Asma e ansia marciano insieme. Uno studio al Congresso dell’European Respiratory Society

Asma e ansia marciano insieme. Uno studio al Congresso dell’European Respiratory Society

Asma e ansia marciano insieme. Uno studio al Congresso dell’European Respiratory Society
Parola d’ordine di quest’anno è ‘formazione’, con una particolare attenzione ad alcune delle patologie più gravi e diffuse che riguardano l’apparato respiratorio: dal cancro alla Bpco, alle malattie che colpiscono i più piccoli. Ma al Congresso 2012 si è soprattutto parlato di asma.

Come ogni anno si è svolto in questi giorni il Congresso dell’European Respiratory Society (Ers), che ha ospitato i massimi esperti di patologie respiratorie nella cornice di Vienna. Ieri la giornata conclusiva dell’evento, iniziato sabato 1 settembre. Tanti i temi trattati, con un’attenzione alla formazione degli specialisti, e tra le patologie più discusse c’è sicuramente quella che è forse la condizione polmonare più diffusa: l’asma.
 
L’asma         
Sono stati presentati diversi studi che parlano di asma. Il primo, condotto dall’Università di Sao Paolo in Brasile, indaga il collegamento tra asma, ansia e equilibrio. Il link potrebbe sembrare bizzarro, ma secondo la ricerca, condotta su un campione di 30 persone che presentavano la condizione respiratoria, non solo – come noto – l’ansia può aumentare i sintomi dell’asma, ma poiché questa è anche collegata alla gestione dell’equilibrio, anche questo può essere collegato alla patologia. “Andando ad analizzare sia cervello che polmoni abbiamo dimostrato che i sintomi dell’asma possono presentarsi in maniera peggiore in persone che hanno problemi di equilibrio, soprattutto se questi soffrono anche di ansia”, ha spiegato Angelo Geraldo Jose Cunha, autore dello studio.
 
Il secondo studio mette in guardia da una particolare classe di sostanze, i bifenili policlorinati, composti organici contenuti normalmente in diversi prodotti industriali come colle, lubrificanti e vernici. Secondo la ricerca condotta dall’Università del Queensland su 240 bambini queste particolari sostanze aumenterebbero la gravità dei sintomi dell’asma. Un dato preoccupante non tanto per la diffusione di questi composti – di cui è stato vietato l’uso proprio per la pericolosità – ma perché riescono a resistere nell’ambiente (in acqua e in aria) per diversi anni.
 
Altri due studi, hanno poi indicato i risvolti sociali dell’asma. Un lavoro del Derbyshire Children’s Hospital in Inghilterra ha infatti evidenziato come i bambini che soffrono d’asma siano più spesso vittime di bullismo, mentre un’altra ricerca ha confermato come i bambini che hanno genitori che litigano o che hanno problemi a casa hanno maggiori possibilità di avere scarsa aderenza alla terapia e dunque presentare sintomi più gravi.
 
Le altre patologie
Ma oltre all’asma, sono stati molti altri i temi caldi di quest’anno, a partire dalle patologie respiratorie degli adulti, ma con una particolare attenzione a quelle pediatriche, spaziando dall’oncologia al trattamento di gravi condizioni, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) e le forme più severe di polmonite. Tra gli highlight dell’evento, sessioni speciali sono state dedicate a:
– infezioni respiratorie, associate a una crescente morbidità, alti costi per il sistema sanitario e mortalità in aumento in alcuni gruppi specifici di pazienti (anziani, chi presenta contemporaneamente altre malattie, pazienti immunocompromessi);
– patologie pediatriche, negli ultimi anni sempre più comuni e per le quali c’è bisogno di collaborazione tra gli specialisti, ma soprattutto formazione e comprensione delle patologie specifiche dei più piccoli;
– cancro ai polmoni, che continua ad avere una prognosi piuttosto negativa, ma per il quale esistono nuovi strumenti diagnostici e possibilità terapeutiche;
– malattia polmonare interstiziale, una delle più difficili sfide che si presentano ai medici in questo campo;
– ipertensione arteriosa polmonare, ancora incurabile, ma per cui sono disponibili trattamenti capaci di addolcire i sintomi e migliorare la qualità della vita.
 
Ma soprattutto l’attenzione della Ers è stata rivolta alla formazione degli specialisti: lungo tutto il corso delle 43 sessioni del congresso, i delegati hanno infatti avuto la possibilità di rinfrescare le proprie conoscenze e di migliorare alcune abilità, sia pratiche che teoriche.

05 Settembre 2012

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