Chirurgia toracica. Ecco la tecnica VATS. E’ italiana ma da noi si usa poco

Chirurgia toracica. Ecco la tecnica VATS. E’ italiana ma da noi si usa poco

Chirurgia toracica. Ecco la tecnica VATS. E’ italiana ma da noi si usa poco
Il motivo? Ci sono pochi medici specificatamente formati. Da qui il corso dedicato a questo metodo di chirurgia toracica mininvasiva del Centro Congressi Humanitas. La VATS fu inventata in Italia negli anni Novanta ed oggi è diffusa nel mondo per i suoi molteplici vantaggi.

Inventata in Italia e usata in tutto il mondo. Tranne che nel nostro paese. La tecnica VATS, Chirurgia Toracica Video-Assistita, è questo: un metodo di chirurgia mininvasiva dai vantaggi riconosciuti, che ovunque da diversi anni sta sostituendo quella tradizionale o “open” in moltissime indicazioni chirurgiche, tranne in Italia, dove è praticata in un numero molto limitato di centri, gli unici ad avere chirurghi specificatamente formati. Ecco perché il 29 e 30 marzo si svolge presso il Centro Congressi Humanitas di Rozzano un Corso di Chirurgia Toracica volto proprio a diffondere al maggior numero possibile di specialisti i segreti di questa tecnica.
 
La lobectomia per il trattamento del carcinoma polmonare con tecnica VATS,rispetto alla toracotomia tradizionale, prevede l’utilizzo di strumenti toracoscopici dedicati, inseriti attraverso 2 – 4 incisioni di accesso di piccole dimensioni. Si tratta di una tecnica mininvasiva messa a punto per la prima volta in Italia agli inizi degli anni ’90 da Giancarlo Roviaro, oggi direttore della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generaledell’Università di Milano: il metodo non ebbe, in quegli anni, grande diffusione nel nostro Paese; al contrario dal 2000 la VATS incontrò un grande successo all’estero, in particolar modo negli Stati Uniti, dove venne ampiamente sviluppata, per ritornare, poi, in Italia negli ultimi anni.
Per il trattamento del carcinoma polmonare, una malattia per la quale in Italia muoiono oltre 27.000 persone ogni anno, la VATS presenta numerosi vantaggi: riduzione del  trauma, del sanguinamento, del dolore, tempi di ospedalizzazione più rapidi, così come quelli di recupero per il paziente. Se questi benefici sono universalmente riconosciuti nella chirurgia addominale, ginecologica, cardiochirurgica, otorinolaringoiatrica,  non lo sono altrettanto per quella toracica polmonare.
Eppure esistono diversi studi riportati dalla letteratura internazionale che li evidenziano chiaramente, soprattutto per alcune categorie di pazienti come gli anziani, con funzionalità respiratoria compromessa.“I principali vantaggi della chirurgia toracica video-assistita per le patologie oncologiche polmonari, rispetto alla tecnica tradizionale riguardano principalmente un minor tasso di complicazioni, dovuto al minore trauma, e un miglioramento della sopravvivenza a 5 anni ” , ha spiegato Marco Alloisio, responsabile della Chirurgia Toracica di Humanitas Cancer Center, riportando dati che parlano di percentuali pari al 79% della sopravvivenza per il gruppo trattato con VATS rispetto al 75% trattato con toracotomia. “Ciò accade soprattutto nei pazienti anziani con significative comorbidità”.
Ma i benefici non sono solo questi: un altro fronte di ricerca di grande interesse riguarda la possibilità, già suggerita dal trial, che i pazienti sottoposti a una lobectomia in VATS, possano avere una migliore tolleranza verso la chemioterapia dopo l’intervento chirurgico.
 
Nonostante tutti i lati positivi che questa tecnica presenta, tuttavia, nel nostro paese stenta ancora a decollare e la casistica, circoscritta a pochi Centri specializzati, è contenuta. “Fino a questo momento le indicazioni per la VATS sono limitate ai primi stadi della malattia oncologica polmonare, anche se riteniamo che in un prossimo futuro possano essere estese”, ha concluso Alloisio. Per questo motivo, secondo gli esperti, assume una notevole importanza la diagnosi precoce per poter intervenire sul tumore quando è ancora di piccole dimensioni.

30 Marzo 2012

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