Asma e bronchite. Da Gsk nuova combinazione farmacologica in monosomministrazione giornaliera

Asma e bronchite. Da Gsk nuova combinazione farmacologica in monosomministrazione giornaliera

Asma e bronchite. Da Gsk nuova combinazione farmacologica in monosomministrazione giornaliera
La soluzione è stata trovata con la prima associazione fissa di un corticosteroide (fluticasone furoato) e di un broncodilatatore (vilanterolo), che, assunta in un unico dosaggio, protegge il paziente per 24 ore da Asma e Bpco. Inoltre, per facilitare l'assunzione del composto, è stato realizzato un nuovo erogatore che consente di ottenere in 3 mosse il massimo risultato della terapia.

Una nuova terapia per chi soffre di asma e bronchite cronica, abbinata a un nuovo dispositivo inalatore che ne facilita l’assunzione e incrementerà (almeno si spera) l’aderenza alla terapia. La soluzione è stata trovata con la prima associazione fissa di un corticosteroide (fluticasone furoato) e di un broncodilatatore (vilanterolo), che, assunti una volta al giorno e in un unico dosaggio sia per asma sia per BPCO, protegge il paziente per 24 ore. Ma per essere sicuri che l’efficacia si abbini alla facilità di assunzione del composto, è stato anche realizzato un nuovo erogatore per consentire con tre semplici mosse (apri, inala e chiudi) di ottenere il massimo risultato dalla terapia, ma soprattutto senza il timore di sbagliare.

La nuova combinazione farmacologica è stata presentata ieri a Milano dai responsabili scientifici di GSK, la società farmaceutica di Verona, dopo l’autorizzazione alla messa in commercio del dicembre scorso e l’arrivo in farmacia del prodotto, avvenuto a fine febbraio. Un lavoro che ha impegnato la casa farmaceutica che prima di avviare la ricerca delle molecole, ha sentito pazienti, medici e farmacisti per tastare il polso delle esigenze delle tre categorie coinvolte. Velocità d’azione, maneggevolezza del dispositivo che rilascia il farmaco e tollerabilità: sono questi cardini dell’indagine condotta da Cogedim su un campione di 120 specialisti e 200 medici di medicina generale, consapevoli che la scarsa aderenza alle cure dipende dalle difficoltà di assunzione del medicinale anche in condizioni diverse dalla propria abitazione, sul lavoro o nel tempo libero. Per i medici di base occorreva anche che il dispositivo fosse di facile manualità sia per i giovani sia per gli anziani. Per i pazienti l’assunzione unica giornaliera era un passo indispensabile.

Alla luce di queste considerazioni il nuovo device appare la soluzione ottimale, ma, come ha spiegato il professor Walter Canonica, ordinario di pneumologia all’università di Genova, occorre comunque che il medico si preoccupi anche di una adeguata informazione, perché è soltanto la consapevolezza della malattia, la correttezza dell’informazione e la costanza della cura che possono migliorare l’aderenza del paziente. “Il problema delle malattie respiratorie nel nostro paese – ha detto il pneumologo – è che sono sotto diagnosticate a causa di un esame, la spirometria, che oggi viene ancora poco utilizzata nonostante siano stati migliorati gli apparecchi e la loro diffusione negli studi medici. Un italiano su dieci soffre di questa patologia (5 milioni di persone) con importanti problemi di salute, ospedalizzazione e costi per il SSN. Soltanto il 14% delle persone in terapia si cura regolarmente, ma la scarsa aderenza coinvolge prevalentemente il 70% dei giovani al di sotto dei 14 anni e il 50% degli adulti, che non seguono la terapia per più di tre mesi all’anno”.

Gli fa eco il presidente della Federazione dei medici di medicina generale della Lombardia, Fiorenzo Corti, il quale segnala la difficoltà dei malati di ricordarsi di assumere il farmaco prescritto e di portarlo con sé a scuola o al lavoro, salvo poi trovarsi ad affrontare una crisi di asma o di respiro corto nella giornata. C’è anche da sottolineare che a differenza di altre patologie croniche come diabete e ipertensione, le malattie respiratorie non godono di esenzione dei ticket”. L’indagine ha coinvolto, come detto, anche i farmacisti e la loro presidente Annarosa Racca ha spiegato che i suoi operatori in farmacia si sentono responsabili di fronte ai milioni di ammalati che chiedono informazioni sui farmaci e sui dispositivi, così come sono orgogliosi di promuovere gli stili di vita per prevenire e migliorare l’evoluzione della patologia. “Siamo pronti a informare su come funzionano i nuovi dispositivi – ha detto – perché siamo consapevoli che se migliora l’aderenza alle cure, il Paese risparmia in ricadute e ricoveri”. Negli Stati Uniti, infatti, è stato calcolato un costo indiretto per non aderenza alla cura pari a 100 milioni di dollari.

“E’ stato dopo tutte queste stimolazioni che GSK – ha spiegato il suo direttore medico scientifico Giuseppe Recchia – ha capovolto il processo di sviluppo del nuovo prodotto, uscendo dal laboratorio di ricerca per andare a riscontrare le reali necessità e i bisogni dei pazienti negli studi di medicina generale, per capire quale migliore combinazione medica e quale migliore tecnologia di rilascio dei farmaci potesse soddisfare le loro aspettative”.

Per favorire il massimo accesso all’innovazione, la società farmaceutica ha concordato con le autorità sanitarie di mettere a disposizione il farmaco al prezzo più basso delle associazioni simili prescrivibili dal medico. “Secondo stime nostre – ha dichiarato il dottor Andrea Rizzo, medico del settore respiratorio – il Sistema sanitario nazionale con questo abbinamento farmacologico potrebbe avvantaggiarsi di un risparmio che va dal 33 al 42,8%, a parità di risorse investite, rispetto ai farmaci della stessa classe oggi disponibile”.

Edoardo Stucchi 

Edoardo Stucchi

20 Marzo 2015

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