Coronavirus. Servizio studi del Senato chiede chiarimenti su uso mascherine senza marchio CE

Coronavirus. Servizio studi del Senato chiede chiarimenti su uso mascherine senza marchio CE

Coronavirus. Servizio studi del Senato chiede chiarimenti su uso mascherine senza marchio CE
All'articolo 34, comma 3, del Decreto legge con le misure economiche e di sostegno per l'emergenza Coronavirus vengono introdotte alcune norme di deroga alle caratteristiche dei dispositivi di protezione per i sanitari. In particolare, viene consentito il ricorso alle mascherine chirurgiche e a quelle prive del marchio CE, previa valutazione da parte dell’iss. "Sembrerebbe opportuno chiarire se la deroga concerna anche l'impiego della mascherina in ambito chirurgico e se in ogni caso essa valga solo per la fase di emergenza". IL DOSSIER

Le mascherine senza marchio CE solo finché durerà l'emergenza Coronavirus e potranno essere usate anche in chirurgia? A chiedere chiarimenti in proposito è il Servizio studi del Senato nel dossier preparato in occasione dell'esame parlamentare del Decreto legge che, tra le misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19, prevede anche norme apposite e innovative sulla dotazione di dispositivi di protezione per il personale sanitario.
 
Tra queste norme anche quella (art. 34, comma 3) che recita così: "In relazione all’emergenza di cui al presente decreto, in coerenza con le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e in conformità alle attuali evidenze scientifiche, è consentito fare ricorso alle mascherine chirurgiche, quale dispositivo idoneo a proteggere gli operatori sanitari; sono utilizzabili anche mascherine prive del marchio CE previa valutazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità". 
 
Questa misura rientra in un contesto di allarme globale, con un forte aumento della domanda di mascherine in conseguenza del quale oggi "la scorta globale di dispositivi per la protezione individuale, in particolare mascherine e respiratori medici, è insufficiente" come sottolineato dalla stessa Oms lo scorso 27 febbraio in occasione dell'aggiornamento delle proprie linee guida sui dispositivi di protezione per il personale sanitario.
 
Ed è proprio su queste norme che pone i suoi quesiti il Servizio studi del Senato.  "Il comma 3, in relazione all'emergenza di cui al presente decreto-legge – si legge nel dossier – consente, in coerenza con le linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità ed in conformità alle attuali evidenze scientifiche, il ricorso alle mascherine chirurgiche quale dispositivo idoneo a proteggere gli operatori sanitari e prevede che siano utilizzabili, previa valutazione da parte dell’Istituto superiore di sanità, anche mascherine prive del marchio CE (marchio di conformità alle prescrizioni europee). Sembrerebbe opportuno chiarire il termine finale di quest'ultima deroga – considerato che il comma 3, contrariamente ai precedenti commi 1 e 2, non fa specifico riferimento al termine dello stato di emergenza di cui alla delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020 – nonché chiarire se la medesima deroga concerna anche l'impiego della mascherina in ambito chirurgico".


 


G.R.

06 Marzo 2020

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