Coronavirus. Il virus potrebbe non trasmettersi da madre a figlio durante la gravidanza

Coronavirus. Il virus potrebbe non trasmettersi da madre a figlio durante la gravidanza

Coronavirus. Il virus potrebbe non trasmettersi da madre a figlio durante la gravidanza
Un piccolo studio cinese, condotto su donne positive all’infezione da coronavirus durante la gravidanza, suggerisce che, almeno nei casi di parto cesareo, il virus non comporti importanti complicazioni per la madre e per il bambino. Lo studio non fornisce prove della trasmissione dall’una all’altro in utero

Il 2 febbraio, un neonato di appena 30 ore, nato in Cina, ha contratto il nuovo coronavirus. Poiché la madre è risultata positiva all’infezione poco prima del parto, questo caso ha fatto temere la possibilità di una trasmissione verticale, da madre in figlio, in utero. I risultati di un piccolo studio osservazionale retrospettivo condotto dal Zhongnan Hospital of Wuhan University, non forniscono però le prove che il virus venga trasmesso dalle donne incinte al bambino in utero, almeno in caso di parto cesareo. Il virus non sembra neanche causare gravi problemi nei neonati di madri che hanno contratto l’infezione durante la gravidanza.

Lo studio, pubblicato sulla rivista The Lancet, è stato condotto su nove pazienti di Wuhan che, durante il terzo trimestre di gravidanza, si sono ammalate di polmonite causata da SARS-CoV-2 (come è stato chiamato, proprio ieri, il nuovo coronavirus), nessuna delle quali ha sviluppato una patologia grave o mortale.

Nello studio, le cartelle cliniche delle donne sono state riviste retrospettivamente, l'infezione è stata confermata in laboratorio e sono stati analizzati i sintomi di ogni paziente. Per sei casi su nove i ricercatori hanno analizzato i campioni, prelevati in sala operatoria al momento del parto, di liquido amniotico, sangue cordonale, tamponi di  gola neonatale e latte materno.

Le nove donne, di età compresa tra i 26 e i 40 anni, presentavano i sintomi tipici dell'infezione e hanno ricevuto ossigeno e antibiotici, a sei è stata somministrata una terapia antivirale. Quattro donne hanno avuto complicazioni durante la gravidanza, due casi di sofferenza fetale e due di rottura prematura della membrana, in quattro casi si è verificato un travaglio pretermine, non correlato all’infezione. Tutti i bambini sono nati e sono vivi e non si sono verificati casi di asfissia neonatale.

“Gli studi esistenti sugli effetti del virus si applicano alla popolazione generale e ci sono informazioni limitate sull’infezione nelle donne in gravidanza”, ha sottolineato la prof.ssa Huixia Yang, co-autrice dello studio. Questa ricerca è importante: “le donne incinte possono essere particolarmente sensibili ai patogeni respiratori e alla polmonite grave, perché sono immunocompromesse e i cambiamenti fisiologici legati alla gravidanza potrebbero portare ad un rischio maggiore di esiti sfavorevoli”. E ha concluso precisando che, sebbene nessun paziente dello studio abbia sviluppato polmonite grave o sia deceduto per infezione “dobbiamo continuare a studiare il virus per capire gli effetti in un gruppo più ampio di donne in gravidanza”. Bisognerà anche seguire le donne e i bambini dello studio, per determinare la loro sicurezza e le loro condizioni di salute a lungo termine.

Restano delle incognite, e bisogna rimanere all’erta. Sono stati analizzati pochi casi e i risultati vanno interpretati con cautela, inoltre, poiché in questa ricerca sono stati presi in considerazione solo parti cesarei, non si sa se il parto vaginale possa favorire la trasmissione del virus. Saranno poi necessarie ulteriori ricerche per capire se SARS-CoV-2 possa danneggiare la placenta, il che comporterebbe un aumento del rischio di trasmissione verticale.

Il confronto con la SARS
Gli autori osservano che anche nei casi di sindrome respiratoria acuta grave (SARS), nelle donne incinte non vi era alcuna prova del passaggio del virus da madre a figlio durante la gravidanza o il parto.
Il Dr Jie Qiao del Peking University Third Hospital, in un articolo di commento allo studio di The Lancet, ha paragonato gli effetti del virus a quelli della SARS: "Precedenti studi hanno dimostrato che la SARS durante la gravidanza è associata a un'alta incidenza di complicanze materne e neonatali, come l’aborto spontaneo, il parto pretermine, la restrizione della crescita intrauterina, ricovero nell'unità di terapia intensiva, insufficienza renale e coagulopatia intravascolare disseminata”. In confronto, la nuova infezione, sulla base di questo studio, sembra essere associata a un numero inferiore di complicanze ed esiti avversi”.
 
C.d.F.

C.d.F

13 Febbraio 2020

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