Assogenerici: “Giusto l’allarme di Tirelli sugli anticancro ‘datati’. Basta con la corsa al prezzo più basso”

Assogenerici: “Giusto l’allarme di Tirelli sugli anticancro ‘datati’. Basta con la corsa al prezzo più basso”

Assogenerici: “Giusto l’allarme di Tirelli sugli anticancro ‘datati’. Basta con la corsa al prezzo più basso”
La denuncia sulle carenze degli antineoplastici più datati deve indurre una riflessione sugli attuali meccanismi di acquisto dei medicinali da parte del Ssn. Colantuoni: “Puntando solo alla riduzione del prezzo, si premiano i “prezzi pirata” e si costringe gli altri produttori ad abbandonare la produzione del farmaco ormai spinto fuori mercato”.

“L’allarme lanciato dal professor Umberto Tirelli a proposito delle carenze, ormai endemiche, di alcuni tra gli antitumorali di introduzione meno recente e di più basso costo deve far riflettere sui meccanismi che oggi creano pericolose distorsioni nel mercato del farmaco italiano” dice in una nota il vicepresidente di AssoGenerici Francesco Colantuoni.
 
“Le situazioni denunciate hanno origine anche dalla struttura dei capitolati di gara con cui gli ospedali acquisiscono i farmaci: la competizione è giocata esclusivamente sul prezzo del medicinale in una spirale di continui ribassi che non tengono assolutamente conto delle condizioni in cui operano le aziende, tanto che sempre più spesso i prezzi frutto della gara sono ai limiti del costo di produzione”.
Al di là dei costi diretti del medicinale (principio attivo, confezionamento eccetera) il sistema attuale – sottolinea la nota di Assogenerici – non considera che le aziende del generico devono affrontare i costi del controllo di qualità, della farmacovigilanza e quelli finanziari – notoriamente il Servizio sanitario non è un pagatore puntuale – che sono tutti in costante aumento.
 
“C’è qualcosa di profondamente sbagliato in un sistema che accetta come normale l’acquisto di un medicinale a un prezzo inferiore a quello della fiala che lo contiene: non è un paradosso ma è quanto avviene ormai per molti farmaci iniettivi apparentemente di minor rilievo terapeutico ma che costituiscono la spina dorsale della farmacoterapia ospedaliera”, prosegue Colantuoni.
“In questo modo il Servizio sanitario si consegna nelle mani di chi può sostenere una tantum un “prezzo pirata” e costringe gli altri produttori ad abbandonare la produzione del farmaco ormai spinto fuori mercato. Mi sembra che si dimentichi che le aziende, per poter produrre e garantire nel tempo qualità al paziente e lavoro ai dipendenti, devono avere un margine economico”. Per questo, secondo Assogenerici, “non si può ulteriormente rimandare una revisione del sistema che consideri la necessità di determinare non il prezzo più basso possibile, ma il minor prezzo realmente sostenibile”.
 
Ma per l’associazione non è questo l’unico aspetto controproducente: “L’applicazione del pay-back alla farmaceutica ospedaliera è insensato, visto che il prezzo di cessione è concordato con l’ente e i consumi non solo non sono influenzati in alcun modo dalle aziende, ma queste devono per legge soddisfare le richieste dell’ente, pena sanzioni economiche. In nessun Paese europeo il generico è soggetto a questa imposizione: un motivo ci sarà” spiega Colantuoni. “Rimediare alle torsioni delle dinamiche del comparto farmaceutico, quelle denunciate da Tirelli e altre ancora, è tutt’altro che impossibile, ma è evidente che lo si può fare soltanto considerando che anche chi produce farmaci deve mantenere un utile. Stiamo assistendo ad alcune positive aperture, ma rischiamo di essere già in ritardo”.

08 Ottobre 2013

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