Allarme fertilità giovanile. In pochi anni scesa del 20%. Fumo, alcol e droghe le prime cause

Allarme fertilità giovanile. In pochi anni scesa del 20%. Fumo, alcol e droghe le prime cause

Allarme fertilità giovanile. In pochi anni scesa del 20%. Fumo, alcol e droghe le prime cause
Il 14% dei 18enni soffre di ipotrofia testicolare bilaterale e il 27% ha il varicocele (il 19% in forma grave). Diffusi i problemi di eiaculazione precoce. Sono i dati della campagna “Amico andrologo”, che denuncia come la salute riproduttiva degli adolescente sia una materia sottostimati da pediatri e da medici di base

E' allarme infertilità tra i giovani. E le prima cause sono da riscontrare nell’alto consumo di fumo, alcol e droghe. Beve infatti l’80% dei diciottenni  italiani, il 56% fuma in modo occasionale, il 30% più di dieci sigarette al giorno, il 50% ha provato droghe. E così un terzo dei giovani ha alterazioni genitali, il 14% ha misure testicolari inferiori alla norma, correlate con una minore salute riproduttiva. Senza dimenticare, in tema di salute riproduttiva, che il 60,3% dei diciottenni ha avuto rapporti sessuali “ mordi e fuggi”, il 59% senza alcuna protezione. Sono questi alcuni dei dati della ricerca condotta su 10.000 ragazzi tra i 18-22 anni effettuata nell’ambito del progetto nazionale “ Amico andrologo” e presentata a Roma in occasione dell’incontro educativo-formativo organizzato dal dipartimento di medicina sperimentale dell’Università di Roma La Sapienza-Accademia della Fertilità- in collaborazione con il Ministero della Salute.

L’indagine alla sua seconda edizione ,ha analizzato il triennio 2010/2013 e dimostra il preoccupante aumento del consumo di alcolici , in particolare dell’abuso (30%) nettamente superiore agli Stati Uniti (fonte YRBS, indagine simile e simultanea). Alta la prevalenza dei forti fumatori, il 23% ha iniziato prima dei 13 anni e le droghe sembrano essere una abitudine consolidata ( il 50% le ha provate almeno  una volta).

L’indagine oltre ad aver  evidenziato, ancora una volta, i comportamenti a rischio ha avuto il merito di rilevare importanti aspetti clinici. Dei 10.000 giovani che frequentano l’ultimo anno delle scuole superiori, 4.000 sono stati anche sottoposti ad una visita andrologica volontaria. I dati indicano che il 14% dei giovani ha ipotrofia testicolare bilaterale, il 27% ha il varicocele (il 19% in forma grave), il 31% è sottopeso,. Tra i giovani sessualmente attivi, il disturbo più frequente è risultato essere l’eiaculazione precoce.

Dalle analisi è emerso che proprio i comportamenti a rischio in questa fascia di età sono determinanti  per la salute sessuale e riproduttiva, in particolare il volume testicolare (considerato il miglior indicatore della salute andrologica), il basso peso, l’abuso di droghe e alcol.

“La fertilità – dice Andrea Lenzi Professore Ordinario di Endocrinologia Università di Roma La Sapienza -è una malattia sociale perché coinvolge la salute riproduttiva e sessuale delle giovani generazioni e il futuro del Pese. Noi stimiamo che negli ultimi anni vi sia stato nei giovani maschi, un 20% in meno di fertilità, simile a quello riscontrato nelle coppie . I costi sociali e sanitari sono altissimi perché  lunghe, dolorose e  molto onerose  sono le terapie per la cura della fertilità. Bisogna investire nella prevenzione- prosegue Lenzi – a partire dalla adolescenza. Per questo vorremmo maggiore sensibilità e attenzione da parte dei pediatri e medici di base alla salute andrologica dei giovani maschi e auspicheremo una sorta di visita medica ‘di leva’ che oggi non esiste più ma che potrebbe essere riformulata in altro modo per i ragazzi delle scuole superiori o all’Università”.

Focus dell’indagine sulla Regione Lazio. Dai dati presentati dal Prof  Andrea M. Isidori ricercatore in Endocrinologia presso la Sapienza, è emerso i ragazzi che vivono in un contesto suburbano sono più obesi e in sovrappeso rispetto ai loro coetanei che vivono in città, questi ultimi soffrono maggiormente, di varicocele e malattie a trasmissione sessuale e infezioni locali. Globalmente i giovani maschi Laziali dimostrano una attività sessuale maggiore rispetto i coetanei su scala nazionale: il 67% ha avuto rapporti sessuali completi contro il 60% della media nazionale, e una età lievemente più precoce .


 


Emanuela Medi

E.M.

10 Novembre 2013

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