Coronavirus. Fnomceo: “Mancano i dispositivi individuali di sicurezza. Regioni non sono riuscite a rifornire tutti i professionisti”

Coronavirus. Fnomceo: “Mancano i dispositivi individuali di sicurezza. Regioni non sono riuscite a rifornire tutti i professionisti”

Coronavirus. Fnomceo: “Mancano i dispositivi individuali di sicurezza. Regioni non sono riuscite a rifornire tutti i professionisti”
L’Ordine dei medici chiede per questo al Governo “che i nostri medici, che tanto si adoperano per sopperire all’emergenza, siano adeguatamente tutelati e messi in condizione di curare in sicurezza tutta le malattie, non solo Covid-19”.

“Monitorare in ogni Regione la consegna dei dispositivi di protezione ai medici e al personale sanitario; coordinare a livello centrale la distribuzione di tale materiale; infine, se necessario, modificare gli assetti organizzativi, di modo che si rendano operativi soltanto i sanitari che siano messi in grado di lavorare in sicurezza”. A chiederlo al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al Ministro della Salute, Roberto Speranza, è oggi il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo), Filippo Anelli.

“La gestione regionale della gestione dell’emergenza ha dimostrato di essere inefficace: da Nord a Sud i colleghi lamentano tantissime situazioni nelle quali i medici di medicina generale, della continuità assistenziale, dei sistemi di emergenza- urgenza, degli ambulatori, dell’Inps e il personale degli Ospedali non sono stati messi nelle condizioni di lavorare in sicurezza – spiega Anelli -. Mancano o scarseggiano i dispositivi individuali di sicurezza, le mascherine, i camici monouso, i guanti, gli occhiali protettivi, e i disinfettanti. Il loro approvvigionamento e la loro distribuzione erano stati affidati alle Regioni, che pur avendo avuto tutto il tempo di prepararsi, vista l’allerta lanciata già ai primi di gennaio e le difficoltà di produzione, non sono riuscite a rifornire tutti i professionisti”.

“Più in generale, questa emergenza sanitaria ha purtroppo portato allo scoperto alcune criticità della potestà legislativa concorrente di Stato e Regioni in materia di Salute – continua il Presidente Fnomceo -. Plaudiamo quindi al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha proposto un protocollo condiviso con tutte le Regioni, ricomponendo un’unitarietà nazionale della quale il Paese ha quantomai bisogno. Occorrono indicazioni univoche, a livello di procedure evidence based e di assetti organizzativi”.

“Chiediamo ora alle Regioni di intensificare la collaborazione, facendo un passo indietro, senza rinunciare alle loro prerogative ma anzi mettendo a disposizione le loro competenze per la stesura di linee guida unitarie – aggiunge ancora -. Chiediamo al Presidente del Consiglio, al Ministro della Salute Roberto Speranza e a tutto il Governo di assumere, in questo momento, che è un vero banco di prova per il Paese, il coordinamento delle azioni e delle organizzazioni. Chiediamo loro che i nostri medici, che tanto si adoperano per sopperire all’emergenza, siano adeguatamente tutelati e messi in condizione di curare in sicurezza tutta le malattie, non solo Covid-19”.

“Si parla in questi giorni di “medici – eroi”, e questo è vero, perché eroico è lo spirito con il quale affrontano l’emergenza, i turni massacranti, le carenze organizzative per continuare a garantire le cure – conclude -. Non devono però diventare martiri, schiacciati da tali carenze dovute a politiche discontinue e disuguali sul territorio. Perché non è giusto, e anche perché, se un medico si ammala, è un medico sottratto al Servizio sanitario nazionale, una risorsa sottratta alla tutela del diritto alla Salute dei cittadini”.
 

25 Febbraio 2020

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