Contro la demenza c’è un nuovo farmaco: il matrimonio

Contro la demenza c’è un nuovo farmaco: il matrimonio

Contro la demenza c’è un nuovo farmaco: il matrimonio
La parola d’ordine è: salvare il matrimonio, a qualunque costo. Infatti, un’ampia analisi retrospettiva condotta su grandi numeri di popolazione da un gruppo di ricercatori inglesi evidenzia come essere sposati faccia bene alla salute in generale e al cervello in particolare. Le persone sposate hanno un rischio molto più basso di ammalarsi di demenza

(Reuters Health) – Il matrimonio come “vaccino” contro la demenza. Essere sposati, o vivere un legame di coppia stabile, comporterebbe il benefico effetto di avere un rischio molto più basso di sviluppare demenza rispetto a un celibe o a una nubile. È quanto emerge da una metanalisi condotta da un team di ricercatori dell’University College di Londra.

La ricerca
Andrew Sommerlad e colleghi hanno analizzato 15 studi pubblicati fino alla fine del 2016, che hanno esaminato il potenziale ruolo dello stato civile sul rischio di demenza. Il lavoro di analisi ha incluso oltre 812.000 partecipanti , metà dei quali avevano 65 anni o più. Gli studi sono stati condotti in Europa, Nord e Sud America e Asia. È emerso che le persone che non si sono mai sposate avevano il 42% di probabilità in più ,rispetto a quelle sposate, di avere una diagnosi di demenza nella mezza età. La condizione di divorziato, invece, non appariva legata a un rischio di demenza più elevato rispetto agli sposati.

“I nostri risultati, provenienti da ampie popolazioni di numerosi paesi e in diversi periodi di tempo, sono la prova più evidente che le persone sposate hanno meno probabilità di sviluppare la demenza. Possiamo essere abbastanza sicuri di questo, considerando che abbiamo osservato quasi un milione di persone – ha detto l’autore principale della ricerca, Andrew Sommerlad – Non sappiamo, però, quale sia la spiegazione di questa evidenza”.

Per quanto riguarda la mancanza di differenze tra le persone sposate e quelle che hanno divorziato, Sommerlad  attribuisce questo dato alla possibilità che molte persone divorziate continuino a tenersi in contatto tra loro, specialmente se hanno avuto figli insieme. Infine, le vedove hanno un rischio aumentato di sviluppare demenza del 20% rispetto agli individui sposati; secondo Sommerland, ciò possa essere dovuto allo stress del lutto o ad un effetto a lungo termine.

Fonte: J Neurol Neurosurg Psychiatry

Cheryl Platzman Weinstock

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Nutri e Previeni)

Cheryl Platzman Weinstock

04 Dicembre 2017

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