Come stai? In futuro a dirtelo potrebbe essere… uno ‘specchio’ 

Come stai? In futuro a dirtelo potrebbe essere… uno ‘specchio’ 

Come stai? In futuro a dirtelo potrebbe essere… uno ‘specchio’ 
Il ‘Wize mirror’, un dispositivo in tutto e per tutto simile ad uno specchio, potrebbe in futuro permettere di conoscere il proprio livello di benessere e fornire indicazioni su come migliorare lo stile di vita. Il dispositivo, dotato di sensori e telecamere multispettrali, valuta parametri di rischio cardiometabolico attraverso l’analisi del volto. A colloquio con Sara Colantonio dell’ISTI-CNR di Pisa

Attraverso uno ‘specchio intelligente’ potremmo in futuro avere informazioni sul nostro livello di benessere, imparando a migliorare dieta e attività fisica e monitorando gli effetti di abitudini negative quali il fumo e il consumo eccessivo di alcol. Lo afferma un gruppo di ricercatori europei che sta sviluppando il 'Wize Mirror', un dispositivo in tutto e per tutto simile a uno specchio, che è dotato di sensori in grado di individuare – attraverso parametri di morfologia del volto e di composizione della cute – alcuni fattori di rischio cardiometabolico, cioè obesità, diabete e dislipidemia: in presenza di tali elementi aumenta la probabilità individuale di sviluppare una malattia cardiovascolare.
Il prototipo di questo ‘specchio’ è stato realizzato all’interno del progetto europeo SEMEOTICONS** (abbreviazione di SEMEiotic Oriented Technology for Individual’s CardiOmetabolic risk self-assessmeNt and Self-monitoringhttp, pagina web ://www.semeoticons.eu/), attraverso una collaborazione di 10 partner internazionali provenienti da sette paesi europei. Il progetto di ricerca nell’ambito dell’ICT-for-Health è finanziato dalla Commissione Europea.
 
Di pratico utilizzo, questo ‘specchio intelligente’ potrebbe essere integrato in diversi ambienti propri della vita quotidiana, come farmacie, centri fitness e benessere, scuole ed altro, spiegano i ricercatori.
“È importante sottolineare che non si tratta di uno strumento diagnostico, ma di un sistema di monitoraggio che permette di conoscere il livello di benessere della persona”, spiega al nostro giornale Sara Colantonio, ricercatrice dell'Istituto di Scienza e Tecnologie dell'Informazione (ISTI) del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) a Pisa. La Dottoressa Colantonio è coordinatrice del progetto Semeoticons insieme al Dottor Giuseppe Coppini dell’Istituto di Fisiologia Clinica (IFC) del CNR, coordinatore tecnico-scientifico, alla Dottoressa Maria Aurora Morales dell’IFC-CNR, attuale coordinatore clinico e al Dottor Paolo Marraccini dell’IFC-CNR, coordinatore clinico fino allo scorso Aprile.

Il concetto alla base del dispositivo

Secondo la semeiotica medica, il volto umano è un prezioso rilevatore dello stato di salute dell’individuo. Con l’esperienza, il medico raffina la sua capacità personale di leggere e interpretare la complessità semeiotica del volto dei pazienti. I segni così rilevati servono a guidare le visite mediche e possono suggerire la prescrizione di indagini diagnostiche. L'idea centrale di SEMEOTICONS, spiegano i ricercatori, è tracciare alcune caratteristiche salienti del volto legate allo stato fisico ed emotivo. 
 
Ma in pratica come funziona questo dispositivo? “Lo strumento non richiede alcun contatto fisico con l’utente”, ci spiega la ricercatrice Sara Colantonio. “‘Specchiandosi’, i sensori acquisiscono scansioni in tre dimensioni, immagini e video del volto. In pratica, “tra questi segnali, lo specchio individua possibili fattori di rischio cardiometabolico tra cui l’abitudine al consumo di tabacco e di alcol, stati emozionali e fisici negativi come stress e fatica. Attraverso le telecamere multispettrali, viene valutata l’irrorazione del tessuto cutaneo, inoltre è possibile stimare la frequenza cardiaca, il colesterolo della pelle e i prodotti della glicazione che vi si accumulano e che sono correlati al rischio di sviluppare il diabete”, prosegue Colantonio. Riguardo a tali componenti, la nostra innovazione è di poterli rilevare a distanza, dalla visualizzazione della morfologia e della pelle del volto invece che utilizzabdo strumenti che prevedano il contatto con la cute. L’unico componente che richiede un’interazione con l’utente è il ‘Wize Sniffer’, che studia la composizione dell’alito”.

 
Inoltre, come spiega la ricercatrice ISTI-CNR, un punto importante riguarda l’elaborazione dei dati e il calcolo di indici derivati. “Dal computo dei diversi indici (stato di stress, frequenza cardiaca, colesterolo della pelle ecc), lo ‘specchio’ fornisce un indice di benessere personalizzato, che è inversamente proporzionale al rischio cardiometabolico valutato in quel preciso momento”, spiega Colantonio, che sottolinea che “il ‘Wize mirror’non fornisce una diagnosi, ma può dare un’indicazione della presenza di eventuali fattori di rischio su cui l’individuo possa intervenire, attraverso l’adozione di abitudini salutari.
 
Nella fase finale del progetto, gli esperti medici del Consorzio (Istituto di Fisiologia Clinica, sedi di Pisa e di Milano, Centre de Recherche en Nutrition Humaine di Lione) eseguiranno una validazione del sistema rispetto alla riproducibilità delle misure, l'efficacia nel rilevare cambiamenti dei fattori di rischio cardio-metabolici analizzati, nonché l'accettabilità da parte degli utenti finali.    Riguardo agli altri componenti, lo specchio è dotato di un touch screen e un display. L’utente può interagire con lo schermo, completamente touch, e visualizzare i risultati delle analisi efefttuate attraverso il display”, conclude la ricercatrice ISTI-CNR. "Attualmente, esiste un prototipo di laboratorio e stiamo lavorando per integrare algoritmi di elaborazione dei dati. Il costo dei primi dispositivi potrebbe essere elevato, ma prevediamo che successivi sviluppi tecnologici possano permettere di ridurre i costi e rendere lo strumento  accessibile a tutti”.

Viola Rita

 
*l’endotelio èil tessuto che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni e linfatici – e in generale anche il cuore

**Il Consorzio del Progetto SEMEOTICONS include sei istituzioni di ricerca: – CNR che coordina il progetto attraverso due istituti: il Coordinatore del progetto è la Dott.ssa. Sara Colantonio dell'Istituto di Scienza e Tecnologie, il Coordinatore Scientifico è il Dott. Giuseppe Coppini dell'Istituto di Fisiologia Clinica, il Coordinatore Clinico è la Dott.ssa Maria Aurora Morales (che ha sostituito il Dott. Paolo Marraccini) dell'Istituto di Fisiologia Clinica. – FORTH, Foundation for Research and Technology-Hellas, Grecia. – LIU, Linkoping University, Svezia. – UCLAN, University of Central Lancashire, Regno Unito – NTNU, Norwegian University of Science and Technology, Norvegia – CNRH Centre de Recherche en Nutrition Humaine, Francia Due partner industriali: – INTECS, Italia – FORTHNET, Grecia Due piccole/medie imprese – DRACO System, Spagna – COSMED, Italia
Viola Rita

30 Luglio 2015

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