Assobiomedica: “No alle gare centralizzate”. Fazio: “Irrinunciabili”

Assobiomedica: “No alle gare centralizzate”. Fazio: “Irrinunciabili”

Assobiomedica: “No alle gare centralizzate”. Fazio: “Irrinunciabili”
Per l'associazione delle imprese biomedicali, le gare d'appalto centralizzate "aprono la strada a situazioni di monopolio e oligopolio". Questo a fronte di "marginali e spesso millantati risparmi". Ma il ministro ribadisce la loro necessità assicurando però che le piccole e medie imprese saranno tutelate. Il tema, insieme a quello dei ritardi cronici nei pagamenti (ammonta a 5mld il debito delle Asl verso le imprese), al centro dell'Assemblea nazionale di Assobiomedica aperta dal neo presidente Stefano Rimondi.

"Con oltre 5 miliardi di credito vantato dalle imprese produttrici di dispositivi medici rischiamo che le nostre aziende non abbiano più liquidità per investire in tecnologia per la salute". E' l'allarme lanciato oggi da Stefano Rimondi, neo presidente di Assobiomedica, che chiede al Ssn di "affrontare e risolvere le disfunzioni che dilagano in troppe aree del Paese attraverso riforme profonde, organizzative e gestionali. Se non vengono pagate le forniture, se non si investe in ricerca, se non si combattono inefficienze e sprechi, se non si recide il legame perverso tra politica di basso profilo e gestione della sanità, il sistema salute rischia la paralisi, penalizzando prima di tutto il cittadino”, ha aggiunto Rimondi.

L'occasione per fare il punto sulla situazione delle imprese che producono e forniscono dispositivi medici è stata l'Assemblea nazionale di Assobiomedica. E i dati parlano da soli: in base alle stime aggiornate ad aprile, il tempo medio che le imprese aspettano per essere pagate è di 301 giorni contro una normativa che prevederebbe un limite tetto, per il pagamento ai fornitori, di 90 giorni. Le uniche Regioni a rispettarlo, o quasi, sono il Friuli Venezia Giulia (attesa media, 90 giorni), il Trentino (99) e la Lombardia (120). Di contro, la Calabria paga i fornitori in media dopo 3 anni (912 giorni, per l'esattezza), il Molise dopo 795 giorni e la Campania dopo 765. Male anche il Lazio, dove l'attesa è di 403 giorni a fronte di un debito pari a 720 milioni di euro. Sempre riguardo ai debiti, la Campania ne ha accumilati per 887 milioni e la Calabria per 441 (vedi tabella a fondo pagina).

Il problema, insomma, è evidente, e riconosciuto dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, intervenuto all'Assemblea. "Siamo consapevoli del problema del ritardo dei pagamenti, dovuto in parte anche a un rapporto non virtuoso tra la gestione finanziaria dei servizi regionali e dei bilanci regionali. Ma il federalismo fiscale e i decreti attuativi – ha aggiunto il ministro – dovrebbero risolvere questa inceppatura" introducendo il pincipio di responsabilità per ottenere "una riduzione degli sprechi senza un calo della qualità". Fazio, infatti, si è detto contrario a politiche di contenenimento della spesa basato su tagli netti, "occorre tenere conto dell'innovatività". Ma se vi sono criticità nel sistema dei prezzi dei dispostivi, queste sono state "acuite anche da una scarsa risposta dello Stato, ma anche da parte delle imprese c'è stata la tendenza a gonfiare i listini".

Ma il presidente di Assobiomedica punta il dito anche contro il "deleterio", "progressivo ricorso a gare d'appalto sempre più centralizzate e mastodontiche, che a fronte di marginali e spesso millantati risparmi, aprono in realtà la strada al crearsi e al consolidarsi di situazioni di monopolio o oligopolio, che perteranno in prospettiva a pesanti incrementi di costo, inevitabili quando si riducono forzatamente gli attori in grado di operare sul mercato". Rimondi ha parlato di "grave miopia del decisore pubblico, che non comprende come questo processo avrà come prima conseguenza quello di espellere dal mercato tutta l'importante fascia delle piccole-medie imprese" ma, "ancora più grave, le centralizzazioni/massificazioni, per di più col prezzo come parametro primario per la scelta, porteranno inevitabilmente a una forzosa standardizzazione dell'offerta terapeutica, togliento da subito ai pazienti il loro sacrosanto diritto a una cura rispettose delle loro specificità".

Il ministro ha replicato ribadendo quanto già affermato in occasione della Conferenza nazionale sui dispositivi medici promosso dal ministero della Salute nelle settimane scorse, e cioè che "l'innovazione non può prevedere tariffari", ma i prezzi devono essere pubbici e trasparenti, anche per permettere agli organi di controllo, quale è la Corte dei Conti, di intervenire dove vi siano consistenti differenze di prezzo evidenti. E comunque, "non possiamo rinunciare alle gare centralizzate" per far fronte alle problematiche che "gli amministratori locali hanno eluso per troppi anni, con risultati non positivi per il nostro Paese", ha affermato il ministro. L'intento però, ha precisato, è quello di "lavorare per una loro moralizzazione e semplificazione, senza penalizzare le piccole e medie imprese". Il ministro si è quindi detto disponibile a lavorare con Assobiomedica per "trovare dei meccanismi che favoriscano l'aggregazione di offerta anche da parte di piccole e medie imprese, in modo da farle partecipare alle gare centralizzate, che sono – ha ribadito –  ineludibili".
 

14 Giugno 2011

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