Coronavirus. La Commissione Ue mette in piedi il Corona Response Team per far fronte all’emergenza. Ed Ecdc alza il livello di rischio

Coronavirus. La Commissione Ue mette in piedi il Corona Response Team per far fronte all’emergenza. Ed Ecdc alza il livello di rischio

Coronavirus. La Commissione Ue mette in piedi il Corona Response Team per far fronte all’emergenza. Ed Ecdc alza il livello di rischio
La presidente von Der Leyen in conferenza stampa ha annunciato la creazione di una task force che si occuperà dei temi della salute, della mobilità e dell’economia. ”Situazione complessa che richiede azioni veloci da un lato e dall'altro un forte coordinamento a livello europeo e nazionale”. Ecdc: “La probabilità di un'ulteriore trasmissione nell'UE e nel Regno Unito è considerata elevata”. REPORT ECDC

La Commissione europea scende in campo contro il Covid-19 e lo fa creando il Corona Response Team, una squadra che si occuperà di gestire tutti gli aspetti legati all'epidemia di coronavirus. “Questa task force si basa su tre pilastri: il primo à la risposta in campo medico, dalla prevenzione alle misure di soccorso e sostegno, all'informazione. Il secondo si occupa dei temi legati alla mobilità, da viaggi e spostamenti alle domande relative agli accordi di Shenghen. Il terzo copre l'economia, con attenzione a settori come turismo e commercio, alla catena di forniture e al più ampio quadro economico', ha annunciato in una conferenza stampa il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Del Corona Response Team fanno parte Paolo Gentiloni, commissario europeo all'economia, Janez Lenarcic, commissario per la gestione delle crisi, Stella Kyriakides, commissario per la salute e la sicurezza alimentare, Ylva Johansson, commissario per gli affari interni, e Adina Valean, presidente della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia nel Parlamento europeo.
 
Intanto l’agenzia Ue del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) “ha alzato il livello di rischio da moderato ad alto, il virus continua a diffondersi. Sono necessarie molte azioni, sfaccettate e complicate, e stiamo lavorando intensamente” ha rivelato sempre la von der Leyen, sottolineando che la situazione è “complessa e richiede azioni veloci da un lato e dall'altro forte coordinamento a livello europeo e nazionale, serve un approccio coerente” ed evidenziando  che l'emergenza “ha portato governi e istituzioni a lavorare a tutti i livelli per contenere e lo stesso fa la Commissione europea, in collaborazione stretta con l'Organizzazione mondiale della sanità”. Fin dall'inizio, ha detto la presidente, l'Unione europea “ha agito in modo tempestivo, ha immediatamente attivato il sistema di allarme, lavora con gli Stati membri e coordina le misure nazionali per avere un approccio coordinato per contenere il virus”.
 
Ecdc alza il rischio da “basso e moderato’ a tra ‘moderato e alto’. “A stamani abbiamo 2.100 casi confermati in 18 Stati dell'Ue. Abbiamo di fronte una situazione che cambia rapidamente”. Ha affermato la commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides, in conferenza stampa a Bruxelles. “Mentre parliamo l'Ecdc pubblica l'aggiornamento della valutazione del rischio, nel quale si alza il rischio di infezione nell'Ue da `tra basso e moderato a ´tra moderato e alto'”..
 
Nel suo report l’Ecdc scrive che “la maggior parte dei casi segnalati nell'UE e nel Regno Unito al di fuori di alcune regioni in Italia hanno identificato legami epidemiologici. Tuttavia, esiste un numero crescente di casi senza una catena di trasmissione definita. Misure straordinarie di sanità pubblica sono state implementate in Italia e in altri paesi UE e nel Regno Unito e sono stati fatti forti sforzi per identificare, isolare e testare i contatti al fine di contenere l'epidemia”. 
 
Per l’Ecdc “nonostante le misure di tracciamento dei contatti avviate per contenere un'ulteriore diffusione, continuano ad esserci casi esportati tra paesi UE e un numero crescente di casi sporadici in tutti i paesi UE. La probabilità di un'ulteriore trasmissione nell'UE e nel Regno Unito è considerata elevata. C'è ancora un livello di incertezza riguardo a diversi fattori imprevedibili in una situazione che è ancora in evoluzione”.
 
Il Centro rimarca anche come “la possibilità di nuove introduzioni da altri paesi al di fuori della Cina nell'UE sembra aumentare man mano che il numero di paesi che segnalano casi continua ad aumentare”.
 
“L'evidenza – afferma ancora l’Ecdc – dalle analisi dei casi fino ad oggi è che l'infezione COVID-19 causa una malattia lieve (cioè non polmonite o polmonite lieve) in circa l'80% dei casi e nella maggior parte dei casi guarisce, il 14% ha una malattia più grave e il 6% ha una malattia critica. La grande maggioranza delle malattie e delle morti più gravi si è verificata tra gli anziani e quelli con altre condizioni croniche sottostanti. Oltre agli impatti sulla salute pubblica con esiti fatali sostanziali in gruppi ad alto rischio, i focolai di COVID-19 possono causare enormi perturbazioni economiche e sociali”.
 

02 Marzo 2020

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