Vaccini. Gli operatori sanitari in campo: “Vacciniamoci noi per primi e diamo l’esempio”. Ecco la Carta di Pisa sottoscritta da medici di famiglia, pediatri, igienisti e medici del lavoro 

Vaccini. Gli operatori sanitari in campo: “Vacciniamoci noi per primi e diamo l’esempio”. Ecco la Carta di Pisa sottoscritta da medici di famiglia, pediatri, igienisti e medici del lavoro 

Vaccini. Gli operatori sanitari in campo: “Vacciniamoci noi per primi e diamo l’esempio”. Ecco la Carta di Pisa sottoscritta da medici di famiglia, pediatri, igienisti e medici del lavoro 
Le sette Società Scientifiche, gli scienziati, le Istituzioni e gli esponenti della società civile che hanno sottoscritto la Carta di Pisa sostengono senza riserve la necessità di promuovere la pratica vaccinale e intendono ribadire l’importanza assoluta della vaccinazione degli operatori sanitari per il raggiungimento del controllo delle malattie prevenibili con vaccinazione. La Carta presentata oggi alla tappa bolognese di Influenziamoci promossa da Quotidiano Sanità. LA CARTA DI PISA

L'idea della Carta di Pisa nasce nel marzo scorso dopo la due giorni della Società Italiana Multidisciplinare per la Prevenzione delle Infezioni nelle Organizzazioni Sanitarie (Simpios).
 
Quella due giorni infatti aveva come obiettivo finale la condivisione di una Consensus sul tema della vaccinazione tra gli operatori sanitari, quella che sarebbe diventata poi la Carta di Pisa sottoscritta da una trentina di operatori del settore e ricercatori e da sette società scientifiche e professionali e presentata oggi in anteprima durante la tappa bolognese di Influenziamoci il tour sulle vaccinazioni promosso da Quotidiano Sanità.
 
Queste le società scientifiche e le associazioni professionali che hanno sottoscritto la Carta: Società Italiana Multidisciplinare per la Prevenzione delle Infezioni nelle Organizzazioni Sanitarie.- SIMPIOS; Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica – SITI; Società Italiana di Medicina del Lavoro e Igiene Industriale – SIMLII; Società Italiana di Medicina Tropicale e Salute Globale – SIMET; Società Italiana di Pediatria – SIP; Federazione Italiana Medici Pediatri) – FIMP; Federazione Italiana Medici di Medicina Generale – FIMMG.
 
“Le evidenze correnti – si legge nella Carta – dimostrano come l’adesione alla vaccinazione fra gli operatori sanitari (OS) non sia ottimale e, in alcuni casi, largamente insoddisfacente. L’elevato numero di casi di morbillo fra gli OS registrato nel corso dei recenti eventi epidemici e lo sconfortante tasso di adesione alla vaccinazione anti-influenzale offrono la misura dell’urgenza del tema”.
 
Da qui la convinzione che “La vaccinazione dell’operatore sanitario (OS), unitamente alle altre misure di protezione collettive ed individuali per la prevenzione della trasmissione degli agenti infettivi nelle strutture sanitarie, ha una valenza multipla: serve a proteggere l’operatore dal rischio infettivo professionale, serve a proteggere i pazienti e i cittadini dal contagio in ambiente assistenziale e comunitario, serve a difendere l’operatività dei servizi assistenziali, garantendo la qualità delle prestazioni erogate”.
 
“A questo si aggiunga che, in un clima di diffuso scetticismo nei confronti della vaccinazione, l’OS che si vaccina – sottolinea ancora la Carta di Pisa – offre un esempio positivo ai suoi assistiti e deve essere considerato come il principale promotore della cultura vaccinale all’interno della popolazione. Inoltre, carenze di copertura vaccinale negli OS, soprattutto nelle aree critiche e in occasione di eventi epidemici, potrebbero innescare contenziosi dall’esito potenzialmente sfavorevole per l’azienda sanitaria e lo stesso OS”.
 
Perché gli operatori sanitari non si vaccinano? Per i firmatari della Carta di Pisa, “le cause di mancata vaccinazione sono molteplici e possono essere distinte in ostacoli di tipo organizzativo (che determinano difficoltà di accesso all’offerta vaccinale) e ostacoli legati a dubbi, disinteresse, scarse conoscenze, bassa percezione del rischio e false convinzioni sui vaccini che riducono la domanda di vaccinazione da parte degli OS”.
 
I firmatari della Carta di Pisa individuano i seguenti punti programmatici all’interno dei quali elaborare le azioni prioritarie da mettere in atto al fine di migliorare le coperture vaccinali negli OS, nell’interesse dello stesso operatore e della comunità:
 
1. Riconoscere il valore della vaccinazione negli OS
 
2. Ribadire il ruolo degli OS nel raggiungimento dell’obiettivo di eliminazione di morbillo e rosolia nel quadro degli accordi internazionali 3. Attuare azioni mirate alla formazione e consapevolezza dei rischi infettivi negli OS
 
4. Introdurre forme di promozione della vaccinazione e forme di incentivazione adeguate al contesto di lavoro degli OS.
5. Introdurre forme di obbligo laddove altre azioni mirate al raggiungimento degli obiettivi di copertura non abbiano funzionato
6. Migliorare la sorveglianza delle coperture vaccinali
7. Implementare progetti di ricerca multidisciplinari sui temi della sorveglianza e della prevenzione delle malattie prevenibili vaccinazioni
 

05 Giugno 2017

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