilizzarli meno”

Agenzia sanitaria francese: “I cellulari non fanno male, ma comunque meglio utilizzarli meno”
Gli effetti sull'organismo sarebbero solo di tipo transitorio e non clinici, sebbene in alcuni studi si alluda ad un rischio aumentato di tumore al cervello per chi fa un uso intensivo di cellulari. L'Agenzia francese scagiona solo in parte le nuove tecnologie: “non ci sono rischi comprovati per la salute, ma meglio limitare l'uso soprattutto nei bambini”.

Non ci sono rischi comprovati per la salute, dati dall'esposizione a radiofrequenze, tanto che non verranno introdotte limitazioni nell'uso di apparecchi che le sfruttano. Però, evitare di stare troppo tempo al cellulare è una raccomandazione da seguire, soprattutto per chi di solito ne fa largo uso o per i bambini. Questo, in sostanza, quanto ha fatto sapere l'Anses, Agenzia nazionale francese per la sicurezza sanitaria nell'alimentazione, nell'ambiente e nel lavoro, in una nota pubblicata in questi giorni. La posizione deriva dai risultati di una valutazione dei rischi legati alle radiofrequenze basata su una revisione della letteratura scientifica internazionale sull'argomento, che sostituisce la precedente , pubblicata nel 2009.

 
I dati, secondo i 16 esperti indipendenti che hanno fatto parte del board dell'Anses scelto per l'analisi, “non mettono in evidenza effetti sanitari conclamati, né sono tali da portare a una proposta di introduzione di nuovi valori limite per l'esposizione della popolazione”. Tuttavia, spiega anche la nuova pubblicazione, “esistono degli effetti biologici sia sull'uomo che sull'animale”, che emergono soprattutto in alcuni studi. Ad esempio, ci sono ricerche che sembrano alludere ad un possibile aumento del rischio di sviluppare tumore al cervello nel caso di uso intensivo di cellulari. Ed è proprio per questo che, in un contesto in cui la diffusione delle nuove tecnologie è in rapido aumento, l'Anses “raccomanda di limitare l'esposizione della popolazione a queste onde elettromagnetiche – in particolare per quanto riguarda quelle dei telefoni cellulari – soprattutto nel caso di grandi utilizzatori o di bambini, e di tenere sotto controllo l'esposizione generale della popolazione dovuta ai ripetitori”.
Conclusioni che sono in linea con la classificazione delle radiofrequenze fatta dall'Oms, come “potenzialmente cancerogene” per chi è spesso a contatto con i campi elettromagnetici dei telefonini. E la posizione dell'Anses è simile a quella che hanno anche Istituto superiore di sanità e Consiglio superiore di sanità in Italia e Iarc a livello internazionale. 

 
L'accento dell'agenzia è posto proprio sugli effetti biologici su esseri umani e animali, e non su quelli clinici: come già riportato nel documento del 2009, gli effetti sul funzionamento interno dell'organismo sembrerebbero essere reversibili, come quelli che provocano molte altre cose nella nostra vita quotidiana. Ed è proprio per questo che non vengono stabiliti limiti d'uso, ma solo una generica raccomandazione a limitare l'esposizione alle radiofrequenze.

 
Laura Berardi
 


 
Laura Berardi

18 Ottobre 2013

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