Cardiologia. Al via il primo test europeo sulla ‘resilienza’ dei Centri  

Cardiologia. Al via il primo test europeo sulla ‘resilienza’ dei Centri  

Cardiologia. Al via il primo test europeo sulla ‘resilienza’ dei Centri  
Testato per la prima volta in alcuni Paesi europei, Italia compresa, RESIL-Card, progetto europeo co-finanziato da EU4Health, permetterà di misurare e rafforzare la capacità del sistema sanitario di mantenere attivi i percorsi di cura in ambito cardiovascolare anche in situazioni di emergenza. Saia (Gise): “Garantire cure salvavita anche in caso di emergenze sanitarie”

Garantire la continuità delle cure cardiovascolari anche durante emergenze sanitarie, ambientali o sociali: è l’obiettivo ambizioso di RESIL-Card, il progetto europeo co-finanziato da EU4Health, che ha appena avviato il primo test sul campo del suo nuovo strumento operativo per valutare la resilienza della cardiologia ospedaliera. Una sperimentazione concreta che ha coinvolto ospedali e professionisti sanitari in diversi Paesi europei, tra cui l’Italia.

Qui la cardiologia interventistica si conferma il cardine del trattamento dell’infarto miocardico acuto, con una rete capillare che garantisce ogni anno, per fare un esempio, oltre 36 mila procedure di angioplastica primaria. Frutto di un percorso durato oltre un anno, il tool RESIL-Card nasce da una metodologia rigorosa e inclusiva, che ha unito analisi scientifica, consultazione dei professionisti e confronto con i pazienti. La prima versione dello strumento, rilasciata a gennaio 2025, è oggi al centro della fase pilota in corso da febbraio e che proseguirà fino a novembre.

Il GISE (Società Italiana di Cardiologia Interventistica) è tra i promotori del progetto e partner scientifico per l’Italia. Sin dalla fase iniziale, la Società ha contribuito all’analisi delle criticità emerse durante la pandemia e alla definizione dei criteri organizzativi del nuovo strumento. Insieme a GISE e We CARE, fanno parte del consorzio anche Amsterdam UMC e CatSalut, il servizio sanitario catalano.

“Il nostro obiettivo è rendere il tool intuitivo, accessibile e realmente utile per tutti coloro che operano nella cura cardiovascolare – spiega William Wijns, coordinatore del progetto per conto di We CARE, la rete internazionale che guida il consorzio –. Per questo lo abbiamo sviluppato e ora lo testiamo direttamente nei contesti clinici reali, insieme a medici, pazienti ed esperti di policy”.

Durante il test, ogni ospedale coinvolto ha attivato un proprio ‘resilience team’, incaricato di utilizzare lo strumento con il supporto di linee guida operative e un questionario di feedback. Anche operatori sanitari esterni all’ambito acuto hanno il compito di fornire valutazioni specifiche, per estendere l’analisi a una prospettiva più ampia. Seguiranno interviste individuali e collettive per raccogliere dati qualitativi e indicazioni utili alla versione finale, prevista per il 2026.

“In un mondo esposto a shock sempre più frequenti – commenta Francesco Saia, presidente Gise, cardiologo interventista all’Irccs Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna, Policlinico Sant’Orsola – dobbiamo chiederci se la rete ospedaliera è in grado di garantire continuità alle cure salvavita. RESIL-Card rappresenta un passo concreto per rispondere a questa domanda, con uno strumento che consente di misurare i punti deboli, ma anche di pianificare interventi strutturali”.

“Non possiamo permettere che la storia si ripeta – conclude Alfredo Marchese, presidente eletto Gise, responsabile cardiologia interventistica Ospedale S.Maria GVM di Bari –. ll progetto vedrà il Gise particolarmente attivo nella diffusione a tutti i livelli del tool, e sarà un impegno che porteremo avanti con molta attenzione. Serve una cardiologia ospedaliera pronta a reggere l’urto, senza interruzioni. RESIL-Card non è solo un progetto: è una chiamata all’azione per mettere in sicurezza i percorsi salvavita”.

22 Maggio 2025

© Riproduzione riservata

Negli Stati Uniti il morbillo uccide di nuovo. E l’Italia è il primo Paese d’Europa per contagi
Negli Stati Uniti il morbillo uccide di nuovo. E l’Italia è il primo Paese d’Europa per contagi

Un bambino è morto a New York, il primo decesso per morbillo nello Stato dopo trent'anni. Basterebbe questo per capire quanto poco serva perché una malattia considerata sotto controllo torni...

Morbillo. Pediatri Fimp e Sip: “Coperture vaccinali insufficienti. Una malattia prevenibile non può tornare a mettere in pericolo i bambini”
Morbillo. Pediatri Fimp e Sip: “Coperture vaccinali insufficienti. Una malattia prevenibile non può tornare a mettere in pericolo i bambini”

“La morte di un bambino per morbillo nello Stato di New York, il primo decesso registrato dopo trent’anni, è una notizia drammatica che ci ricorda quanto sia pericoloso considerare alcune...

Pharma, l’innovazione digitale alla prova dei risultati: aperte le candidature agli European AI & Digital Pharma Awards
Pharma, l’innovazione digitale alla prova dei risultati: aperte le candidature agli European AI & Digital Pharma Awards

Una campagna digitale che migliora la relazione con i medici. Un programma che accompagna i pazienti durante il trattamento. Una piattaforma per il confronto scientifico o un progetto di comunicazione...

Johnson & Johnson, 50 anni in Italia: investire in salute conviene, lo studio Cerm ne misura il valore
Johnson & Johnson, 50 anni in Italia: investire in salute conviene, lo studio Cerm ne misura il valore

La farmaceutica italiana genera valore economico, occupazione e competitività, ma deve poter contare su regole stabili e condizioni che favoriscano gli investimenti. È quanto emerge dallo studio realizzato dal CERM,...