Al via la campagna per aumentare di 5 euro il prezzo delle sigarette. “Obiettivo: raccogliere 50mila firme per la proposta di legge”

Al via la campagna per aumentare di 5 euro il prezzo delle sigarette. “Obiettivo: raccogliere 50mila firme per la proposta di legge”

Al via la campagna per aumentare di 5 euro il prezzo delle sigarette. “Obiettivo: raccogliere 50mila firme per la proposta di legge”

Grazie al drastico incremento del costo dei prodotti da fumo è possibile contrastare il tabagismo, reperendo anche risorse per il Ssn. L’iniziativa è promossa da Aiom e Fondazione Airc, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom. “Chiediamo ai cittadini di aderire alla campagna, che rappresenta una battaglia di civiltà”

Al via oggi la raccolta delle firme per una proposta di legge d’iniziativa popolare per aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, compresi quelli di nuova generazione (sigarette elettroniche e tabacco riscaldato).

Tutti i cittadini maggiorenni possono firmare, andando sulla piattaforma del Ministero della Giustizia (clicca qui) e utilizzando lo Spid, la Cie (Carta di Identità Elettronica) o la Cns (Carta Nazionale dei Servizi). Sono necessarie 50mila firme per presentare la proposta di legge al Parlamento, che successivamente dovrà discutere il disegno di legge. L’obiettivo primario è contrastare il tabagismo. Inoltre, questa iniziativa di sanità pubblica consente di reperire risorse per il Servizio Sanitario Nazionale. La campagna (5eurocontroilfumo.it), la prima del genere mai realizzata in Italia, è presentata oggi in una conferenza stampa a Milano ed è promossa da Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom.

“Chiediamo a tutti i cittadini di firmare e aderire a questa campagna, che rappresenta una battaglia di civiltà – spiega Francesco Perrone, Presidente Fondazione Aiom -. Il fumo di sigaretta è il principale fattore di rischio oncologico. Il 27% di tutti i casi di cancro è determinato proprio dall’abitudine tabagica, a cui sono riconducibili 93mila morti ogni anno in Italia. Per ogni settimana di fumo, un tabagista perde un giorno di vita. Un terribile costo umano, con un drammatico impatto sociale e sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Solo nel nostro Paese, le patologie provocate da questa abitudine generano costi diretti e indiretti pari a 26 miliardi di euro. Si stima che l’aumento di 5 euro del prezzo delle sigarette in Italia, che oggi è tra i più bassi in Europa, possa favorire una diminuzione del 37% del consumo. In questo modo, potremo ridurre il numero di fumatori, salvando vite. In secondo luogo, le maggiori entrate contribuiranno a finanziare il Servizio Sanitario Nazionale, dalla cui efficienza dipende la salute di milioni di cittadini”.

“Il tumore del polmone è la principale causa di morte per tumore in entrambi i sessi nei Paesi dell’Unione europea, come evidenziato anche da un recente studio epidemiologico sostenuto da Airc. I risultati del lavoro confermano che il controllo del tabacco rimane il pilastro della prevenzione per questa patologia e contribuisce a ridurre l’incidenza di altri tumori, come quello del pancreas – sottolinea Daniele Finocchiaro, Consigliere Delegato di Fondazione Airc -. Per poter presentare la proposta di legge d’iniziativa popolare al Presidente di uno dei due rami del Parlamento, sono necessarie le firme di almeno 50.000 persone. Per questo riteniamo fondamentale una mobilitazione corale con il coinvolgimento di società scientifiche, associazioni di pazienti e della comunità civile. Auspichiamo che anche le Istituzioni ai massimi livelli siano sensibili a un tema così rilevante per la sanità pubblica e riconoscano l’urgenza di una norma che permetta di prevenire le malattie correlate al fumo, soprattutto il cancro, perché investire in prevenzione significa investire nel futuro del Paese”.

“Il 90% dei casi di tumore del polmone è determinato dal fumo, pari a oltre 40mila diagnosi ogni anno in Italia – afferma Giulia Veronesi, Membro del Comitato di Lotta al Fumo di Fondazione Umberto Veronesi -.  L’abitudine tabagica è stata storicamente appannaggio degli uomini ma si è registrato, negli ultimi anni, un incremento tra le donne. Oggi, nel nostro Paese, il 20% della popolazione femminile è tabagista. Le nuove diagnosi di questa neoplasia negli uomini sono diminuite, ma tra le donne sono aumentate. Tra il 2003 e il 2017 l’incidenza del tumore del polmone negli uomini è diminuita del 16,7%, mentre nelle donne è aumentata dell’84,3%. È una tendenza molto pericolosa, che deve essere affrontata con provvedimenti legislativi adeguati, a partire dall’aumento del costo delle sigarette. Sono almeno 27 le malattie fumo-correlate, tra cui rientrano le patologie respiratorie non neoplastiche, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva. Il fumo è anche uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolare”.

“Le esperienze internazionali hanno dimostrato che l’incremento drastico del prezzo delle sigarette è una strategia efficace per ridurre davvero il numero di fumatori – conclude Massimo Di Maio, Presidente Aiom -. In Italia quasi un quarto degli adulti fuma ed è preoccupante la diffusione tra i più giovani. Il 10% degli under 19 è tabagista e il comportamento tende a proseguire per il resto della vita. L’aumento del costo delle sigarette e degli altri prodotti da fumo può essere molto utile soprattutto per i più giovani, che di solito hanno meno disponibilità economiche, e allontanerebbe da questa pericolosa abitudine anche gli adulti che, smettendo di fumare, trarranno benefici non solo per la salute ma anche per il portafoglio”.

23 Gennaio 2026

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