Artrite Reumatoide: torna la campagna di sensibilizzazione “pARla più forte della tua AR”

Artrite Reumatoide: torna la campagna di sensibilizzazione “pARla più forte della tua AR”

Artrite Reumatoide: torna la campagna di sensibilizzazione “pARla più forte della tua AR”
Torna la campagna di sensibilizzazione sull’artrite reumatoide “pARla più forte della tua AR”, promossa da AbbVie con il patrocinio dell’Associazione Nazionale Malati Reumatici (Anmar) e dell’Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare (Apmarr).

La campagna di sensibilizzazione sull’artrite reumatoide “pARla più forte della tua AR” ha l’obiettivo di promuovere la collaborazione e il dialogo proattivo tra il paziente e lo specialista reumatologo per raggiungere gli obiettivi di trattamento e cercare di migliorare la qualità della vita.

“Con questa nuova iniziativa di informazione rinnoviamo il nostro impegno in reumatologia a favore delle persone con artrite reumatoide – dichiara Fabrizio Greco, Amministratore Delegato di AbbVie Italia – Da anni la nostra esperienza in immunologia ci consente di sviluppare terapie innovative, ma il nostro impegno va oltre il farmaco ed è focalizzato sull’intero percorso di cura anche con progetti come ‘Parla più forte della tua AR’, in grado di fornire il miglior supporto possibile durante tutte le fasi della malattia.”

“In Europa quasi 3 milioni di persone convivono con l’artrite reumatoide. Una patologia che presenta un forte impatto sul paziente perché provoca intensi dolori articolari e danni progressivi e irreversibili con conseguenze invalidanti”, sottolinea Carlo Salvarani, Direttore della Struttura Complessa di Reumatologia dell’Ospedale S. Maria Nuova di Reggio Emilia.

La campagna “pARla più forte della tua AR” si compone di un sito web, una campagna social e diverse iniziative di sensibilizzazione rivolte al medico. Su www.missioneremissione.it è possibile trovare molte informazioni sull’artrite reumatoide e consigli utili sulla sua gestione quotidiana, oltre a un questionario e una guida scaricabile che supportano il paziente nel suo dialogo con il reumatologo.

Il sito ospita contenuti e approfondimenti video con esperti reumatologi, nutrizionisti, psicologi, fisiatri e specialisti in terapia cognitivo comportamentale.

I commenti
“Tutti i pazienti dovrebbero essere protagonisti attivi del proprio percorso di cura, intraprendendo un rapporto empatico con il proprio specialista reumatologo per migliorare la qualità di vita e la gestione della malattia verso il raggiungimento dell’obiettivo principale: la remissione”, afferma Roberto Gorla, reumatologo, Spedali Civili di Brescia.

“Le persone con artrite reumatoide possono svolgere un ruolo centrale nella gestione della propria malattia. Questa patologia è caratterizzata da dolore e infiammazione a carico delle articolazioni con conseguente perdita della massa muscolare. Con un adeguato programma di attività fisica è possibile ottenere molti effetti benefici senza aggravare il danno articolare e, quindi, la malattia”, aggiunge Serena Guiducci, professore associato di Reumatologia, Direttore della Reumatologia dell’Ospedale Careggi, Università di Firenze.

In Italia, l’artrite reumatoide colpisce circa 300mila persone e ogni anno si registrano circa 5mila nuovi casi (4-13 ogni 100mila uomini e 13-36 ogni 100mila donne). La malattia può manifestarsi a qualsiasi età, più comunemente tra i 40 e i 70 anni, sebbene il picco di comparsa dei primi sintomi avvenga tra i 35 e i 45 anni.

“La remissione clinica, cioè l’assenza di segni e sintomi e dell’attività infiammatoria della malattia, deve essere l’obiettivo prioritario nel trattamento dell’artrite reumatoide e passa anche attraverso un dialogo franco e diretto con il proprio medico, che può aiutare nel percorso verso una vita libera dal peso della malattia”, osserva Massimiliano Cazzato, Dirigente medico ospedaliero, Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana.

“La remissione clinica della patologia è un traguardo possibile per la maggior parte dei pazienti grazie a diagnosi tempestive, cure efficaci e una strategia terapeutica ottimale e continuativa. Ma è fondamentale promuovere anche il dialogo proattivo e la collaborazione tra paziente e reumatologo per arrivare a una strategia di cura condivisa che definisca gli obiettivi del trattamento.” aggiunge Silvia Tonolo, presidente Associazione Nazionale Malati Reumatici (ANMAR).

“La remissione, quando è sostenuta nel tempo, consente al paziente di riprendere una vita normale dal punto di vista della sintomatologia, con un ritorno alla piena efficienza lavorativa e sociale” , conclude Antonella Celano, presidente Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare (APMARR).

26 Settembre 2022

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