Alcohol Prevention Day. Presentato il nuovo rapporto Iss 2017, le linee guida europee e un manuale Oms. In Italia si beve sempre di più: a rischio soprattutto giovani, anziani e donne

Alcohol Prevention Day. Presentato il nuovo rapporto Iss 2017, le linee guida europee e un manuale Oms. In Italia si beve sempre di più: a rischio soprattutto giovani, anziani e donne

Alcohol Prevention Day. Presentato il nuovo rapporto Iss 2017, le linee guida europee e un manuale Oms. In Italia si beve sempre di più: a rischio soprattutto giovani, anziani e donne
Tra i minori ci sono sempre più bevitori abituali, nonostante la legge ne vieti vendita e somministrazione. Gli individui ritenuti a rischio, secondo le linee guida europee, superano gli 8 milioni. È necessario investire in identificazione precoce, informazione e prevenzione per favorire il raggiungimento degli obiettivi dei Piani di Prevenzione nazionale e regionali. Ecco risultati e programmi per il futuro presentati in occasione dell’Alcohol Prevention Day svoltosi stamane all'Iss..

I giovanissimi italiani bevono sempre di più. È un risultato allarmante emerso dal Report elaborato dall’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Iss, presentato in occasione dell’Alcohol Prevention Day. L’Istat aveva già stimato il numero di consumatori, di almeno una bevanda alcolica, con più di 11 anni: superano i 35 milioni. Sono maggiormente uomini e l’abitudine di bere fuori pasto è gradualmente aumentata negli anni.
 
“I nuovi modelli del bere proposti dal marketing e dalle mode sostenute negli anni da strategie di mercato sono una realtà ben evidenziata in tutta Europa. L’Italia è oggi sotto l’effetto dell’onda lunga di abitudini di consumo avviate in realtà nord-europee – ha commentato Emanuele Scafato, Direttore dell’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Iss che elabora i dati per la Relazione al Parlamento del Ministro alla Salute appena pubblicata – tuttavia, grazie a importante campagne di sensibilizzazione, si è già incominciata a verificare tra i giovani la sostituzione di queste abitudini con alternative culturali più salutari e socializzanti ad esempio legate al fitness o al cibo”.
 
Il binge drinking
Tra i 18 e i 24 anni un maschio su 5 e una femmina su 10 bevono sino all’intossicazione episodica ricorrente. Si tratta del fenomeno del binge drinking che, in Italia, coinvolge circa l’11 % dei consumatori e poco più del 3 % delle consumatrici, con oltre 3.700.000 binge drinkers di età superiore a 11 anni e valori massimi registrati nell’adolescenza. Sono i maschi a superare significativamente le femmine in ogni classe di età.
 
Tra i minori le abitudini, invece, appaino piuttosto simili, nonostante per loro ci sia un divieto assoluto, rafforzato dall’ultima normativa di febbraio 2017, che vieta vendita e somministrazione di bevande alcoliche al di sotto 18 anni.
 
Secondo i limiti stabiliti dalle Linee Guida Europee Rarha sono 8.500.000 gli individui considerati consumatori a rischio. Di fronte a queste cifre elevate sarebbero necessari interventi mirati di prevenzione: circa il 23% degli uomini e il 9% delle donne di età superiore a 11 anni potrebbero essere ricondotti ad un consumo moderato anche con l’intervento dei medici che possono suggerire nuovi stili di vita.
 
"Dei circa 6 milioni di consumatori rischiosi di bevande alcoliche e dei 2.500.000 di consumatrici a maggior rischio che nel 2015 non si sono attenuti alle indicazioni di salute pubblica riguardo alle quantità da non superare nel consumo di bevande alcoliche, circa 710.000 seguono modalità di consumo che hanno già procurato un danno all’organismo o un’alcoldipendenza – ha concluso Scafato – Si tratta di pazienti che si trovano in necessità di un trattamento che oggi è fornito a poco più di 72.000 alcolisti nei 499 servizi alcologici del SSN. La sfida è intercettare il rischio prima che possa evolvere in danno e alcoldipendenza e quindi far salire la quota dei pazienti in carico ai servizi che oggi intercettano poco più del 10 % di quanti avrebbero necessità di cure specifiche".
 
Nel corso dell’Alcohol Prevention Day è stato presentato un manuale tradotto in italiano dall’Iss, in collaborazione con l’OMS, rivolto ai policy-makers.

12 Aprile 2017

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