Cervello. Differenze strutturali nei giovani con disturbi della condotta

Cervello. Differenze strutturali nei giovani con disturbi della condotta

Cervello. Differenze strutturali nei giovani con disturbi della condotta
I disturbi della condotta – caratterizzati da comportamenti asociali e scarso rendimento scolastico – provocano alterazioni della struttura cerebrale in chi ne soffre. L’evidenza giunge da uno studio britannico che valutato le risonanze magnetiche del cervello di 146 giovani con questo disturbo, confrontate con quelle di 140 giovani di controllo.

Uno studio pubblicato su Biological Psychiatry: Cognitive Neuroscience and Neuroimaging e guidato da Marlene Staginnus, dell’University of Bath, nel Regno Unito, ha evidenziato differenze nella struttura del cervello dei giovani con disturbi della condotta rispetto ai coetanei che non ne sono affetti.

I disturbi della condotta sono caratterizzati da comportamenti asociali e da scarsi risultati a livello scolastico; negli USA colpiscono circa il 9,5% delle persone.

Aver subito maltrattamenti in età infantile è uno dei principali fattori di rischio per l’insorgere di questi disturbi. La letteratura scientifica ha più volte evidenziato che si verificano delle alterazioni in varie regioni del cervello, come quelle implicate nei processi emotivi, di apprendimento e sociali, tra chi ha subito maltrattamenti in età infantile. Da questo background ha preso le mosse lo studio dell’University di Bath.

Lo studio ha coinvolto 146 persone sane e 114 giovani con disturbi della condotta. I ricercatori hanno raccolto immagini dalle risonanze magnetiche per studiare la struttura della corteccia – inclusi volume, area e spessore – che è lo strato più esterno del cervello.

In linea con l’ipotesi iniziale, dall’analisi delle immagini è emerso che i giovani con disturbo della condotta presentavano alterazioni della struttura cerebrale più estese rispetto ai controlli. Questo aspetto era evidente sia tra i giovani che avevano subito maltrattamenti durante l’infanzia, sia tra quelli che non avevano subito maltrattamenti.

Fonte: Biological Psychiatry: Cognitive Neuroscience and Neuroimaging, 2023

08 Febbraio 2023

© Riproduzione riservata

Russia. L’Oms non sa di cosa sia morta la ricercatrice. E accetta la versione di Mosca
Russia. L’Oms non sa di cosa sia morta la ricercatrice. E accetta la versione di Mosca

C'è una frase, nell'aggiornamento pubblicato il 10 ottobre dall'Organizzazione mondiale della sanità, che dovrebbe mettere a disagio chiunque abbia a cuore la credibilità delle istituzioni sanitarie internazionali: "Il 2 ottobre...

Pandemie. Oms, individuare le nuove minacce sanitarie entro 24 ore. Lanciata la strategia globale al 2030
Pandemie. Oms, individuare le nuove minacce sanitarie entro 24 ore. Lanciata la strategia globale al 2030

Individuare e comprendere le nuove minacce sanitarie entro 24 ore dalla loro comparsa, per intervenire tempestivamente ed evitare che i focolai si trasformino in epidemie o pandemie. È l’ambizioso obiettivo...

Dipendenze. 300 mila persone ogni anno nei servizi di cura, FeDerSerD: “Serve più personale e accesso a terapie”
Dipendenze. 300 mila persone ogni anno nei servizi di cura, FeDerSerD: “Serve più personale e accesso a terapie”

Circa 300mila persone ogni anno si rivolgono ai Servizi per le Dipendenze (SerD) per ricevere assistenza e intraprendere percorsi di cura. Un universo di bisogni che va ben oltre le...

Hpv. Vaccinazioni e screening per prevenire i tumori: dall’Iss il manifesto “Traguardo Zero”
Hpv. Vaccinazioni e screening per prevenire i tumori: dall’Iss il manifesto “Traguardo Zero”

Un appello all’azione rivolto a decisori politici, professionisti sanitari, società civile e cittadini per rafforzare la prevenzione dell’HPV e dei tumori correlati all’infezione. È questo il messaggio centrale del Manifesto...