Coronavirus. Oms alza livello di rischio da “alto” a molto alto” a livello globale. Dall’Italia “esportati” 24 casi in 14 Paesi. Allo studio più di 20 vaccini in tutto il Mondo e diverse terapie

Coronavirus. Oms alza livello di rischio da “alto” a molto alto” a livello globale. Dall’Italia “esportati” 24 casi in 14 Paesi. Allo studio più di 20 vaccini in tutto il Mondo e diverse terapie

Coronavirus. Oms alza livello di rischio da “alto” a molto alto” a livello globale. Dall’Italia “esportati” 24 casi in 14 Paesi. Allo studio più di 20 vaccini in tutto il Mondo e diverse terapie
Lo ha detto oggi il Dg dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus durante un briefing con la stampa a Ginevra. “Ciò che vediamo al momento – ha detto - sono epidemie collegate di COVID-19 in diversi paesi, ma la maggior parte dei casi può ancora essere ricondotta a contatti noti o gruppi di casi. Non si evidenziano ancora riscontri che il virus si stia diffondendo liberamente nelle comunità”.

Notizie preoccupanti ma anche altre rassicuranti sul nuovo coronavirus dal briefing con la stampa odierno del Dg dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus: da una parte l’annuncio che il livello di rischio globale viene alzato da “alto” a “molto alto”, dall’altro il fatto che i casi finora confermati al di fuori della Cina sembrano tutti essere circoscritti a specifici focolai e questo consente di ben sperare sulla possibilità di contenere ancora la diffusione.
 
Ma andiamo con ordine, partendo dai numeri forniti da Tedros.Nelle ultime 24 ore, la Cina ha segnalato 329 casi, il più basso da oltre un mese. Stamattina alle 6:00 ora di Ginevra, la Cina ha segnalato all'OMS un totale di 78.959 casi di COVID-19, inclusi 2791 decessi.
 
Al di fuori della Cina, ci sono ora 4.351 casi in 49 paesi e 67 morti. Da ieri Danimarca, Estonia, Lituania, Paesi Bassi e Nigeria hanno riportato i loro primi casi. Tutti questi casi hanno collegamenti con l'Italia che ha “esportato” in tutto 24 casi in 14 Paesi mentre altri 97 casi sono stati esportati dall'Iran in 11 paesi.
 
“Il continuo aumento del numero di casi e il numero di paesi interessati negli ultimi giorni sono chiaramente fonte di preoccupazione”, ha detto Tedros sottolineando che gli epidemiologi dell’Oms “hanno costantemente monitorato questi sviluppi” portando l’Oms alla decisione di innalzare la valutazione del rischio di diffusione e del rischio di impatto di COVID-19 a livelli “molto elevati” a livello globale.
 
Tuttavia, nonostante il numero crescente di nuovi contagi al di fuori della Cina, “parlare di pandemia non è corretto e non è utile in questa fase. Il termine pandemia è colloquiale, si parla di pandemia di obesità per esempio”, ha aggiunto Michael Ryan, direttore esecutivo dell'Oms.
 
“Bisogna andare oltre i termini colloquiali: parlare di pandemia di coronavirus significa che ogni persona nel mondo sarebbe potenzialmente esposta al contagio e l'esperienza della Cina ci dice che non è così". E per Ryan i nemici peggiori "in questa fase sono paura, voci senza fondamento e stigmatizzazioni. Mentre i nostri più grandi asset sono fatti, ragionevolezza e solidarietà”.
 
Tedros ha poi sottolineato che al momento ci sono epidemie collegate di COVID-19 in diversi paesi, ma che nella maggior parte dei casi esse possono essere ricondotte a contatti noti o gruppi di casi e che non ci sono ancora riscontri che il virus si stia diffondendo liberamente nelle comunità.
 
“Finché sarà così – ha detto Tedros – abbiamo ancora la possibilità di contenere la diffusione di questo virus, con azioni efficaci per rilevare precocemente i casi, isolare e curare i pazienti e tracciare i contatti perché la chiave per contenere questo virus è rompere le catene di trasmissione”.
 
Il punto sui vaccini e le terapie. Il Dg dell’Oms ha riferito che ci sono più di 20 vaccini in via di sviluppo a livello globale, e diverse terapie sono in fase di sperimentazione clinica e che i primi risultati di queste ricerche saranno noti tra qualche settimana.
 
Tedros ha poi comunicato che il team di ricercatori che si è recato in Cina nei giorni scorsi ha finito di redigere il suo rapporto ora disponibile per tutti (vedi qui). Il rapporto include una vasta gamma di informazioni e 22 raccomandazioni per la Cina, per i paesi colpiti e non, per la comunità internazionale e il pubblico in generale.

28 Febbraio 2020

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