Cervello. Sibioc: “Oggi possiamo svelarne i segreti. Nuovi test per scoprire le demenze”

Cervello. Sibioc: “Oggi possiamo svelarne i segreti. Nuovi test per scoprire le demenze”

Cervello. Sibioc: “Oggi possiamo svelarne i segreti. Nuovi test per scoprire le demenze”
Scoprire in modo preciso molte malattie del sistema nervoso centrale è possibile, grazie alla combinazione di medicina di laboratorio e biochimica clinica. Alla 49° edizione del Congresso Nazionale della Sibioc, la Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica, illustrati importanti studi, che aprono nuove frontiere per la diagnosi delle demenze. Il presidente Ciaccio: “enormi i progressi per la terapia mirata dei disturbi neurologici”.

Come funziona il nostro cervello non è più un mistero grazie alle nuove metodologie di imaging molecolare. È una delle nuove frontiere della biochimica clinica di cui si parla nel corso dei lavori del 49° Congresso Nazionale della Sibioc, la Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica, in corso al Palazzo dei Congressi a Firenze, che parte dalla possibilità di vedere il nostro cervello mentre ‘lavora’.
 
“Attraverso sofisticate tecniche siamo ormai in grado di analizzare il funzionamento di ogni organo del corpo umano nella sua interezza – ha spiegato  il Presidente della Società Scientifica Marcello Ciaccio – non più basandoci solo su singole matrici biologiche come sangue, urina, tessuti, cellule. La Medicina di Laboratorio si è enormemente evoluta e può contare su strumentazioni di imaging molecolare che rendono possibile monitorare l’organismo nella sua interezza per consentire diagnosi sempre più mirate e verificare l’efficacia delle molecole utilizzate per la terapia. Si tratta di una vera rivoluzione perché il medico di laboratorio è ora in condizioni di studiare l’intero organismo umano e non solo parti di esso, non in vitro ma in vivo”.
 
“Questo è molto importante specialmente nello studio del sistema nervoso centrale – ha continuato Ciaccio – siamo in grado di osservare il metabolismo cerebrale in condizioni di normalità e patologia, permettendo di fare una corretta diagnosi differenziale, impossibile con gli strumenti della sola clinica. Ad esempio, si sono fatti enormi passi in avanti nella possibilità di eseguire diagnosi differenziali di forme patologiche come le demenze, la malattia di Parkinson e altri disturbi neurodegenerativi. Oggi con le tecniche di imaging molecolare possiamo distinguere se un paziente è affetto da demenza vascolare o altre forme di deficit cognitivi. Così come è possibile diagnosticare se un paziente è affetto da malattia di Parkinson o da una sindrome parkinsoniana perché, pur provocando sintomi similari, hanno però cause diverse”.
 
“Per capire l’origine della malattia –  ha aggiunto  il Presidente della Società Scientifica – utilizziamo oggi la Spettroscopia in risonanza magnetica, metodologia atraumatica, atossica, che non prevede radiazioni, che ci consente di fare una diagnosi e successivamente di monitorare le molecole e di vedere se e come funzionano, eventualmente modificando le dosi o il tipo di farmaco per ottenere la migliore risposta terapeutica possibile. Il nostro paese è all’avanguardia con la biochimica in vivo e non su matrici biologiche e questo approccio si applica per studiare patologie dei muscoli, della prostata, del fegato. Analogo discorso vale per la Farmacogenomica che permette di realizzare la Medicina di Precisione: in una sessione moderata dal genetista prof. Dallapiccola e dal biochimico clinico prof. Salvatore vengono presentate al congresso evidenze e prospettive in oncologia, psichiatria, cardiologia. Con le nuove tecniche di biochimica clinica – ha concluso Ciaccio – possiamo oggi prevedere se un ciclo di chemioterapia funzionerà o no in quel particolare paziente, evitando trattamenti inutili”.

17 Ottobre 2017

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