Coronavirus. Due dottoresse della “Zona rossa” scrivono alla Fnomceo: “Mettete tutti i medici di famiglia ancora sani in condizioni di non ammalarsi”

Coronavirus. Due dottoresse della “Zona rossa” scrivono alla Fnomceo: “Mettete tutti i medici di famiglia ancora sani in condizioni di non ammalarsi”

Coronavirus. Due dottoresse della “Zona rossa” scrivono alla Fnomceo: “Mettete tutti i medici di famiglia ancora sani in condizioni di non ammalarsi”
È questo l’appello che le due dottoresse in quarantena dal 21 febbraio hanno lanciato al presidente della Fnomceo e dell’Omceo di Lodi denunciando in una lettera lo stato di estrema difficoltà in cui si trovano ad operare: “Siamo quattro medici per 6mila abitanti, in tre siamo in quarantena e un collega è ricoverato. Anziani malati, oncologici a domicilio a cui hanno annullato tutte le visite e si sentono abbandonati”

“Buongiorno, siamo due colleghe da un paese nell’epicentro dell’epidemia. Siamo in quarantena da venerdì. Per senso di responsabilità abbiamo deciso di non muoverci dall’ambulatorio per poter rispondere alle centinaia di chiamate che da venerdì e soprattutto sabato e domenica hanno affollato i nostri telefoni, per alleggerire il gravoso lavoro degli altri operatori. Tutti i pazienti che abbiamo visitato a domicilio da gg 10/2 per patologie respiratorie sono risultati positivi al coronavirus. Personalmente 7! E 6 la mia collega. Due di questi sono già morti e 6 di cui abbiamo notizia sono in rianimazione”.

Inizia così una delle tante lettere di denuncia che il Presidente dell’Ordine dei Medici di Lodi, Massimo Vajani, e il Presidente della Federazione degli ordini dei Medici – Fnomceo, Filippo Anelli, stanno ricevendo da venerdì scorso, dopo l’insorgere dei focolai di Covid-19 nel Nord Italia.

“Siamo quattro Mmg su 6mila abitanti. In 3 siamo in quarantena, uno è ricoverato, positivo da venerdì – racconta la dottoressa -. Già da domenica abbiamo segnalato la situazione e trovato due medici disponibili ad aiutarci! Ne avete contattato e mandato uno solo, su due paesi, con due mascherine in dotazione! Noi da remoto facciamo tutte le ricette, ma tutto il personale della farmacia è in quarantena e le titolari poverette forniscono un paziente per volta dalla finestra (fortuna che non piove) con code chilometriche. Il collega mandato, nonostante i cartelli, ieri si è trovato in ambulatorio un paziente febbrile e dispnoico, come poteva non visitarlo. È sceso il 112 adeguatamente protetto, lui con la sua unica mascherina si è dovuto pulire la sala d’attesa! La mia collega qui con me in ambulatorio ha fatto il tampone domenica 23 e ancora non sa il risultato! Abbiamo pazienti con polmoniti da Coronavirus accertati lasciati a domicilio perché non gravi, ma devono essere visitati. Anziani malati, oncologici a domicilio a cui hanno annullato tutte le visite e si sentono abbandonati!”.

Alla fine, alcune richieste molto concrete e un appello: “Mettete tutti i medici di medicina generale ancora sani in condizioni di non ammalarsi!”.
 
E intanto il presidente dell’Ordine dei Medici di Lodi, Massimo Vajani, ha voluto scrivere una lettera di ringraziamento a tutti gli iscritti, che tanto si stanno adoperando in questi giorni.
 
“Desidero esprimervi la mia profonda gratitudine, anche a nome del Consiglio dell’Ordine, per come state affrontando l’emergenza da coronavirus nel nostro territorio – scrive -. Un grazie va a tutti i Colleghi ospedalieri per l’abnegazione, la professionalità e il coraggio che stanno dimostrando. Parimenti un grazie a tutti gli infermieri e gli operatori. Un grazie a tutti i Medici di Medicina Generale e ai Pediatri di Libera scelta che sono in prima linea a contatto con i pazienti, anche potenzialmente infetti, senza gli adeguati mezzi di protezione”.
 

27 Febbraio 2020

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